A meta marzo Intel presentato i processori Core 2026 “Arrow Lake Refresh”. I chip in questione sono i Core Ultra 200S Plus e la dicitura “Plus” dovrebbe indicare ottimizzazioni tecniche che promettono migliorie nelle prestazioni gaming a 1080p e con il multitasking.
La lineup include quattro modelli — Core Ultra 9 290K Plus, 270K Plus, 250K Plus e 250KF Plus; questi vantano quattro core E (basso consumo) in più rispetto ai loro predecessori ma anche il supporto a una tecnologia un po’ particolare, il BOT (Binary Optimization Tool) che promette di migliorare le prestazioni delle applicazioni in modo del tutto particolare: sostituendo al volo il codice eseguito con binari ottimizzati in modo mirato, riscrivendo letteralmente gli eseguibili delle app; anziché ottimizzazioni lato degli sviluppatori. Tecnicamente viene eseguito il checksum degli eseguibili (per verificare di avere a che fare effettivamente con un software specifico) e, individuando un’applicazione tra quelle riconosciuta, il codice è compilato e ottimizzato per migliorarne le prestazioni
Questo approccio – che funziona solo n determinati contesti specifici – favorisce solo alcune CPU desktop compatibili e non riflette la reale esperienza quotidiana che si ha con un’ampia gamma di applicazioni.
Nell’elenco dei software supportati troviamo: Cyberpunk 2077, Shadow of the Tomb Raider, Final Fantasy XIV e l’applicazione per il benchmark Geekbench. Gli sviluppatori di quest’ultima utility hanno fatto sapere che ritengono i risultati alterati e sottolineano che quelli ottenuti non rappresentano quelli che è possibile ottenere nell’esperienza quotando.
Con l’aggiornamento a Geekbench 6.7 i risultati con la tecnologia BOT attiva sono contrassegnati come non validi, con l’obiettivo di garantire “coerenza e affidabilità” per gli utenti che usano questo benchmark per confrontare piattaforme diverse. Le ottimizzazioni software rischiano di compromettere la lettura delle prestazioni nel contesto reale. Altre migliorie integrate in Geekbench 6.7 riguardano la possibilità di visualizzare il nome dei processori RISC-V anziché la stringa ISA e maggiori ottimizzazioni per sistemi Linux Arm-based.



















