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I migliori monitor per Mac e iPad Pro di metà 2019

Orientarsi nella scelta dei migliori monitor per Mac come per PC non è un compito semplice: esistono modelli per tutte le tasche, apparentemente simili ma spesso con funzionalità e caratteristiche anche molto diverse tra loro… ma quali sono i migliori monitor che quest’anno è possibile abbinare al Mac e iPad Pro con USB-C e in base a quali parametri sceglierli?

Certo il più bello, costoso e potente è il nuovissimo Apple Pro Display XDR ma sarà disponibile solo nell’autunno 2019 e ad un prezzo, 4.999 Dollari + 999 per il piedistallo che lo rendono una periferica riservata ai super professionisti del video.

L'adattatore multiporta da USB-C a VGA

Con in testa come target di riferimento l’utente Mac, abbiamo pensato di spiegare gli elementi di cui tenere conto per abbinare un monitor al computer che potrebbe essere un Mac Mini, un Mac Pro, ma anche un secondo display da affiancare a MacBook Air o MacBook Pro.

L’offerta è ovviamente sterminata, con display adatti per chi si occupa di foto e video in modo professionale, altri pensati per la progettazione, altri ancora per gioco e multimedia, altri ancora molto generici ed economici, adatti per chi fa essenzialmente lavoro da ufficio (videoscrittura, mail, navigazione su internet e poco altro). Vedremo in rassegna brevemente le principali tecnologie, le certificazioni, e gli standard di riferimento di cui tenere conto.

Di quali collegamenti deve disporre un monitor per funzionare con il Mac?

Tutti i Mac relativamente recenti mettono a disposizione di serie l’uscita Mini DisplayPort (Thunderbolt); questa può essere sfruttata per collegare monitor che integrano questa porta; monitor DVI, HDMI o i vecchi VGA possono essere collegati con specifici adattatori. Discorso diverso per i MacBook Pro recenti (a partire dalla fine del 2016) e MacBook Air 2018 che dispongono dell’interfaccia Thunderbolt 3 invece del Thunderbolt 2. Vedremo in un paragrafo a parte come collegare monitor di diverso tipo a questi Mac..

Apple e produttori di terze parti mettono a disposizione adattatori Mini DisplayPort-DVI, Mini DisplayPort-VGA, Mini DisplayPort/DVI Dual-Link e Mini DisplayPort-HDMI. Il Mac Pro attualmente in vendita gestisce senza problemi fino a tre display con risoluzione 5K e addirittura fino a sei display Thunderbolt (vi rimandiamo a questo documento di supporto Apple per conoscere i dettali sulle tipologie di monitor Ultra HD supportati e su come regolarli).

Il Mac Mini supporta fino a due schermi a 2560x1600 pixel, integra uscita video digitale Thunderbolt. L'uscita Mini DisplayPort nativa, per altre uscite (DVI, VGA e e DVI Dual-Link) è necessario sfruttatre degli adattatori. L'uscita video HDMI supporta risoluzioni 1080p fino a 60Hz, 3840x2160 a 30Hz e 4096x2160 a 24Hz. È possibile DVI con adattatore da HDMI a DVI.

Il Mac mini di penultima generazione (2014) supporta fino a due schermi a 2560×1600 pixel, integra uscita video digitale Thunderbolt. L’uscita Mini DisplayPort è nativa; per altre uscite (DVI, VGA e e DVI Dual-Link) è necessario sfruttatre degli adattatori. L’uscita video HDMI supporta risoluzioni 1080p fino a 60Hz, 3840×2160 a 30Hz e 4096×2160 a 24Hz. È possibile sfruttare l’uscita DVI con adattatore da HDMI a DVI.

Il Mac mini 2018 supporta fino a tre monitor (due monitor con risoluzione 4096×2304 a 60Hz collegati via Thunderbolt 3, e un monitor con risoluzione 4096×2160 a 60Hz collegato via HDMI 2.0) oppure due monitor (un monitor con risoluzione 5120×2880 a 60Hz collegato via Thunderbolt 3, e un monitor con risoluzione 4096×2160 a 60Hz collegato via HDMI 2.0); integra DisplayPort nativa via USB‑C supporta le uscite Thunderbolt 2, DVI e VGA tramite adattatori (in vendita separatamente); l’uscita HDMI 2.0 supporta un monitor con risoluzione 4096×2160 a 60Hz e consente di collegare monitor DVI usando specifici adattatori (in vendita separatamente).

Porte posteriori Mac mini 2018
Porte posteriori Mac mini 2018

E il MacBook 12″?

Il MacBook da 12″ ha una porta USB-C utilizzabile per la ricarica ma anche come uscita video DisplayPort 1.2 nativa o, con adattatore multiporta da USB-C a VGA (in vendita separatamente) o per collegare display con ingresso HDMI sfruttando l’adattatore multiporta da USB-C ad AV digitale (in vendita separatamente). È ogni caso possibile sfruttare la Scrivania Estesa (il monitor esterno viene visto come indipendente) o la Duplicazione dello Schermo. supportamdo simultaneamente la risoluzione nativa sullo schermo integrato e fino a 3840×2160 pixel su un monitor esterno.

