Robot, macchine pensanti, software che imparano, identità digitali e intelligenze non umane raccontano in modi diversi una stessa domanda: che cosa succede quando una macchina comincia a essere qualcosa di più di una macchina?
La realtà è che la fantascienza ha cominciato a parlare di intelligenza artificiale molto prima che avessimo qualcosa che potesse davvero assomigliarle. Prima erano robot, cervelli elettronici e macchine pensanti; poi sono arrivati software capaci di imparare, entità digitali, copie della mente e sistemi che non si limitano più a eseguire ordini. Nel frattempo è cambiata anche la domanda: non soltanto se una macchina possa pensare, ma che cosa significa pensare quando anche la macchina comincia a farlo? Perché l’intelligenza, e quindi il pensiero, è in realtà il vero bersaglio mobile di tutto.
In questa terza e ultima parte (qui la prima e qui la seconda) attraversiamo ancora una volta qualche decennio di fantascienza, cercando storie che abbiano qualcosa da dirci sull’intelligenza artificiale che abbiamo davanti oggi. Ci sono paure antiche, intuizioni sorprendentemente moderne e idee che sembravano impossibili quando furono scritte e oggi fanno parte della conversazione quotidiana. Ecco quindi dieci libri, dieci modi diversi di immaginare cosa potrebbe succedere quando l’intelligenza smette di essere una prerogativa esclusivamente umana.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.
Sogni di robot
Torniamo alle basi, dal maestro. robot non possono nuocere all’uomo, devono obbedire agli ordini e badare alla propria sopravvivenza, a condizione di non mettere a rischio un essere umano: sono le Tre leggi della robotica, incorporate nei circuiti di tutti gli androidi, nonché il filo rosso che lega le opere di Isaac Asimov.
Ma se l’uomo è fatto della stessa sostanza dei sogni, che cosa succede quando i robot cominciano a sognare?
Automi orgogliosi del proprio intelletto, enigmatici cervelli positronici: nei racconti che compongono questa antologia, scritti fra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, un robot è reso in grado di sognare, un altro impara a mentire, un’automatomobile si innamora dell’uomo che si è sempre preso cura di lei, e gli umani demandano le decisioni più importanti della res publica a un onnipotente, mastodontico supercomputer, a cui basta il voto di un singolo per decidere quello di un’intera nazione.
Tutti i robot di Asimov sono accomunati dalla travolgente domanda di vita che erompe dai loro circuiti, e che li rende, per gli uomini, specchi in cui è troppo pericoloso guardare, ma dai quali è impossibile distogliere lo sguardo. Perché quando scopriamo cosa sogna un robot stiamo scoprendo cosa ci rende umani.
Riconosciuto maestro della fantascienza, nonché straordinario divulgatore scientifico, Isaac Asimov è autore immaginifico e profetico: i suoi racconti non hanno mai cessato di interrogare con sottili, perturbanti dilemmi morali, e il loro interesse e la loro freschezza appaiono, alla luce dei grandi progressi scientifici e tecnologici di oggi, persino accresciuti.
Neuromante
La storia è favolosa. Invernomuto e Neuromante sono due IA che cercano di superare i limiti imposti loro. Inoltre è il libro che ha praticamente inventato l’immaginario cyberpunk moderno. Prima edizione italiana: 1986.
Vincitore dei principali riconoscimenti del genere fantascientifico (Hugo, Nebula e Philip Dick Award), e qui presentato nella nuova traduzione di Tommaso Pincio, questo è il libro che ha dato origine all’universo virtuale e narrativo del cyberpunk, conferendogli una dignità letteraria che travalica il genere per assumere la dimensione di un grande classico.
Una delle più potenti visioni del futuro che la letteratura del Novecento abbia lasciato, in cui la cupa descrizione di scenari tetri e trame esasperate, di una natura devastata e una tecnologia imperante si coniuga con un respiro e uno stile ampi e suggestivi; un romanzo di culto che ha ridefinito l’immaginario dell’era postmoderna.
