L’iPad mini rischia di diventare un prodotto molto costoso, tanto da collocarsi per prezzo tra iPad Air e iPad Pro e trasformarsi in un lusso da quasi mille euro.
A prospettare questo scenario è Mark Gurman nella sua newsletter domenicale Power On di Bloomberg. Il giornalista, confermando l’arrivo del nuovo iPad mini entro fine mese, scrive di aspettarsi un prezzo americano sensibilmente superiore agli attuali 599 dollari. La sua ipotesi è 799 dollari, ben 200 in più rispetto al modello in commercio.
In Italia iPad mini potrebbe costare più di iPad Air
Traducendo questa previsione nei nostri listini, il risultato sarebbe una soglia di prezzo che difficilmente si potrebbe definire confortevole e che certamente non sarebbe in linea con il profilo e la storia commerciale di questo prodotto.
L’attuale iPad mini costa 689 euro in Italia. Dando per scontato che lo scalino tra 599 e 799 dollari fosse rispettato, si arriverebbe a un prezzo superiore ai 900 euro, che con un possibile arrotondamento commerciale potrebbe diventare 929 euro: 240 euro in più, pari a un rincaro di quasi il 35% rispetto al prezzo attuale.
E stiamo parlando del modello di ingresso. Una versione da 512 GB potrebbe facilmente superare i 1.200 euro, entrando in pieno territorio iPad Pro. Se Apple decidesse poi di introdurre anche una variante da 1 TB, sulla quale al momento non ci sono indicazioni, il prezzo potrebbe salire ulteriormente.
Si arriverebbe così al paradosso di un tablet da poco più di otto pollici venduto a cifre paragonabili a quelle dei modelli professionali di Apple, dotati di schermi molto più grandi e maggiori possibilità di utilizzo.
Quale sarà il suo target di mercato?
Per comprendere meglio lo stravolgimento del listino, basta ricordare che nel 2024 iPad mini partiva da 609 euro, saliti a 689 nel giugno scorso. Se la nostra stima fosse confermata, in appena due anni il prezzo sarebbe cresciuto di 320 euro, oltre il 52%.
Se è pur vero che il nuovo mini avrebbe dalla sua un design compatto, un chip molto moderno e una qualità del display OLED superiore a quella del precedente pannello LCD, diventa difficile comprendere come un prodotto di questo tipo possa ricavarsi una nicchia sufficientemente ampia nel listino Apple e trovare un pubblico disposto questa cifra.
Già oggi iPad mini occupa una posizione particolare dal punto di vista commerciale, rivolgendosi a chi cerca soprattutto un tablet compatto, un profilo che l’ha relegato all’ultimo posto nelle vendite di iPad tanto che in passato si era persino discusso di una sua cancellazione dai listini.
Portato al costo di un prodotto premium destinato a un pubblico ancora più ristretto, rischierebbe di accentuare ulteriormente questa caratteristica. A quasi mille euro dovrebbe trovare acquirenti che preferiscono una schermo da poco più di otto pollici a quello ben più ampio di iPad Air, che non sarà OLED ma che è montato su un prodotto già molto potente e con uno schermo che gli consente di fare un po’ di tutto e, almeno per oggi, costerebbe persino meno.
Si potrebbe naturalmente obiettare che le dimensioni compatte sono proprio la ragione per cui si acquista un iPad mini. Ma quanto è disposto a spendere il pubblico per questa caratteristica? E soprattutto, quanto può essere numeroso un mercato disposto a pagare una cifra simile per un dispositivo che, per le sue dimensioni, presenta inevitabili limitazioni nell’utilizzo quotidiano?
Resta però aperta una possibilità: che Apple abbia in serbo qualche sorpresa che ancora non conosciamo. Nuovi accessori, tecnologie particolari o funzioni sviluppate per esigenze specifiche potrebbero trasformare iPad mini in uno strumento destinato a un pubblico professionale, giustificandone così il prezzo.
Per ora non ci sono state indiscrezioni in questa direzione, ma anche immaginando una svolta professionale, resterebbe da capire quali attività potrebbero trarre un vantaggio sufficiente da uno schermo così piccolo e giustificare un investimento vicino ai mille euro. Forse Apple ha una risposta che ancora non conosciamo.