In rete si trovano “trucchi” che spiegano come pilotare un monitor con risoluzione 4K a  60 Hz usando un solo cavo, un frame rate migliore in grado di ridurre la sensazione di “microscattosita” e offrire la percezione di maggiore stabilità per le immagini riprodotte sullo schermo.  Apple ha probabilmente limitato il supporto per non appesantire troppo il lavoro della grafica Intel HD Graphics 515 del chip Intel Core M e pertanto il trucco in questione non è chiaro se possa alla lunga arrecare danni alla macchina. Se decidete di applicare la modifica, lo fate a vostro rischio e pericolo.

Quali monitor per iMac Pro e MacBook con porta Thunderbolt 3 (attacco USB-C) e quali per iPad Pro 2018 con USB-C?

Gli iMac Pro e i MacBook Pro più recenti (a partire dalla fine del 2016) dispongono dell’interfaccia Thunderbolt 3 invece del Thunderbolt 2. L’interfaccia Thunderbolt 3 (con attacco USB-C) permette di trasferire molteplici tipologie di dati e consente anche di trasferire segnali video verso monitor. Dispositivi esistenti possono essere utilizzati utilizzando un adattore o cavo di conversione.

Apple propone per i Mac con Thunderbolt 3 i monitor LG UltraFine 5K e LG UltraFine 4K. Il primo modello è un display da 27″ con risoluzione 5120×2880, supporto gamma cromatica P3, altoparlanti stereo, videocamera e microfono. Un unico cavo Thunderbolt 3 (incluso) permette di collegare i MacBook Pro con porte Thunderbolt 3 (USB‑C) e fornendo fino a 85W per ricaricarlo. Su questo modello sono presenti tre porte USB‑C downstream (5 Gbps) che consentono anche di connettere e alimentare altri dispositivi e accessori compatibili.

L’UltraFine 4K è un display da 21.5″ con risoluzione 4096×2304; questo modello ha un pannello IPS con ampia gamma cromatica P3 e luminosità di 500 cd/m². Un unico cavo USB‑C (incluso) permette di collegare il MacBook con porta USB‑C o MacBook Pro con porte Thunderbolt 3 (USB‑C), fornendo fino a 60W per ricaricarlo. Sono presenti tre porte USB‑C downstream (480 Mbps) con le quali è possibile connettere e alimentare anche altri dispositivi e accessori compatibili. I due monitor LG in questione sono riconosciuti auotomaticamente da macOS: è possiible controllare il volume e la luminosità dello schermo 5K senza bisogno di tasti specifici sullo schermo.

Alternativa ai monitor di LG, è il monitor XB2779QQS di Iiyama. Questo Il display offre risoluzione di 5120 x 2880 pixel, integra un pannello con tecnologia IPS LED che supporta la risoluzizone di 5120 x 2880 @60Hz tramite due DisplayPort e fino a 3840 x 2160 @60Hz con l’HDMI. Il monitor integra 3 ingressi HDMI, due DisplayPort, speaker stereo 2x2W, funzionalità picture-in-picture. La luminosità è di 440 cd/m², il tempo di risposta di 4ms, angolo di visione orizontale/verticale di l: 178°/178°, il pixel pitch di 0.116mm. Supporat la gamma cromatica P3, supporta 16.7 milioni di colori (6bit + A-FRC). el momento un cui scriviamo su Amazon si trova a 839,00 euro, prezzo decisamente interessante rispetto ai 1399 euro dell’LG Ultrafine 5K proposto su Apple Store che però integra connessione Thunderbolt 3 e fornisce fino a 85W per ricaricare i MacBook Pro.

Ai MacBook Pro più recenti, MacBook Air 2018 con porta Thunderbolt 3 e ad iPad Pro 2018 con porta USB-C è possibile collegare ovviamente qualsiasi monitor con attacco USB-C. Quest’ultimo tipo di connessione ha il vantaggio di essere reversibile (non ha un verso) e può trasportare contenuti di tutti i tipi, inclusi segnali digitali. Sul mercato sono da tempo disponibili vari monitor USB-C. Apple, come accennato, propone gli LG Ultrafine 4K e 5K ma esistono altre soluzioni, ad esempio: LG 27UD88-W 4K da 27″ (circa 600 euro nel momento in cui scriviamo su Amazon), Lenovo ThinkVision X1 (circa 780 euro nel momento in cui scriviamo su Amazon),  Acer H277H (circa 600 euro su Amazon).

Ovviamente per iPad Pro 2018 si potranno utilizzare tutti i convertitori sul mercato che vanno da USB-C a HDMI e VGA e collegare un monitor che dispone di queste porte.

