I CD stanno tornando a crescere, ma c’è un problema inatteso: mentre aumentano le vendite dei dischi, alcuni produttori Hi-Fi non riescono più a trovare le meccaniche necessarie per costruire lettori di fascia alta. PS Audio e Naim hanno già dovuto rinunciare a due prodotti, mostrando quanto sia diventata fragile la filiera del Compact Disc.
Vi ricordate il compact disc? Mentre i dischi in vinile sono considerati come il “vino buono” per gli audiofili, la “freddezza” chirurgica della prima ondata di suono digitale è stata nonostante tutto la vera rivoluzione che ha cambiato il modo di fruire la musica a partire dalla metà degli anni Ottanta.
Il CD è una tecnologia nata per l’alta qualità (anche se i limiti del formato, cioè frequenza di campionamento e profondità di quantizzazione, lo hanno in parte “fermato”) che tuttavia ha democratizzato la musica ed è rimasta a lungo il non plus ultra per gli impianti di alta qualità. E non dimentichiamoci che il CD ha quasi ucciso il vinile ma poi, per vendetta della storia, è stato travolto in pieno dalla musica liquida. E poi? I CD non sono scomparsi, anzi.
Nel primo semestre del 2026 i ricavi dei CD negli Stati Uniti sono cresciuti del 58,6 per cento. Negli stessi mesi due marchi storici dell’Hi-Fi, PS Audio e Naim, hanno dovuto rinunciare a prodotti che si vendevano bene, perché nessuno fornisce più le meccaniche per costruirli. Il disco ottico se la cavava benissimo, a mancare erano gli oggetti con cui farlo girare.

Due prodotti, una sola meccanica
La prima a muoversi è stata PS Audio. A fine gennaio l’azienda del Colorado ha scritto ai clienti che il PMG Signature SACD Transport, presentato nel 2025 per i cinquant’anni del marchio, usciva di produzione. Paul McGowan, fondatore e amministratore delegato, ha spiegato che meccaniche all’altezza di un prodotto di quel livello non si trovano e che costruirsene una in casa esula dalle competenze di un’azienda abituata a lavorare con transistor e valvole. Per il 2027 è attesa una meccanica di categoria inferiore.
Alla fine di agosto Naim ha presentato la Uniti Star Lite, che sostituisce l’amplificatore con streamer, lettore e ripper di CD chiamato Uniti Star. Costa 3199 sterline (3999 euro sul mercato europeo) contro le 3499 sterline del modello precedente, pesa un chilo in meno e non ha il disco. Il costruttore britannico ha raccontato di non aver trovato né la meccanica originale né un sostituto adatto, e ha aggiunto che senza il lettore il rumore elettrico interno diminuisce. Gli esemplari di meccanica rimasti sono riservati alle riparazioni.
Entrambi i prodotti usavano la stessa meccanica ibrida CD/SACD costruita da D&M Holdings, la società di Denon e Marantz. Nel giugno 2024 D&M ha avvisato i clienti esterni che gli ordini sarebbero stati accettati fino alla fine di luglio. Il sito giapponese avcat.jp la definiva l’unica meccanica SACD/CD venduta a terzi nel mondo. Il prezzo del componente è raddoppiato e la corsa alle scorte le ha esaurite. PS Audio ne aveva acquistato un numero limitato, tenendone alcune per l’assistenza.
Che cosa c’è dentro una meccanica
Una meccanica è un insieme meccanico ed elettronico: un motore fa girare il disco e una testina laser lo legge, guidata da un servomeccanismo che la tiene a fuoco sulla traccia. Un lettore di CD-ROM da computer fa la stessa operazione con altre priorità, cioè velocità, costo e tolleranze larghe. L’audio, nel formato definito dallo standard Red Book di Philips e Sony, si legge però in tempo reale e non c’è modo di tornare indietro a rileggere un settore sbagliato: quando il codice di correzione (Cross-Interleaved Reed-Solomon Code, CIRC) non basta, i campioni mancanti vengono stimati a partire da quelli vicini. Il CD-ROM, che aggiunge un ulteriore livello di correzione, ragiona invece per dato giusto o sbagliato.