Il ciclo di vita degli oggetti software
Per noi è quasi obbligatoria: una storia di Ted Chiang sull’educazione e sull’evoluzione di entità software fino alla possibile autocoscienza. È stato pubblicato autonomamente in Italia nel 2011, prima di essere incluso in Respiro.
Negli anni Cinquanta Alan Turing ipotizzava di poter far “crescere” un’intelligenza artificiale istruendola come se fosse un bambino: fornendole i migliori organi sensoriali per mettere la macchina in contatto col mondo e cominciando a insegnarle a parlare e a capire il linguaggio umano. Ma come sarebbe, davvero, allevare un’intelligenza artificiale nel mondo contemporaneo, l’era di internet fatta di società startup, di giochi di ruolo online, di software open source? Ted Chiang, che qui si cimenta per la prima volta su un’opera lunga, racconta la storia di due persone e del loro particolarissimo “cucciolo”, descrivendo i particolari ma inevitabili problemi che dovranno affrontare, come gli aggiornamenti dell’hardware e l’obsolescenza del software. E contemporaneamente propone una riflessione sulla reale differenza tra intelligenza e potenza di calcolo, e su cosa significhi davvero rapportarsi con un’entità artificiale.
Accelerando
Singolarità, intelligenze artificiali, postumanesimo, copie della mente, economia e trasformazione della società: probabilmente uno dei libri più direttamente collegati alla nostra idea contemporanea di AI.
L’edizione italiana era di Armenia ed è fuori catalogo, non c’è l’ebook e, a parte i mercatini, l’unico modo è leggerlo in inglese. Non è impossibile, anche perché Charles Stross scrive in modo molto comprensibile. Ma è per questo che lo consideriamo il primo fuori sacco senza il quale non ci sarebbe la nostra lista dei migliori di Macity.
La storia. Un futuro diverso, molto diverso, ci attende. Grazie alle nuove tecnologie, intorno al 2010, l’economia globale è in ripresa. Al passo – sempre più accelerato – delle nuove informazioni, tutto progressivamente cambia: corpi, menti, società, politica ed economia.
Ad affrontare il nuovo mondo sono (nelle nove sezioni che compongono il romanzo) tre generazioni della famiglia Macx, che coprono tutto il corso del Ventunesimo secolo. Manfred Macx sa capire quali sono le idee che contano: le inventa, le manipola e le fa circolare.
È lui, ora, nella posizione migliore per comprendere il mistero che si affaccia dallo spazio, proprio nel momento in cui avverte l’approssimarsi di un punto di svolta allo stesso tempo evolutivo, sociopolitico e tecnologico.
Ancora di più, le vite di Amber, figlia di Manfred e pilota spaziale, e quella di Sirhan, figlio di Amber e storico, saranno immerse negli incessanti mutamenti e conflitti, ormai universali, determinati dalla nuova “postumanità”.
In un vertiginoso tour de force di idee e invenzione linguistica, incontriamo lo sconvolgente evento della singolarità, che modificherà il tessuto stesso dell’universo, aprendo la strada a strane, nuove forme di intelligenza, naturale e cibernetica, aliene e terrestri, individuali e collettive.
In un omaggio a tanta fantascienza scritta e cine-televisiva, la galassia “postumana” risultante sarà il teatro epico per dilemmi antichi e scenari imprevedibili.
Autonomous
La storia di una rivoluzione: un robot chiamato Paladin, una società in cui il confine tra umano e artificiale si fa sempre più sottile, brevetti, farmaci e libertà.
Terra, 2144. Judith ‘Jack’ Chen è una vera e propria scienziata-pirata: la sua base operativa è un sottomarino, la sua missione piratare costosi farmaci e produrne delle alternative a basso costo, accessibili a tutti. Una sorta di Robin Hood in un mondo dominato dalle case farmaceutiche.
Eppure, qualcosa è andato storto con la sua ultima partita di Zacuity: coloro che ne hanno fatto uso, sono andati incontro a effetti collaterali imprevisti, ridotti a veri e propri automi costretti ad azioni meccaniche e ripetitive che conducono la mente alla follia.