L’adattatore da Thunderbolt 3 (USB-C) a Thunderbolt 2

Fino a Thunderbolt 2 il connettore della tecnologia era quello di DisplayPort, dalla versione 3 (la più recente e performante) il connettore è identico all’USB-C (e accetta periferiche/monitor di questo tipo). Apple propone un‘adattatore da Thunderbolt 3 (USB-C) a Thunderbolt 2; questo permette di collegare un Mac o un altro dispositivo dotato di una porta Thunderbolt 3 (USB-C) a un dispositivo che utilizza un cavo Thunderbolt o Thunderbolt 2. È possiible usare la porta Thunderbolt di questo adattatore per collegare il Mac a un display che utilizza un cavo Thunderbolt o Thunderbolt 2. È utilizzabile, ad esempio, per collegare il Mac a un Apple Thunderbolt Display o un display Thunderbolt 2 LG. Attenzione: l’adattatore in questione NON è compatibile con i display che utilizzano DisplayPort o Mini DisplayPort, ad esempio Apple LED Cinema Display. Thunderbolt e Thunderbolt 2 non corrispondono a Mini DisplayPort, anche se le porte hanno la stessa forma. In caso di dubbi è bene chiedere al produttore l’effettiva compatibilità degli adattatori.

Altri adattatori da Thunderbolt 3/USB C

Se il cavo di un display non può essere collegato alla porta Thunderbolt 3 (USB-C) del nostro iMac Pro, iMac, MacBook Pro o MacBook, potrebbe servire un diverso adattatore. I display USB-C possono essere collegati direttamente (senza bisogno di adattatori); se usiamo un cavo Mini DisplayPort con un display Mini DisplayPort, bisogna utilizzare un adattatore di terze parti da USB-C a Mini DisplayPort compatibile. Esistono adattatori di terze parti da USB-C a DisplayPort (qui, ad esempio, quello di Moshi).

Per quanto riguarda HDMI è possibile usare l’adattatore multiporta Apple da USB-C ad AV digitale o un adattatore di terze parti da USB-C a HDMI. Per la VGA Apple propone e l’adattatore multiporta Apple da USB-C a VGA. In alternativa, è possibile utilizzare un adattatore di terze parti da USB-C a VGA, ad esempio l’adattatore da USB-C a VGA di Belkin. Per quanro riguarda i display con cavi DVI, bisogna utilizzare un adattatore di terze parti da USB-C a DVI compatibile.

Scegliere il miglior monitor per Mac

La diagonale e il “formato”

I monitor, come le TV, si misurano in pollici. La misura fa riferimento alla diagonale dello schermo (dal lato inferiore sinistro al lato superiore destro). Un pollice equivale a 2.54cm. Alla ricerca di un monitor, sentiremo senz’altro parlare di “formato”.

La dicitura “16:9”, ad esempio, indica la proporzione tra le dimensioni di base e altezza del rettangolo in cui vengono visualizzate le immagini. Se la base è di 16 cm, l’altezza sarà di 9 cm; le dimensioni crescono ovviamente all’aumentare delle dimensioni dello schermo ma restano sempre proporzionali ai valori di base che fanno riferimento al lato orizzontale e verticale.

La dimensione dello schermo è indicata fornendo la dimensione della diagonale, misura che consente di avere l’idea della grandezza complessiva del display, tenendo conto della forma rettangolare e della proporzione fissa tra la base e l’altezza.

migliori Monitor 2016

La risoluzione

Tra le specifiche di cui tenere conto nella scelta di un monitor, sicuramente la prima è la risoluzione. Con questo termine ci si riferisce alla precisione dei dettagli che il sistema è in grado di visualizzare, conseguenza diretta della quantità dei singoli punti che costituiscono l’immagine sullo schermo. La risoluzione è legata sia alle dimensioni dello schermo, sia alla spaziatura dei punto. Il parametro in questione misura il numero di pixel (in larghezza e altezza) che è possibile visualizzare sullo schermo.

Il termine 1080p, ad esempio, indica display con risoluzione di 1920 pixel (larghezza in orizzontale) x 1080 pixel (altezza sull’asse verticale).

All’aumentare della risoluzione, cresce il numero di pixel che è possibile visualizzare sullo schermo e di conseguenza finestre e altri elementi. La risoluzione di molti monitor LCD di tipo widescreen da 24″ è la Full-HD (1920×1080 pixel), la stessa delle TV HDTV per le modalità 1080p o 1080i. Monitor di nuova generazione integrano il supporto alla risoluzione “4K”, in altre parole 4,096×2,160 pixel; altri ancora supportano l’inferiore risoluzione “Ultra HD”: 3,840×2,160 pixel, detta anche 2160p.

La risoluzione 5K è integrata in schermi più grandi (normalmente i 27″) ed è pari a 5120×2880 pixel. Le tipiche risoluzioni massime dei monitor odierni sono: 1920×1200 pixel o 2560×1600 pixel; altre più elevate cominciano a trovarsi su modelli consumer ma normalmente sono disponibili su modelli professionali.

Le porte
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Molti monitor 4K e 5K possono essere collegati al Mac sfruttando cavi Thunderbolt o HDMI. Per i monitor con integrata la porta DisplayPort basta sfruttare un cavo Thunderbolt; alcuni di questi integrano una porta DisplayPort che richiede un cavo da DisplayPort a Mini DisplayPort. Questi ultimi sono cavi molto economici e si trovano a poche decine di euro su Amazon.

I Mac venduti dal 2011 al 2013 usano la prima generazione di Thunderbolt; questa supporta la tecnologia DisplayPort 1.1a, offrendo un throughput massimo di 8.64 Gbps e virtualmente in grado di pilotare qualunque display 4K o 5K con frequenza di aggiornamento (refresh rate) di 60Hz.