I costruttori di fascia alta sostengono che a fare la differenza sia il tempo. Il segnale che esce da una meccanica porta con sé le irregolarità del proprio orologio (il jitter) e i disturbi elettrici di motore e servo, che possono arrivare fino al convertitore. Per questo Denon ha brevettato un sistema che smorza le vibrazioni del caricatore, Cyrus dichiara il 20 per cento di errori di lettura in meno rispetto alla migliore soluzione commerciale e PS Audio isola galvanicamente lo stadio d’uscita. Da anni i recensori attribuiscono alle meccaniche una firma sonora indipendente dalla marca che le monta, a cominciare dalle Philips CDM-1 e CDM-4 a braccio oscillante, montate su lettori di molti costruttori.
Sull’udibilità reale, tuttavia, le opinioni restano divise. I dati estratti da un lettore economico sono identici bit per bit a quelli di un modello da migliaia di euro, ed è su questo che si appoggiano gli scettici. Chi difende la meccanica dedicata risponde che conta il momento in cui ciascun bit arriva al convertitore, e che lì un lettore da computer, nato per altre esigenze, parte svantaggiato. Per il SACD c’è un vincolo in più: lo strato DSD non esce dalle uscite digitali standard per ragioni di protezione del copyright, e PS Audio lo manda al proprio DAC con una connessione proprietaria. Il trasporto, in quel caso, è sposato al convertitore.

Scorte, riparazioni, concorrenti
Il quadro alla fine non è quello di un formato che si spegne. TEAC, Cambridge Audio e Luxman producono da sé le meccaniche; D&M continua a costruirle per i propri apparecchi (a dicembre 2024 Denon ha presentato il lettore DCD-3000NE, con caricatore antivibrazioni) e dCS ha dichiarato di averne abbastanza per produzione e assistenza per diversi anni. Secondo una stima indipendente, solo la metà dei modelli venduti negli ultimi vent’anni sarebbe oggi riparabile, con i SACD recenti tra i più difficili per la scarsità di schede e testine laser.
I numeri, tra Stati Uniti e Italia
Il mercato intanto manda segnali discordanti. Negli Stati Uniti la Recording Industry Association of America (RIAA) ha contato nel 2025 ricavi dei CD per 312,4 milioni di dollari, il 7,8 per cento in meno rispetto ai 338,9 milioni del 2024, con 29,5 milioni di dischi venduti. Nel primo semestre del 2026 l’associazione ha registrato 171,1 milioni di dollari (+58,6 per cento) e 17,5 milioni di unità (+45,7). La società di rilevazione Luminate, che misura le vendite al dettaglio e non il fatturato all’ingrosso, parla di un rialzo del 16 per cento a 16,3 milioni di copie, e del 6,7 per cento anche senza contare il K-pop. Stando a Luminate, quasi la metà degli acquirenti tra Generazione Z e Millennial che comprano CD in realtà non possiede un lettore. Il formato aveva già dato segni di ripresa: nel 2021 la RIAA registrò la prima crescita dal 2004, e nel 2025 i ricavi sono tornati a calare.
A livello mondiale la Federazione internazionale dell’industria fonografica (IFPI) ha misurato per il 2025 ricavi fisici in rialzo dell’8 per cento, a 5,3 miliardi di dollari, dopo il meno 3 per cento del 2024. Il vinile è cresciuto del 13,7 per cento e il CD del 3,7. Il Giappone, primo mercato fisico del pianeta, è tornato a crescere.
In Italia i numeri hanno un’altra andatura. La Federazione industria musicale italiana (FIMI) ha contato nel 2025 ricavi per 513,4 milioni di euro (+10,7 per cento), con il “fisico” a 74,7 milioni (+21,9 per cento, il 15 per cento del mercato). Dentro quel “fisico” (cioè i supporti) il CD è salito del 15,1 per cento e il vinile del 24,2; dei 4,6 milioni di supporti venduti, il 51 per cento era CD e il 47 vinile. Nel primo semestre del 2026 il fatturato ha raggiunto circa 225 milioni di euro (+7,3 per cento), con il vinile a +18,5 per cento e il CD a +1,29 per cento, per circa 11 milioni di euro.
Il CD è il supporto fisico più venduto in copie, ma costando meno pesa meno sul fatturato, e il sorpasso del vinile che nel 2019 sembrava ipotetico è ormai un dato di fatto; già nel 2023 il CD italiano segnava un modesto +3,8 per cento contro il +24,3 del vinile. Chi vuole la qualità del disco senza il disco, intanto, ce l’ha anche in streaming: Spotify ha introdotto il lossless a settembre 2025, dopo Apple Music e Amazon Music.
Il secondo semestre è il momento della verità che ci dirà se il rimbalzo americano regge. Naim ha messo da parte le meccaniche rimaste per le riparazioni, PS Audio qualcuna per l’assistenza, dCS dice di averne per diversi anni. I dischi, intanto, continuano a uscire anche in CD.