Jack sa che se il farmaco da lei messo a punto si diffondesse, l’umanità intera ne sarebbe minacciata. Sulle tracce della scienziata, una coppia alquanto improbabile al soldo delle case farmaceutiche: Eliasz, un tormentato agente sotto copertura, e il suo fedele partner Paladin, un robot.
Sarà nella frenetica ricerca di informazioni sul misterioso e potente farmaco di Jack che Eliasz e Paladin riusciranno a stabilire un legame inaspettato, oltre i confini tracciati dalle loro nature così diverse. Un’avventura visionaria, intensa, che esplora i temi della libertà e del libero arbitrio in una società frenetica e frammentata, in cui la differenza tra umanità e intelligenza artificiale è ormai sempre più labile.
Genesis
Piccolo, stranissimo e molto interessante: una società futura, un esame davanti a una commissione e la storia di Adam Forde, il ragazzo che ha sfidato l’intelligenza artificiale.
La storia: Anax vuole essere ammessa all’Accademia, il luogo del potere, l’istituzione più prestigiosa della Repubblica.
Per farlo ha studiato a lungo col suo maestro, Pericles, e ha preparato una ricerca su Adam Forde, scomparso nel 2077, eroe nazionale che osò opporsi al regime e per punizione fu rinchiuso per mesi in una stanza con Artfink, l’androide più evoluto che la tecnologia avesse mai concepito.
Anax dovrà esporre le sue tesi per cinque ore davanti a uno commissione.
Ed è assistendo a questo esame che il lettore scopre insieme ad Anax – che le cose non sono andate proprio come sono state raccontate.
Dal dialogo tra l’uomo e il robot emergono interrogativi fondamentali: che cosa ci rende umani, e dunque diversi dalle macchine? Se l’intelligenza artificiale supera ogni aspettativa, può forse sopravanzare l’umanità?
Se lo è chiesto Adam Forde e ora se lo chiede Anax, impegnata in un confronto con la storia e con se stessa che la porterà a scoprire un’amara, sorprendente verità.
L’era del diamante. Il sussidiario illustrato della giovinetta
Che genio che è Neal Stephenson. Non c’è veramente altro da dire.
Il «libro» di questo romanzo, cioè il sussidiario, è in realtà un nanocomputer interattivo capace di seguire e formare una bambina. Non è un romanzo sull’AI nel senso stretto di Klara o Autonomous, ma è molto interessante per la storia dell’idea di intelligenza artificiale personale e pedagogica.
In un futuro dominato dalla nanotecnologia, il brillante ingegnere John Percival Hackworth infrange il rigoroso codice dei neovittoriani, copiando illegalmente Il sussidiario illustrato della giovinetta: un libro-nanocomputer interattivo, che vorrebbe utilizzare per l’educazione della figlia.
Harv, un ragazzino appartenente alla classe più povera, aggredisce Hackworth per le strade malfamate del suo quartiere, finendo per sottrargli il sussidiario che regalerà alla sorellina Nell, grazie al quale lei non solo imparerà a leggere e a scrivere, ma soprattutto a pensare liberamente.
Una volta scoperto il suo crimine, Hackworth viene privato dei suoi privilegi e costretto a lavorare sotto copertura.
Nel frattempo, Nell continua la sua educazione nel mondo virtuale del sussidiario, iniziando a farsi strada anche nel mondo reale, sempre più oppresso da complotti e minacciato da un gruppo sovversivo destinato a decodificare e riprogrammare il futuro dell’umanità.
Qualityland. Per pessimisti
Attenzione, di questo libro esistono due versioni: noi abbiamo scelto quella per pessimisti, ma l’accorto lettore sappia che esiste anche quella per ottimisti.
Qui l’AI è praticamente l’ambiente sociale: algoritmi che decidono cosa comprare, chi incontrare, cosa desiderare; robot dappertutto e un sistema che presume di conoscere l’individuo meglio dell’individuo stesso.