Che cos’è la frequenza di aggiornamento?

La velocità di refresh è il numero di volte in un secondo in cui viene ridisegnata l’immagine su un display. È un parametro che si misura in Hertz (Hz) e permette di valutare l’effettiva stabilità dell’immagine sullo schermo (all’aumentare del refresh rate, diminuisce la fatica degli occhi causati all’impercettibile sfarfallio). Frequenze tipiche dei monitor sono: 24Hz, 30Hz e 60Hz.

Reresh rate

 

Supporto di macOS a risoluzioni elevate

Le versioni più recenti di macOS supportano i monitor DisplayPort con risoluzione 4K tramite la tecnologia Single-Stream Transport a 30 Hz e a 60 Hz sui seguenti Mac: Mac Pro (fine 2013), iMac (Retina 4K, 21,5 pollici, fine 2015 e seguenti), MacBook Pro (Retina 5K, 27 pollici, fine 2014 e versioni più recenti), MacBook Pro (Retina, 15 pollici, metà 2015 e seguenti).

Il collegamento dei monitor 4K con risoluzione 3.840 x 2.160 è supportato a 60 Hz sui seguenti Mac: MacBook Pro (Retina, 13 pollici, inizio 2015 e seguenti), MacBook Pro (Retina, 15 pollici, metà 2014 e versioni più recenti), Mac Pro (fine 2013), iMac (Retina 4K, 21,5 pollici, fine 2015 e seguenti), MacBook Pro (Retina 5K, 27 pollici, fine 2014 e versioni più recenti), MacBook Air (inizio 2015 e seguenti).

Lo spazio dei colori CIE 1931
Lo spazio dei colori CIE 1931

Gli spazi colore

Nelle descrizioni tecniche di alcuni monitor, si trovano dei diagrammi di cromaticità, uno standard della Commission Internationale de l’Eclairage (CIE) che mostra lo spazio colore gestibile dagli schermi. Senza entrare in dettagli tecnici (dei quali parleremo magari in un articolo a parte), l’ampiezza di queste figure permette, di conoscere i modelli matematici di percezione indicati come spazi di colore e rappresentati da sigle come XYZ (è il modello CIE 1931), xyY, Lab, Luv.

Le tinte sono indicate tramite due variabili cromatiche (x e y), disposte lungo gli assi cartesiani di un piano dove si trova una curva a “U”. Lungo la curva sono distribuiti i colori “puri” (tecnicamente quelli dello spettro visibile, dal rosso al violetto); all’interno della curva troviamo le tinte che spaziano dai colori puri al bianco ideale (al centro). Questi diagrammi consentono di eseguire valutazioni dal punto di vista degli intervalli di tonalità (gamut) e comprendere quanti di questi un dispositivo è in grado effettivamente di riprodurre. I monitor professionali costano di più perché normalmente sono in grado di offrire gamut più elevati rispetto a quelli più economici.

La calibrazione

Per ottenere la migliore corrispondenza colore possibile i monitor vengono calibrati in fabbrica ma la resa finale complessiva dipende da svariati fattori: la scheda video usata, il pannello sfruttato, le modalità di illuminazione dell’ambiente di lavoro e altro ancora. maOS integra di serie funzionalità che consentono di calibrare i monitor via software creando profili personalizzati. Il sistema operativo e altri software che utilizzano la tecnologia ColorSync di Apple possono sfruttare questi profili e riprodurre più fedelmente i colori delle immagini.

Monitor destinati ad ambienti professionali (fotografia, video, desktop publishing) dovrebbero essere calibrati con regolarità sfruttando un colorimetro, un dispositivo che offre funzioni che permettono di regolare contrasto, luminosità, determinare la curva di risposta di luminosità, la curva di risposta e il punto di bianco migliore.

I colorimetri (di serie o disponibili in opzione con alcuni monitor professionali) permettono la misurazione diretta della radiazione del display e della luce ambientale, generando profili personalizzati. Lo strumento in questione consente di misurare il gamut e valutare vari parametri con i quali determinare l’uniformità della risposta tonale e della luminosità del pannello.

Test di calibrazione migliori Monitor 2016

IPSTecnologia dei pannelli

Per tecnologia dei pannelli si intende la tipologia di cristalli liquidi utilizzati e il sistema di retroilluminazione sfruttato. Sono due parametri che determinato la qualità e l’ampiezza della gamma cromatica riproducibile, oltre alla precisione con la quale il segnale in ingresso è trasformato nelle tonalità finali.

Queste tecnologie influenzano anche fattori quali la luminosità, il contrasto e l’angolo di visualizzazione o visione, quest’ultimo inteso come un arco sulla perpendicolare del pannello entro il quale i colori non dovrebbero virare in modo evidente.

La maggior parte dei pannelli usati nei monitor odierni si divide in: Tn (Twisted Nematic) e Ips (In Plane Switching). La prima è sul mercato da più tempo, è la più economica ma non questo non significa necessariamente che è inferiore rispetto alla tecnologia concorrente. Con i pannelli di tipo Tn è possibile ottenere frequenze di aggiornamento superiori a quelli Ips, arrivando anche a velocità di 1ms contro i 5ms di media degli altri. La frequenza di aggiornamento è importante in particolare con i programmi (es. giochi) che presentino immagini in movimento.

