E’ bene prestare la massima attenzione quando si usa il POS, sono sempre più numerose le segnalazioni di truffe attraverso le carte contactless.
E’ ormai diventato impossibile quasi per tutti pensare di pagare ogni spesa con i contanti, non solo perché poco pratico, ma anche per evidenti motivi di sicurezza. Proprio per questo ogni esercizio commerciale, ma anche i liberi professionisti, sono dotati del POS, il dispositivo che consente di saldare i conti con il bancomat, procedura comoda a maggior ragione se si affronta una situazione imprevista.
Portare a termine questa procedura è ormai diventato estremamente semplice un po’ per tutti, addirittura c’è chi riesce a sfruttare lo smartphone per questo così da avvicinare il dispositivo all’apparecchio ed essere subito in regola. E’ bene però agire con la massima cautela, le segnalazioni di persone che sono andate incontro a una truffa in questa modalità sono purtroppo sempre più numerose.
Occhio alla nuova truffa con il POS: cosa può accadere
Pensare che una cosa che abbiamo fatto certamente migliaia di volte come il pagamento con il POS possa ortarci a essere vittima di una frode a cui poi è difficile rimediare non può che spaventarci. E invece si tratta di un rischio in cui si può incorrere in maniera estremamente facile, anche da parte dei più attenti, è bene quindi sapere quale sia il metodo messo in atto dai malintenzionati così da potersi difendere prima che sia troppo tardi.
Questo modo di agire è estremamente diffuso, al punto tale da essersi guadagnato l’appellativo di “pickpocketing 2.0” e vede coinvolti soprattutto gli esercenti che utilizzano un apparecchio portatile. Il sistema messo in atto è però preciso, cosa che rende più facile colpire per i malviventi: l’ultima segnalazione da parte di una vittima riguarda un commerciante di San Giorgio a Cremano, che al Corriere della Sera ha spiegato di aver ricevuto una notifica dell’app della banca che confermava l’avvenuta transazione di 50 euro tramite POS. Quel pagamento non era però stato eseguito, cosa che l’ha inevitabilmente messo in allarme.

Chi finisce nel tranello si accorge però dell’accaduto solo a fatto compiuto, nei casi migliori nell’arco di pochi minuti se hanno attivo un servizio con la banca di avvenuta transazione, in caso contrario anche dopo qualche giorno quando faranno l’estratto conto. Il metodo è preciso e decisamente furbo: i criminali sono dotati di un POS portatile, che avvicinano alle tasche di chi trovano per strada, preferibilmente quelle posteriori, così che il diretto interessato non se ne renda conto. Questo basta per interagire con la carta contactless che molti ormai hanno e prelevare denaro senza autorizzazione. In genere l’importo è fortunatamente ridotto, visto che al di sotto dei 50 euro non è necessario inserire la tessera né chiedere il PIN.
Il ladro non sempre riesce nell’intento, cosa che dovrebbe farci stare più tranquilli. Ogni venditore, infatti, può utilizzare il servizio POS solo se inserisce il suo codice fiscale e una foto fronte e retro di un suo documento, oltre a un breve video del viso, che serve da riconoscimento. I malintenzionati possono quindi agire solo attraverso identità fittizie, anche se con il rischio di essere scoperti. Questi dispositivi inoltre hanno un tempo di attività di soli 30 secondi, a cui fa seguito l’emissione di un suono per confermare l’avvenuta transazione, per questo se si è attenti questo dovrebbe essere percepito. Ogni pagamento contactless è poi tracciabile, si riesce quindi a identificare chi lo ha fatto.
E’ possibile comunque tutelarsi optando per portafogli con custodie Rfid/Nfc (le cosiddette blocking card), che consentono di schermare la carta e impedire che questa venga clonata. E’ inoltre consigliabile tenere vicino la propria tessera contactless ad altre carte, così che sano queste a fare da protezione. Si dovrebbe quindi agire al più presto, in modo tale da evitare brutte sorprese.












