A molti può sembrare quasi impossibile da credere, ma ci sono tantissimi over 65 che sono letteralmente dipendenti dallo smartphone, ecco perché.
La tecnologia ha letteralmente cambiato la nostra quotidianità, nella maggior parte dei casi in maniera estremamente positiva migliorando molte delle nostre azioni in casa e non solo. Pensare alla nostra vita prima di questa fase ci sembra quasi impossibile per ogni dispositivo che utilizziamo, a maggior ragione se pensiamo alle potenzialità dello smartphone, che ci aiuta sul lavoro oltre che nel tenere i contatti con le persone a cui siamo più legati.
Staccarsi anche solo per poche ore dal dispositivo appare quasi impossibile, ci sono persone che non riescono a spegnerlo nemmeno di notte, pur sapendo di non ricevere chiamate e messaggi, a meno che non ci siano emergenze quando si va a dormire. A sorpresa, però, sono tantissimi gli over 65 che hanno acquisito familiarità con il cellulare e che sono in grado di utilizzarlo senza difficoltà al pari dei giovanissimi.
Over 65 e smartphone: una dipendenza sempre più forte
Chi dice che lo smartphone sia utilizzato solo dagli adulti e dai ragazzini? Entrambe le categorie lo ritengono quasi sicuramente qualcosa di imprescindibile nelle proprie giornate, utilizzato per motivi personali oltre che di lavoro, ma non sono gli unici a pensarla in questo modo
È in crescita il numero degli over 65 che conoscono le funzioni tipiche dei dispositivi più moderni, al punto tale da non pensare possa servire solamente se si sente la necessità di contattare un parente in caso di emergenza. A mettere in evidenza il cambiamento è stata l’indagine “Nonni Digitali” – realizzata dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te.) in collaborazione con l’ANAP Confartigianato, che ha preso in esame 562 persone, così da avere un dato che potesse essere considerato attendibile.

I numeri parlano chiaro, addirittura l’82,7% degli intervistati ha detto di avere tra le mani lo smartphone ogni giorno. Attenzione, però, non si tratta di uno strumento che può rivelarsi loro utile per chiamare figli e nipoti, addirittura quasi la metà di loro (40,6%) ha riferito di considerarlo qualcosa da cui appare difficile separarsi, ma che anzi viene usato anche per diverse ore nella loro quotidiana.
Il cellulare può così diventare qualcosa che consente di tenersi impegnati nel tempo libero, così da avvertire meno la solitudine, componente che può essere tipica delle persone non più giovanissime che vivono sole. Questo non può che essere un aspetto positivo, visto che riduce la possibilità di andare incontro alla depressione, malessere che anni fa era decisamente più diffuso tra gli anziani che non avevano la possibilità di essere in contatto costantemente con figli e nipoti.
Non può che mancare però una conseguenza negativa legata a questo modo di agire, che non possiamo sottovalutare. Si registra infatti anche tra gli over 65 quella che possiamo definire “ansia da reperibilità” legata allo smartphone, il 38,8% dei “nonni” dice di sentirsi obbligato a rispondere immediatamente a messaggi o chiamate, entrando in quella che Lavenia definisce la “logica dell’urgenza digitale”, fonte di uno stress silenzioso ma pervasivo. Il 34% dice invece di provare un concreto disagio se dimentica lo smartphone a casa, segno inequivocabile di una dipendenza ormai strutturata.