I monitor Ips, d’altra parte, offrono vantaggi dal punto di vista della riproduzione dei colori, della loro consistenza, per la maggiore ampiezza nell’angolo di visione. I pannelli Tn, infatti, tipicamente soffrono di una maggiore direzionalità nella resa cromatica, nella luminosità (in particolare sull’asse verticale). I pannelli Ips più costosi permettono di visualizzare miliardi di colori con codifica a 10 bit reali e copertura del 99% dello spettro sRGB.

lucidoopacLa finitura

Alla voce “finitura” nella descrizione di un display potrete trovare termini quali “opaca” o “lucida”. Queste fanno riferimento al trattamento della parte terminale del pannello che può essere antiriflesso o lucido. Il trattamento antiriflesso permette di ridurre l’influenza della luce ambientale limitando appunto i riflessi sullo schermo, il secondo permette di ottenere colori più vividi e brillanti ma non limita i riflessi.

Gli schermi lucidi hanno il difetto di risultare meno visibili, a causa dei riflessi, in ambienti molto luminosi, a vantaggio però di colori più nitidi e ricchi; quelli opachi si comportano generalmente meglio anche in condizioni di fonti di luce diretta. Schermi con quest’ultime caratteristiche sono preferiti soprattutto da parte degli utenti che lavorano nell’ambito del Desktop Publishing e che si ritrovano a dovere gestire la corrispondenza colore su stampe non lucide: uno schermo glossy in molti casi falsa la percezione del risultato finale. Altri potenziali utilizzatori dello schermo matte sono quelli che lavorano in condizioni di sovrailluminazione e per cui la superficie riflettente potrebbe risultare fastidiosa.

Energy StarConsumi e certificazioni

Da non sottovalutare parametri concernenti i consumi energetici. È vero che la stragrande maggioranza degli odierni display consuma pochissimo ma tra un modello e l’altro sono presenti differenze che si noterebbero misurando i consumi in standby (in assenza di segnale in ingresso). I consumi crescono in base alla diagonale, alle impostazioni della luminosità e funzionalità che regolano in automatico la retroilluminazione.

Esistono varie norme per le certificazioni energetiche e le sigle più importanti sono: Energy Star, EPEAT, ROHS e TCO. La presenza di una o più di queste sigle garantisce il rispetto di specifiche normative ma anche parametri che tengono conto della gestione dei materiali e della facilità di separazione dei componenti quando arriverà il momento del riciclaggio.

Thunderbolt e HDMI

La porta Thunderbolt del Mac supporta display con refresh rate fino a 60Hz; i Mac con porta HDMI permettono di gestire display con refresh rate di 24Hz o 30Hz per specifiche limitazioni dello standard HDMI 1.4. L’HDMI del Mac Mini 2018 supporta monitor con risoluzione fino a 4096×2160 a 60Hz.

I Mac con Thunderbolt 2 supportano la tecnologia DisplayPort 1.2; la larghezza di banda supportata è raddoppiata, permettendo (a patto di avere una scheda video adeguata) di gestire più monitor.

I MacBook Pro con Thunderbolt 3

I MacBook Pro più recenti (con Thunderbolt 3) supportano simul­taneamente la risoluzione nativa, in milioni di colori, sullo schermo integrato e:

  • un monitor esterno con risoluzione 5120×2880 a 60Hz e oltre un miliardo di colori
  • fino a due monitor esterni con risoluzione 4096×2304 a 60Hz e milioni di colori
  • fino a due monitor esterni con risoluzione 3840×2160 a 60Hz e oltre un miliardo di colori

L’uscita video digitale di questi modelli è la Thunderbolt 3 (uscita DisplayPort nativa via USB‑C) e funziona come uscita VGA, HDMI e Thunderbolt 2 tramite adattatori (in vendita separatamente)

iMac Pro con porta Thunderbolt 3

L’iMac Pro con porta Thunderbolt 3 supporta simul­taneamente la risoluzione nativa 5K nativa (5120×2880), con un miliardo di colori, sullo schermo integrato e:

  • due monitor esterni con risoluzione 5120×2880 (5K) a 60Hz e un miliardo di colori; oppure
  • quattro monitor esterni con risoluzione 3840×2160 (4K UHD) a 60Hz e un miliardo di colori; oppure
  • quattro monitor esterni con risoluzione 4096×2304 (4K) a 60Hz e milioni di colori.

L’Uscita DisplayPort nativa via USB‑C supporta le uscite VGA, HDMI, DVI e Thunderbolt 2 tramite adattatori (in vendita separatamente)

Il collegamento Thunderbolt “in cascata”

Alcuni monitor con connessione Displayport/Thunderbolt consentono di concatenare tra loro più monitor a un’unica uscita video. Con il Mac Pro, ad esempio, è possibile attaccare fino a sei monitor all’unica uscita video del computer, una tecnica detta “daisy-chaining”, un “circolo” che permette di sfruttare più display indipendenti senza degradare la qualità delle immagini.

