Francia, voti ai prodotti per combattere l’obsolescenza programmata

Dopo le etichette energetiche che abbiamo imparato a leggere su elettrodomestici vari, in Francia pensano a un meccanismo di classificazione sintetico che faccia chiarezza sulla durata dei prodotti.

obsolescenza programmata

Il governo francese sta lavorando ad un sistema che dovrebbe incoraggiare i produttori a offrire prodotti più “sostenibili”, in altre parole meno soggetti all’invecchiamento, quella che in gergo si chiama “obsolescenza programmata”. Se in alcuni ambiti l’obsolescenza è un processo fisiologico, in altri è una creazione voluta, un artificio ideato dai produttori per convincere l’utente a passare a un prodotto di nuova generazione.

In Francia poco tempo addietro un procuratore della Repubblica di Nanterre ha incriminato Epson per «obsolescence programmée et tromperie», reato previsto da una legge transalpina approvata nel 2015 che prevede un’ammenda di 300mila euro e una contravvenzione pari al 5% del fatturato (per la Epson si tratterebbe di un miliardo di euro, un multiplo degli utili di un anno).

L’idea del governo transalpino – spiega Le Figaro – è di obbligare i produttori a indicare un punteggio, da 1 a 10, con il quale classificare l’aspettativa di vita stimata del prodotto, tenendo conto anche delle possiibli di intervento (riparazioni). L’obiettivo è rendere obbligatorio il rating entro il 2020 ma ci vorrà tempo per accordarsi con i vari big dell’indsutria elettronica e soprattutto stabilire un metodo di riferimento sicuro per classificare varie tipologie di prodotti.

L'Etichetta Energetica è un documento che informa i consumatori su caratteristiche e consumi di energia degli elettrodomestici
L’Etichetta Energetica è un documento che informa i consumatori su caratteristiche e consumi di energia degli elettrodomestici

Anche il Parlamento Europeo si è tempo addietro espresso contro l’obsolescenza programmata, invitando la Commissione ad adottare tutte le misure per rafforzare e incoraggiare quelle imprese che adottano criteri di robustezza, riparabilità e durata. A luglio dello scorso anno i deputati del Parlamento hanno richiesto che i prodotti sul mercato siano più resistenti, anche grazie a degli standard prefissati in collaborazione con le organizzazioni europee di normalizzazione. Il francese Pascal Durand (Gruppo Verde/Alleanza libera europea), autore della relazione sulla durata dei prodotti, incoraggia la costruzione modulare delle merci in modo da poterne facilitare le modifiche e gli aggiornamenti. La progettazione dei prodotti a base di materiali e tecniche facilmente sostituibili, come l’utilizzo delle viti anziché la fusione delle parti, renderebbe più semplice la riparazione. Un sondaggio Eurobarometro (PDF) rivela che il 77% dei consumatori preferirebbe poter riparare un oggetto rotto, invece di doverlo sostituire.