QualityLand è un paese dove domina la qualità, e la tecnologia risolve ogni problema. I robot aiutano nelle faccende domestiche e sul lavoro, senza nemmeno doverglielo chiedere, e quando hanno anche solo un difettuccio, be’, si demoliscono e se ne acquistano di nuovi.
Le persone, classificate in livelli dal sistema, non devono neppure preoccuparsi di cercare l’anima gemella, perché ci pensa un programma informatico a elaborare miliardi di informazioni e a far incontrare i due soggetti con la massima affinità possibile.
Sembra tutto semplice e perfetto, finché un giorno Peter, titolare di un negozio di rottamazione di robot, riceve tramite un drone un prodotto che è sicuro di non desiderare e decide di fare di tutto per restituirlo. Ma se Peter ha ragione, allora l’algoritmo che ha fatto in modo che gli fosse recapitato ha torto e così vengono meno le fondamenta stesse di QualityLand.
Spassoso e distopico, l’avventuroso romanzo di Marc-Uwe Kling fa riflettere sul futuro e sul presente. Le notizie e le pubblicità in questo libro sono state personalizzate per voi pessimisti.
La voce del padrone
Chi se non il grandissimo Stanisław Lem? E di chi potrebbe essere la voce del padrone?
Questo è il nostro secondo fuori sacco, senza il quale non ci potrebbe essere una lista dei migliori di Macity. Però attenzione, non c’è un chatbot senziente, ma c’è il tentativo di decifrare una possibile intelligenza radicalmente altra attraverso un progetto scientifico gigantesco. È un libro sull’intelligenza e sui limiti della nostra capacità di comprenderla.
Romanzo del 1968, in piena guerra fredda, scritto da un autore polacco, che viveva di là dalla cortina, insomma. Ed era un genio che si immagina una storia fantastica. “La Voce del Padrone” è il nome in codice di un progetto di ricerca segreto del governo statunitense. Lo scopo: decifrare il presunto messaggio in arrivo dallo spazio rilevato sulla Terra sotto forma di un’onda neutrinica.
Il flusso insolito di particelle è puramente casuale, o è invece una lettera inviata da una civiltà superiore? E in questo caso, cosa ci vuole dire? È amichevole?
Tra le menti incaricate di scoprirlo – e di farlo prima dei russi – c’è Hogarth, il narratore di questo romanzo: un matematico celeberrimo e geniale, spinto a indagare anche da motivazioni metafisiche e autoconoscitive.
Chiuso assieme a decine di scienziati in una base nascosta nel deserto, Hogarth dovrà districarsi tra poteri politici e corse agli armamenti, ingerenze, depistaggi, narcisismi. Ma dovrà anche misurarsi con i propri limiti e fronteggiare brucianti interrogativi morali.
Il problema dei tre corpi
Chiudiamo con Liu Cixin. Grande autore cinese, caso speciale in Europa oltre che negli Usa. Il suo è un romanzo che fa parte di una trilogia e, anche se ‘AI non è davvero il cuore del romanzo: ci sono comunque tanti computer, simulazioni e tecnologia avanzatissima. Insomma, l’AI c’è, anche se resta dietro le quinte.
Anno 1969. Nella Cina della Rivoluzione culturale, Ye Wenjie ha visto uccidere il padre, famoso scienziato, dalle Guardie Rosse ed è stata inviata in un campo di lavoro in Mongolia.
Ma Wenjie è una brillante astrofisica, e così le viene offerta una possibilità: partecipare a Costa Rossa, un progetto militare segreto che invia segnali nello spazio.
Anno 2007. La comunità scientifica cinese è scossa da una misteriosa serie di suicidi di celebri fisici.
Wang Miao, professore di nanotecnologie, viene reclutato da una task force militare per indagare su quei decessi. Nel frattempo, si fa coinvolgere sempre più da un videogioco on line, Tre Corpi, ambientato su un mondo alieno nel quale si susseguono Ere dell’Ordine, propizie alla vita, e feroci Ere del Caos.
Sarà solo l’inizio di un pericoloso percorso che lo porterà dove non avrebbe mai immaginato
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