Ingressi/uscite supplementari

Alcuni monitor mettono a disposizione ingressi e uscite che non hanno nulla a che fare con il display. Ad esempio su alcuni sono integrate delle porte USB che funzionano alla stregua di un hub collegato al computer. Su altri ancora sono presenti ingressi audio che, abbinati a speaker integrati di serie, permettono di amplificare l’uscita audio del computer, senza ricorrere a speaker aggiuntivi, anche se normalmente l’amplificazione è limitata a pochi watt.

Come scegliere?

Dopo tutta questa disamina, quali sono i parametri di cui tenere conto nell’acquisto di un display? Non è facile rispondere perché ovviamente molto dipende dall’utilizzo al quale questi sono destinati. Tra i parametri da valutare: la risoluzione supportata, il tempo di risposta, la dimensione della diagonale, la finitura, la gamma cromatica supportata, i consumi e ovviamente anche il prezzo.

Eizo CG2420-BK

L’Eizo CG2420-BK vanta retroilluminazione a LED, contrasto 1500:1, luminosità 400 cd/mq, copertura spazio AdobeRGB 99%, DCI-P3 98%, sensore integrato e funzione di autocalibrazione. Integra ingressi Display Port, DVI-D e HDMI.

Da non sottovalutare anche il numero e le tipologie di connessioni disponibili come Displayport, HDMI e DVI facendo attenzione che nei primi due casi esistono standard in grado di supportare il Single-Stream Transport (SST) e non il Multi-Stream Transport (MST).

Tutti i Mac con Thunderbolt 2 supportano i monitor 4K a 30 Hz in modalità SST (Single Stream Transport). Alcuni modelli supportano i monitor 4K a 60 Hz in modalità MST (Multi-Stream Transport) offrendo una velocità di aggiornamento delle immagini superiore. Altri parametri di cui potreste volere tenere conto sono: la possibilità di aggancio (si può fare con i monitor dotati di attacco VESA), le garanzie contro i difetti di fabbricazione (anche nel caso di pochi pixel) offerte da alcuni produttori, i consumi e per finire, anche il budget a vostra disposizione.

I migliori monitor 2019

Alcuni monitor sono adatti per la gestione di foto e video, altri per gioco e multimedia, altri ancora (tipicamente quelli dal budget più modesto) per uso in ambienti small office e home office. Tenete conto dei vari parametri indicati, del costo e scegliete quello che più sembra adatto alle vostre esigenze. Di seguito i monitor che abbiamo scelto per questo inizio 2019.

Philips 258B6QU

Il monitor Philips 258B6QU offre un displsy IPS con una diagonale da 25″. Grazie al connettore USB-C è possibile non solo ricaricare un notebook con questa porta ma anche collegarlo al computer con un solo cavo. La risoluzione è QUad HD (2560 x1440). La cornice è molto sottile permettendo anche di creare configurazioni con display multipli affiancati, utili nelle applicazioni di grafica, offrendo la sensazione di usare un solo display. La base del monitor è ergonomica permettendo di regolare altezza, inclinazione e angolo di rotazione. Il display IPS con trattamento antirfilesso offre un angolo di visuale di 178/178 gradi. Sono presenti due altoparlanti che offrono un’emissione frontale di discreta qualità. Tra gli ingressi, abbiamo: VGA (analogico), Cavo DVI a doppia uscita (digitale, HDCP), DisplayPort 1.2 x 1, HDMI 1.4 x 1, USB-C 3.1 Gen 1 x 1 (upstream, fino a 60 W di potenza erogata), USB 3.1 x 3 (downstream, 1 con ricarica rapida).

Philips 258B6QU
Philips 258B6QU

Acer H277HU

I monitor Acer serie H7 combinano un supporto in metallo pettinato bello dada vedere, uno schermo “zero frame” e un pannello posteriore lucido. Lo schermo WQHD (2560×1440), le proporzioni 16:9, l’audio (2 altoparlanti, uscita 3W), la porta USB di tipo C e la porta HDMI 2.0 rendono il dispositivo adatto a varie tipologie di utilizze. Il pannello è IPS, elemento che, a detta del produttore, consente ai colori di restare inalterati dipendentemente dall’angolo di visualizzazione. Il produttore evidenzia il design “zero frame” (cornice sottilissima) la presenza di una tecnologia che riduce i disturbi causati dallo sfarfallio delle immagini, che può affaticare la vista quando il monitor viene utilizzato per lunghi periodi. Il tempo di risposta è di 4ms, l’angolo di visualizzazione è di 178°/178° (orizzontale/verticale). È presente una porta HDMI, USB, Displayport, 3 porte USB 3.1. Il monitor in funziona consuma 34W (500mw in standby).

Acer H277HU
Acer H277HU

AOC U2777PQU e U3277PWQU

Questi due display di AOC sono simili come caratteristiche tecniche e cambiano solo le dimensioni, rispettivamente da 27″ e 31.5″. Il modello U2777PQU integra un pannello IPS e in grado di riprodurre immagini con più di un miliardo di colori (Real 8-bit+FRC); il gamut garantisce il 100% dello spazio colore sRGB. Il modello U3277PWQU da 31,5″, vanta un pannello AMVA in grado di coprire il 95% del color gamut NTSC. Il produttore consiglia i due monitor in questione ai professionisti dell’immagine (fotografi, editor video, ecc).

