Se l’idea di Apple è trasformare il suo sistema operativo nella piattaforma di tutte le AI, sul modello dell’ecosistema delle applicazioni, Cupertino potrebbe avere vita molto dura. Il nodo tecnico degli agenti IA su iOS è già complesso: garantire sicurezza e privacy mentre le app possono generare codice in autonomia, dopo l’approvazione. Ma i partner a cui Apple sta bussando, tra sviluppatori occidentali e colossi cinesi, stanno frenando su un ostacolo diverso: le commissioni.
Siri come porta d’accesso alle AI di terze parti
A riferirlo è The Information, nel contesto di un articolo che parla del futuro di iOS e delle strategie della Mela. Da questo servizio apprendiamo che Apple sta contattando sviluppatori e grandi piattaforme per integrare in Siri capacità operative specifiche: prenotare un volo, inviare un invito su Calendar, agire direttamente all’interno di app di terze parti.
La tecnologia sembra collegata al sistema che Mark Gurman aveva definito come Extensions.
Si tratta, come abbiamo già raccontato, di un sistema grazie al quale l’utente potrà scegliere quale AI usare funzione per funzione, in Writing Tools, Image Playground e Siri. Apple avrebbe già messo in atto sperimentazioni con Gemini e Anthropic. La sezione dedicata dell’App Store che raccoglierà queste estensioni è già in preparazione, come avevamo anticipato a marzo. Ma qui il tema è più ampio.
Non si tratta soltanto di scegliere quale AI usare dentro Siri, Writing Tools o Image Playground. Apple punta anche a trasformare l’assistente in un canale operativo capace di agire dentro servizi di terze parti, prenotare, acquistare, organizzare e completare azioni al posto dell’utente.
Il nodo delle commissioni blocca i partner
La promessa di avere visibilità su due miliardi di dispositivi al momento non è però sufficiente a smuovere il mercato. Il timore è che la collaborazione apra nuove strade per la riscossione di commissioni e porti i partner a perdere il controllo del proprio destino, esattamente come è già accaduto con le app e, prima ancora, con la distribuzione musicale su iTunes.
Il caso più eloquente viene dalla Cina. Apple ha avviato trattative con Baidu, Alibaba e Tencent per integrare i loro servizi nella nuova Siri su iOS 27. Le conversazioni si sono arenate proprio sul nodo commissioni: i tre colossi non sono disposti a costruire un’integrazione profonda con Siri per poi ritrovarsi a cedere una percentuale ad Apple su ogni transazione che passa dall’assistente. Il mercato cinese è abbastanza grande da permettersi di dire no.
Apple avrebbe provato a rassicurare i potenziali partner: nessuna commissione sarà applicata nelle fasi iniziali. L’azienda, però, avrebbe anche lasciato aperta la possibilità di introdurle in futuro. Una promessa a tempo, che non è sufficiente a innescare un movimento convinto verso la proposta commerciale.












