Apple ha iniziato a testare chip DRAM del fornitore cinese CXMT per alcuni dispositivi destinati al mercato cinese. Secondo quanto riferisce il Financial Times, l’obiettivo è quello prioritario di questi tempi: trovare nuove soluzioni per affrontare la crescente carenza di chip di memoria e contenere i costi.
Oggi Cupertino utilizza soprattutto memorie di SK Hynix e Micron, ma l’aumento esponenziale della domanda legata all’intelligenza artificiale ha cambiato gli equilibri del mercato. I grandi data center e le aziende cloud stanno assorbendo quantità sempre maggiori di chip, facendo salire i prezzi e rendendo più difficile per i produttori di elettronica di consumo assicurarsi forniture stabili a costi sostenibili.
L’interesse di Apple per CXMT si inserisce quindi nel quadro della crisi dei chip di memoria. Negli ultimi mesi la domanda di DRAM e NAND è cresciuta in modo molto rapido, con effetti diretti su smartphone, computer e tablet. Il problema non riguarda solo Apple, ma Cupertino è tra le aziende più esposte perché vende prodotti in volumi enormi e con margini che dipendono anche dalla capacità di controllare i costi dei componenti.
La guerra della RAM ha cambiato gli equilibri del settore: per anni Apple ha potuto usare il proprio peso contrattuale per ottenere condizioni favorevoli, ma ora i fornitori hanno clienti disposti a pagare molto di più, a partire dalle aziende cloud e dai grandi operatori dell’AI.
Apple cerca il via libera dagli Stati Uniti
La difficoltà sta nel fatto che CXMT è inclusa nella cosiddetta lista “1260H” del Dipartimento della Difesa americano, un elenco che comprende aziende cinesi sospettate di avere legami diretti con l’esercito. Apple avrebbe già cercato di ottenere dall’amministrazione Trump il via libera per acquistare chip di memoria cinesi da utilizzare nei propri prodotti, senza che sia ancora arrivata una soluzione chiara.
Una strada alternativa è emersa nelle scorse settimane con il contatto tra Cook e il Tesoro USA sulla possibilità di usare la RAM cinese solo per prodotti destinati al mercato locale cinese: un compromesso che darebbe ad Apple più margine di manovra in Cina.
Secondo indiscrezioni circolate in precedenza, Apple avrebbe inoltre avviato trattative per l’utilizzo di chip di memoria prodotti da YMTC, altro fornitore cinese già finito al centro delle preoccupazioni dei legislatori statunitensi. Il precedente è significativo: Cupertino aveva già valutato l’impiego di memorie NAND di YMTC per alcuni iPhone venduti in Cina, ma le pressioni politiche americane avevano di fatto frenato l’operazione. Il governo USA aveva già mostrato la propria contrarietà all’uso di moduli di memoria cinesi nei prodotti Apple.
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