I 60Hz di frequenza di aggiornamento e il tempo di risposta di 4 ms (grey-to-grey) li rendono adatti anche adatti ai giocatori più esigenti. Tra le peculiarità di questi due monitor la possibilità di regolare l’altezza e la funzione pivot e di rotazione dello schermo.

Sul fronte ingressi, abbiamo: DisplayPort, HDMI 2.0, DVI e VGA, a cui si aggiungono 4 porte USB 3.0, utili per la ricarica di dispositivi. Il modello U3277PWQU offre PiP (Picture-in-Picture) e PbP (Picture-by-Picture) che permette di visualizza contemporaneamente contenuti da due diversi fonti in sezioni o dello schermo, anche alla risoluzione 4K UHD.

AOC U2777PQU
AOC U2777PQU

Dell S2718H

Questo monitor offre uno shermo a matrice attiva TFT (Thin-Film Transistor) LCD (Liquid Crystal Display) antistatico e illuminazione a LED. Il pannello ha una diagonale di 27″, la risoluzione è dull HD (1.920 x 1.080), è prodotto con tecnologia IPS e offre frequenza di aggiornamento massima pari a 75Hz.

Tra i punti di forza di questo prodotto, il supporto per la tecnologia HDR (High Dynamic Range) mediante l’impiego della tecnologia FRC (Frame Rate Control), in grado di riprodurre contenuti HDR10, in altre parole quelli che utilizzano il gamma Rec. 2020. Il produttore evidenzia la possibilità di ottenere dettagli nelle zone scure, immagini “profonde” e “vivide” rispetto a display con un rapporto di contrasto limitato.

Non è un display adatto ai professionisti della fotografia (per la risoluzione “limitata”) ma chi scatta tante immagini con smartphone o fotocamera apprezzerà i risultati mostrati sullo schermo. Il design offre cornici sottili e una solida base collegata ad incastro al display vero e proprio. È supportata l’inclinazione ma non la rotazione pivot o la rotazione della base. La base integra un diffusore audio (tot. 6W). Sul versante ingressi abbiamo: 1 Hdmi standard 1.4 e uno Vga; sono presenti anche un ingresso e una uscita audio; manca, invece, un hub Usb integrato.

I migliori monitor per Mac del 2018

Asus ZenScreen MB16AC

Questo prodotto di Asus è decisamente diverso da quanto visto finora. Si tratta di un monitor portatile con supporto per connessioni USB Type-C e USB Type-A. Il profilo è sottile (appena 8mm) e il peso di soli 780 grammi. Il produttore afferma che si tratta del display portatile da 15,6 pollici “più leggero al mondo”.

È un prodotto particolare adatto per chi non vuole rinunciare alla prpduttività ovunque si trovi. Un solo cavo USB lo rende compatibile con quasi tutti i portatili con connessione USB-C e USB Type A. La risoluzione massima è di 1920×1080 pixel, il pannello è IPS, il rapporto di contrasto 800:1.

Asus ZenScreen MB16AC
Asus ZenScreen MB16AC

LG 32UD99

Questo monitor LG da 32″ offre risoluzione 4K UHD con supporto HDR e Type-C. La risoluzione è di 3840 x 2160 pixel e supporta lo standard HDR10. Il produttore evidenzia “luminosità superiore e un’ampia gamma di colori”.

La compatibilità con lo standard HDR10 aumenta la luminosità massima, permettendo di fare comodamente editing di filmati e foto. Il pannello IPS vusualizza più del 95% dello spazio colore DCI-P3, ottimo dunque per gli autori di contenuti multimediali che apprezzeranno anche funzionalità come True Color Pro per riprodurre il colore con fedeltà, caratteristica che sarà apprezzata anche dagli utenti di console gaming HDR come Playstation 4 Pro. La porta USB Type-C è utilizzabile per ricaricare un portatile o un iPad Pro con questa porta. Gli speaker integrati una tecnologia denominata Rich Bass da LG che, a detta del produttore, offre “audio profondo e coinvolgente”.

La risoluzione massima supportata è 3840×2160 @ 60Hz, il pixel pitch è di 0,18159mm x 0,18159mm. È supportata la tecnologia AMD FreeSync. Sono presenti 2 porte HDMI, una DisplayPort, una USB-C. Le dimensioni (complete di stand pivot con regolazione in altezza, inclinazione e rotazione), sono: 713.8 mm x 485.4 mm x 259.2 mm. Il peso è di 8.4Kg. Nella confezione sono inclusi: cavo DisplayPort, cavo USB-C/USB-C, connettore USB C-A, stand, e fermacavi.

LG 32UD99, in offerta il monitor 4K UHD da 32 pollici HDR compatibile

LG 34WK95U

Queasto monitor integra pannello da 34″ pollici in formato 21:9 ultra Wide, risoluzione 5K da 5.120 x 2.160 pixel e puà essere collegato a Mac e PC Windows dotati di Thunderbolt 3 (attacco USB Type-C). Questo display è perfetto da abbinare ai Mac con porta Thunderbolt 3, inclusi i nuovi Mac mini e MacBook Air ed comodissimo per chi usa applicazioni di editing come Final Cut Pro X, Premier, per chi si occupa di sviluppo software/app, e in generale per chi usa software che richiedono schermi con risoluzioni elevate e necessita di spazio abbondante sul display. LG 34WK95U supporta le tecnologie Nano IPS e HDR600: il produttore lo presenta come in grado di garantire “straordinarie capacità di riproduzione del colore”.

