Apple non ha voluto acquisire Lyft, antagonista di Uber

Lyft, l'azienda che fornisce un servizio di ride sharing "peer-to-peer", sula falsariga di Uber e simili, ha cercato un compratore, interpellando, tra gli altri, anche Apple.

Lyft

Lyft, società di car sharing che mette autisti e passeggeri in contatto tra loro attraverso un algoritmo in grado di scegliere l’accoppiata migliore in base alla cerchia di amici e agli interessi mostrati sul proprio profilo social, ha cercato – senza successo – di farsi comprare da Apple e altre aziende del mondo hi-tech.

Stando a quanto riporta The New York Times, Lyft ha discusso o tentato di avviare trattative con Apple, Amazon, General Motors, Google, Uber e Didi Chuxin per la potenziale cessione dell’azienda ma il servizio di ride sharing non sembra avere fatto scattare l’interesse delle società contattati.

A gennaio di quest’anno General Motors ha annunciato di voler investire 500 milioni di dollari in Lyft, con l’obiettivo di creare network integrato di veicoli autonomi condivisi sulle strade USA. GM poteva essere dunque il compratore ideale ma stando a quanto riporta The Information, è interessata a pompare nuovi fondi ma non all’acquisizione.

Interessante ad ogni modo il tentativo di approcciare Apple. Quest’ultima, lo ricordiamo, a maggio di quest’anno ha investito un miliardo di dollari in Didi Chuxing, società cinese rivale di Uber che gestisce più di 11 milioni corse al giorno e serve 300 milioni di clienti. Secondo il New York Times, Lyft non ha ancora generato profitti e ha ancora 1.14 miliardi di dollari cash per tenersi a galla.

Logan Green, co-fondatore e CEO di Lyft - Foto: Bloomberg
Logan Green, co-fondatore e CEO di Lyft – Foto: Bloomberg