Google apre le porte di Gemini agli utenti degli altri chatbot. Con un aggiornamento annunciato il 26 marzo, la società permette di importare memoria e cronologia delle conversazioni da servizi concorrenti, così da passare a un nuovo assistente senza perdere tutto il lavoro fatto.
La novità riguarda tutti gli account consumer e si traduce in due funzioni distinte: importare le informazioni personali già condivise e trasferire le chat. L’obiettivo è evitare di ripartire da zero quando si cambia piattaforma AI, ritrovando subito un assistente già informato su preferenze, contesto e abitudini.
Come trasferire memoria e chat in Gemini
Il sistema scelto da Google è semplice anche se non completamente automatico. Gemini genera un prompt da copiare nell’altro assistente utilizzato, che produce un riassunto delle informazioni personali. Questo testo va poi incollato in Gemini.
Una volta ricevuto, l’assistente lo analizza e lo integra nella propria memoria, acquisendo elementi utili a contestualizzare le risposte future.
Accanto alla memoria, Google introduce anche la possibilità di trasferire le chat. Basta esportare la cronologia e caricarla in Gemini come file ZIP. Le conversazioni diventano consultabili e ricercabili, permettendo di riprendere i discorsi già avviati.
Questa funzione si inserisce in un cambiamento più ampio: Google sta trasformando le chat passate in “memory”, un sistema unico che combina dati espliciti e contesto conversazionale. È la base della strategia di “Personal Intelligence”, che utilizza anche Gmail, Foto e cronologia delle ricerche, previa autorizzazione.
Con l’importazione da altri chatbot, Gemini può essere operativo fin dal primo utilizzo, senza fase iniziale di apprendimento.
Il sistema resta comunque parziale. Il trasferimento della memoria è manuale e dipende dalla qualità del riassunto generato dall’altro assistente, mentre resta centrale il tema dei dati personali.













