OpenAI ha integrato una importante funzionalità nell’app desktop Codex per macOS che consente di sfruttare agenti di programmazione, offrendo la possibilità di usare il computer anche quando è attivo il blocco schermo. In altre parole gli utenti possono avviare un’attività da remoto da un altro dispositivo e lasciare che Codex continui a lavorare in background, senza bisogno di sfruttare utility che tengono il Mac sveglio.
OpenAI ha riferito della novità su X mostrando un Mac con la schermata di blocco che visualizza il messaggio “Codex is using your Mac”, evidenziando la possibilità di sfruttare l’agente AI da remoto, anche con il Mac con lo schermo bloccato.
La funzionalità opera attraverso il plugin Computer Use, che richiede le autorizzazioni di Registrazione schermo (Impostazioni di Sistema > Privacy e sicurezza > Accessibilità) per permette a Codex di controllare le app sul desktop.
OpenAI spiega che Codex può cliccare tra le finestre delle app, digitare testo, navigare nei menu, copiare contenuti e completare azioni basate su interfaccia grafica (GUI) che gli strumenti a riga di comando non riescono a gestire facilmente. Questo rende la funzionalità utile per riprodurre bug con l’interfaccia, modificare le impostazioni delle app o testare flussi di lavoro all’interno delle applicazioni desktop.
L’utente ha sempre il controllo di tutto: Codex chiede l’autorizzazione prima di accedere a nuove app (è anche possibile anche scegliere l’opzione “Consenti sempre” per le app affidabili). Codex non può automatizzare app del Terminale, richieste che richiedono privilegi di amministratore o di Codex stesso”.
OpenAI afferma che Codex sblocca temporaneamente il Mac solo durante “attività fidate”, continuando comunque a bloccare l’accesso locale e mantenendo attive le protezioni dello schermo bloccato. Se il sistema rileva attività della tastiera o del mouse, Codex riblocca immediatamente il Mac e sospende l’accesso remoto finché l’utente non lo sblocca di nuovo manualmente.

Coding agentico con Xcode
Codex, lo ricordiamo, è utilizzabile con gli ultimi aggiornamenti di Xcode fra cui un nuovo assistente di coding per scrivere e modificare il codice Swift. Gli ultimi update dell’ambiente di sviluppo Apple consentono agli agenti di programmazione di accedere ad ancora più funzioni di Xcode. Agenti come Claude e Codex ora possono collaborare all’intero ciclo di sviluppo, offrendo la possibilità di semplificare i flussi di lavoro. Gli agenti possono cercare nella documentazione, esplorare le strutture dei file, aggiornare le impostazioni dei progetti, verificare visivamente il proprio lavoro acquisendo anteprime Xcode, ripetendo build e correzioni.
Grazie all’accesso diretto a Claude e Codex, gli sviluppatori possono integrare il ragionamento avanzato di questi potenti modelli nel proprio flusso di lavoro di creazione delle app. Questa connessione combina la potenza di questi agenti con le funzioni native di Xcode per offrire i risultati migliori quando si sviluppa per le piattaforme Apple, con la flessibilità di poter lavorare con il modello più adatto al proprio progetto.
Xcode rende disponibili le sue funzioni tramite il Model Context Protocol, uno standard aperto che consente a chi sviluppa app di usare qualsiasi agente o strumento compatibile con Xcode.












