Criptovalute, furto da 200 milioni di dollari alla piattaforma italiana BitGrail

La piattaforma di scambio italiana BitGrail ha denunciato un furto da 17 milioni di i Nano (circa 195milioni di dollari), ennesimo problema che mette in dubbio il mondo delle delle criptovalute.

BiTgrail

BitGrail SRL, una piattaforma di scambio italiana, ha denunciato un furto da 17 milioni di Nano (circa 195milioni di dollari), ennesimo problema che mette in dubbio il mondo delle delle criptovalute.

Sul sito dell’azienda si legge che da controlli di verifica interna di congruità delle operazioni di prelievo “sono emerse delle transazioni non autorizzate che hanno portato ad un ammanco di n. 17 Mln di Nano c.a. costituenti parte dei portafogli gestiti da Bitgrail S.r.l.”. ePr l’attività fraudolenta, l’azienda fa sapere che “è è stata presentata regolare denuncia querela presso le autorità di polizia competente e le indagini di polizia sono in corso”.

Altre valute depositate non sono state interessate dai prelievi non autorizzati ma “Per effettuare ulteriori accertamenti su quanto avvenuto, in via cautelativa ed a tutela degli utenti verranno temporaneamente sospese tutte le funzionalità del sito, ivi compresi i prelievi ed i depositi”.

BitGrail

Al momento del furto, la criptovaluta Nano era valutata circa 11,5 dollari; dopo la notizia dell’operazione fraudolenta, il valore è sceso fino a toccare 8,25 dollari. Bitgrail è una SRL che a sede a Firenze; . L’amministratore della società è il trentunenne Francesco Firano, che nelle ultime ore è preso di mira da var utenti su Reddit e su Bitcointalk; l’amministratore (“TheBomber9” su Reddit e “TheBomber999” su Bitcointalk) respinge le accuse e al Sole24 Ore ha spiegato di aver chiesto personalmente “un’operazione di fork, con l’intento di risanare le perdite degli utenti”. L’uomo ha raccontato che il suo account Twitter è preso d’assalto da utenti di mezzo mondo: «È pieno di minacce di morte nei miei confronti, qualcuno ha pubblicato anche l’indirizzo di casa mia”. Firano spiega ancora che è stata presentata denuncia alla Polizia Postale, – fornendo anche gli indirizzi (mail comprese) sui quali i coin mancanti sono finiti. “C’è un’indagine in corso e mi auguro che si faccia luce al più presto su quanto accaduto”.