La connettività Thunderbolt 3 consente di gestire la piena risoluzione 5K del monitor (a 60Hz) con un singolo cavo. L’interfaccia Thunderbolt 3 é ideale per gli utenti che desiderano trasferimenti dati e video veloci senza la necessità di utilizzare l’alimentatore del laptop per la ricarica. Il cavo Thunderbolt 3 permette di alimentare computer con porte Thunderbolt 3 (attacco USB‑C) fornendo fino a 85W per la ricarica. Sono presenti due porte USB 3.0, 2 HDMI. L’angolo di visione è di 178/178, il rapporto di contrasto 1200:1.

LG 34WK95U

La tecnologia Nano IPS utilizza nanoparticelle applicate ai LED per estendere lo spazio colore migliorando notevolmente la qualità delle immagini. Questo monitor permette di coprire il 98% dello spazio colore DCI-P3 e può riprodurre contenuti con picchi di luminosità pari a 600 nits, soluzione ideale per chi cerca una visualizzazione eccellente del colore. Il tempo di risposta è di 5ms.

ll design 4-Side Borderless è caratterizzato da una cornice sottile su tutti e quattro i lati e dall’elegante stand ArcLine. L’altezza è regolabile, gli altoparlanti incorporati (5W x 2) ed è presente anche uno slot per blocco con lucchetti Kensington.

EIZO Coloredge CG279X

Questo monito da 27″ vanta una copertura del 98% dello spazio colore DCI-P3 e 99% dello spazio Adobe-RGB ed è ideale per esperti della post – produzione video e prestampa. I livelli del nero sono molto intensi e supporta lo standard Rec. 2020. Ha ottenuto la certificazione “Fogra-Cert Softproofing System” (che si basa sulla norma ISO/CD 12646) per le sue prestazioni relative alla visualizzazione e all’omogeneità del monitor nell’ambito della creazione di prove colore
Il monitor Eizo vanta preset HDR (High Dynamic Range) per gli standard HLG e PQ-gamma. La risoluzone è di (2560 x 1440 Pixel), vanta un ottimo rapporto di contrasto di 1300:1 e una luminosità di 350 cd/m2. L’angolo di visione è di 178°. Il CG279X dispone di due curve gamma preimpostate per lo standard HLG (Hybrid Log Gamma) e PQ (Perceptual Quantization), usate dai sistemi broadcast e color correction e che si avvicinano molto al modo naturale in cui vengono percepiti i colori dal sistema visivo umano.

Anche per la stampa, il monitor EIZO offre notevoli vantaggi e copre quasi interamente lo spazio colore CMYK (come, per es. ISO Coated e U.S. Web Coated) permettendo di verificare sullo schermo l’esito della stampa, risparmiando tempo e costi per le prove colore. La riproduzione del colore a 10 bit si avvale della tabella colore a 16 bit e sfrutta un ricco spettro cromatico, secondo il produttore di gran lunga superiore rispetto ad un monitor a 8 bit.

Sono disponibili modalità ottimizzate preimpostate per lo spazio DCI-P3, Rec. 709 e Rec. 2020. In aggiunta anche le modalità colore PQ (DCI e Rec. 2100) e HLG (Rec. 2100) per contenuti HDR sono preimpostate, si possono selezionare con un tasto e possono essere ricalibrate, secondo le proprie esigenze, con il software ColorNavigator.

La funzione “Area Markers” consente di verificare quale sezione dello schermo verrà visualizzata da un altro dispositivo di output e controllare se sottotitoli, testi o altri elementi dell’immagine saranno effettivamente visibili. Con la funzione Luminance Warning è possibile evidenziare sezioni che superano una determinata luminosità nella modalità PQ (300, 500, 1000 o 4000 cd/mq). Queste aree possono essere evidenziate a piacere nei colori rosso o giallo. Utile anche il gamut waring: l’avvertimento spettro cromatico funziona in due modi: contenuti Rec. 2020 che non possono essere riprodotti nello spazio Rec. 709 verranno rappresentati in versione monocromatica. Alternativamente la modalità Clipping Rec.709 simula il modo in cui il materiale Rec.2020 sarà restituito su dispositivi HDTV.

Sul versante ingressi, la porta USB upstream è in grado di veicolare anche segnali DisplayPort e audio. È possibile collegare il compter con un unico cavo all’ingresso USB-C. In aggiunta è disponibile un’interfaccia USB-B. CG279X dispone inoltre di due uscite downstream USB-Type-B e due uscite USB-Type-A. È possibile trasportare i diversi formati video mediante l’ingresso DisplayPort, DVI-D e HDMI.

Un sensore di calibrazione integrato all’interno del cabinet si posiziona sullo schermo solo durante l’operazione di calibrazione, rendendo superfluo l’acquisto di altri dispositivi di misurazione esterni e la precisione e fedeltà cromatica

Monitor Eizo CG279X ColorEdge
Monitor Eizo CG279X ColorEdge

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