Android Market oltre le 50.000 applicazioni

Secondo il sito AndroidLib, l'app store di Google avrebbe superato le 50 mila applicazioni, cifra non ufficiale ma di proporzioni interessanti, sebbene ancora inferiori a quelle dell'App Store della Mela. In Italia arrivano sullo store una media di 350 applicazioni al giorno.

Se l’App Store procede a grandi passi, l’Android Market non sta a guardare: grazie alle statistiche di AndroidLib (non ufficiali) lo store mobile di Google ha superato le 50.000 applicazioni. 
Una cifra che, seppur inferiore all’App Store (che ne conta più del triplo), mostra una netta crescita di interesse da parte degli sviluppatori nei confronti del market di Google, evidenziata soprattutto negli ultimi due mesi: sempre secondo i dati di AndroidLib, infatti, a Marzo e ad Aprile sono state aggiunte più di 8 mila nuove applicazioni.

Il sito ci fornisce anche alcuni dati sul Market italiano: il trend di inserimento di nuove applicazioni è in crescita e ha raggiunto una media giornaliera di circa 350 applicazioni, con picchi anche oltre 500.

L’ultima stima ufficiale di Google fu di 38.000 applicazioni; il numero verrà aggiornato senza dubbio durante il prossimo Google I/O previsto per il 19 e 20 Maggio 2010.

Ricordiamo poi che, oltre alla applicazioni su Android Market, dovremmo contare anche le applicazioni non certificate, cioè non approvate sullo store ma delle quali Google non impedisce in alcun modo l’installazione privata.

Recentemente, in occasione dell’evento di presentazione del firmware iPhone 4.0, Steve Jobs prese le distanze da tale politica di Android, che consente l’installazione delle applicazioni non certificate, fra cui anche un app store dedicato a contenuti per adulti. “Sapete – aveva detto Jobs – c’è un porno store su Android; non potete scaricare nient’altro che porno; potete scaricalo voi come i vostri bambini. E’ un campo in cui non vogliamo scendere e quindi non scenderemo” furono le parole di Jobs. 

Le ragioni addotte a scopi di sicurezza in questo caso sembrano scricchiolare a causa delle presenza di Safari, da cui è comunque possibile accedere a tantissimi siti comprendenti gli stessi contenuti che Jobs vuole evitare.  Anche se è pur vero che Apple non può certo essere accusata di mancare sul controllo di Internet come, invece, può accadere per quanto riguarda App Store di cui gestisce ogni aspetto.

[A cura di Giordano Araldi]