La Corte Suprema si pronuncerà sull’obbligo di App Store alternativi per Apple

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La Corte Suprema statunitense ascolterà le ragioni di Apple e di un gruppo di utenti iPhone che vorrebbe citare in giudizio la Mela perché non consente di acquistare app all’infuori dell’App Store

La Corte Suprema statunitense ha deciso di pronunciarsi sull’appello di Apple in merito a una controversa decisione relativa ad un vecchio caso in materia di concorrenza sull’App Store per iOS.

Lo scorso anno una Corte di appello statunitense aveva stabilito che un gruppo di utenti dell’App Store poteva portare in giudizio Apple perché con l’App Store avrebbe creato “un illegale monopolio per la distribuzione delle app”, impedendo agli utenti l’acquisto di app da store alternativi. Il riferimento è ad una pronunciamento del 2013 che capovolgeva quanto stabilito in una causa intentata nel 2012.

Secondo il gruppo che vuole portare in giudizio Apple, quest’ultima, impedendo agli utenti di acquistare app da store digitali alternativi, non consente di creare concorrenza sui prezzi, con conseguenti prezzi alti per le app. Questo non tanto in riferimento al prezzo finale delle app corrispoto dagli utenti, quanto invece per le commissioni richieste e applicate da Cupertino agli sviluppatori che desiderano distribuire e vendere le loro app tramite App Store.

Apple ha sempre sostenuto che la richiesta del gruppo non ha senso perché, in effetti, si acquistano proposte degli sviluppatori e la Mela semplicemente affitta loro uno “spazio” nel quale vendere le loro proposte. Gli sviluppatori versano una quota degli introiti alla Mela in cambio del diritto di vendere sull’App Store.

Se la posta in gioco verrà seriamente messa in discussione, aveva spiegato lo scorso anno, Mark C. Rifkin, avvocato dello studio Wolf Haldenstein Adler Freeman & Herz che rappresenta il gruppo di utenti che vuole portare in giudizio Apple, “la soluzione più ovvia è che Apple consenta alle persone di acquistare le applicazioni da dove vogliono, permettendo di aprire il mercato e abbassare i prezzi”. “L’altra alternativa per Apple è retribuire le persone per i prezzi superiori che hanno storicamente pagato per le app in virtù del suo monopolio”.

Apple difende l’App Store spiegando che ha contribuito alla creazione di “nuoa dinamica industria”. Nel solo 2016 gli sviluppastori hanno guadganato oltre 20 miliardi di dollari dall’App Store, negozio elettronico che offre oltre 2 milioni di app agli utenti. La Corte ascolterà argomentazioni e questioni varie che saranno presentate nei novi mesi del termine che parte a ottobre di quest’anno.