C’è molto da leggere sui Paesi Baschi. La comunità autonoma della Spagna al confine con la Francia e internamente con la Navarra, La Rioja, Castiglia, León e Cantabria, oltre al mare del Golfo di Biscaglia. Il suo capoluogo è Vitoria e la città più popolosa, con circa 350mila abitanti, è Bilbao. Ma è la sua anima indomita a guidarla ancora oggi, dopo decenni di persecuzioni e dopo secoli in cui è stata costruita una autonomia faticosamente riconquistata solo recentemente.
I Paesi Baschi hanno moltissime cose di cui vantarsi e ragioni per essere al centro di molti racconti, ma sopra tutto prevale la forza d’animo e il carattere di un popolo da un lato e la bellezza unica dei suoi territori dall’altro. La scoperta di entrambi questi aspetti renderà indimenticabile questa parte d’Europa, anche se deciderete o non vi capiterà mai di andarci. Buona lettura.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.
PAESI BASCHI: Storia, conflitti e società
Di cosa si parla quando si parla di Paesi Baschi? Cominciamo con un po’ di storia. Parlare dei Paesi Baschi significa parlare di storia, certo, ma anche di potere, resistenza, identità e futuro. Si tratta di parlare di una terra che ha sfidato il passare del tempo senza perdere la sua unicità. Da un popolo che ha convissuto con la guerra, l’autonomia, l’esilio, la violenza e la democrazia come se fossero stazioni di un unico viaggio collettivo. In questo senso, Paesi Baschi: storia, conflitti e società Non è solo un libro di storia. È un’istantanea emotiva e politica di cosa abbia significato essere baschi attraverso i secoli.
Ignacio Silvosa Terreros ci offre un’opera epocale, monumentale nella sua portata e profondamente impegnata nel suo approccio. Dalle linee feudali alle generazioni nate dopo la fine dell’ETA, quest’opera ripercorre più di mille anni di storia basca con una miscela unica di rigore accademico, chiarezza espositiva e coraggio intellettuale.
Paesi Baschi e Navarra
Qual è la migliori guida per i Paesi Baschi? Difficile dirlo, ma questa è certamente una delle migliori.
Pur essendo un territorio vario, i Paesi Baschi e la Navarra vi conquisteranno con la loro forte identità. Scoprirete l’energia di Bilbao e di Pamplona e l’eleganza di Donostia-San Sebastián; potrete cercare pace nei monasteri affacciati sull’oceano, surfare su onde maestose o spingervi fino al paesaggio quasi desertico delle Bardenas Reales, per vivere un viaggio davvero memorabile.
Bilbao e San Sebastián. Ediz. ampliata
Andare nei Paesi Baschi vuol dire soprattutto andare a Bilbao. Dal Museo Guggenheim all’Alhóndiga, dal Casco Viejo all’Ensanche, dalla baia della Concha al Barrio Roméntico, Bilbao e San Sebastién si svelano davanti ai vostri occhi. Una carta d’insieme della città per visualizzare le 6 zone principali descritte nella guida. 10 luoghi di visita assolutamente da non perdere, 10 buone idee per scoprire la città più autentica.
Sessanta siti, musei e monumenti facilmente individuabili nelle carte pieghevoli. 150 indirizzi di ristoranti, caffè, sale da tè, bar, teatri, negozi, mercati. Una selezione di alberghi di qualità, scelti in tutte le fasce di prezzo. Le gite fuori porta, una carta dei trasporti pubblici e tutte le informazioni utili per muoversi in città.
A spasso per Bilbao: per visitarla in autonomia scoprendo miti, leggende e curiosità
Le guide oggi non sono più dei classici mattoni come quelli pensati ai tempi dei Baedeker. Invece, c’è molto di più. Soprattutto per la capacità di evocare domande e trovare risposte.
Ad esempio… Sapete perché il centro storico di Bilbao è chiamato “las 7 calles” e quando nacque ufficialmente la città? Sapevate che la squadra di calcio locale ha una caratteristica unica in Europa?
Ma soprattutto: volete visitare Bilbao in pochi giorni o fare un weekend scoprendola con occhi diversi? Qui trovate le risposte. La serie “A spasso per” è molto ben fatta, con una formula leggera, piccoli disegni e nessuna foto, con il costo e l’orario ufficiale delle principali attrazioni. Unica e ben fatta.
Il guardiano invisibile
Primo libro di una trilogia di Dolores Redondo, questo romanzo giallo ha le ambientazioni perfette per farvi entrare nell’atmosfera basca.
Amaia Salazar non è una donna qualunque. È una poliziotta esperta e intelligente, che è riuscita a superare l’ostilità dei colleghi uomini fino a guadagnarsi la loro stima. Anche la sua vita privata è ricca e appagante, grazie a un marito che la ama moltissimo.
Ma quando una serie di delitti atroci la richiamano nel paese di origine dove vive la sua famiglia e che Amaia era ben felice di avere abbandonato, ogni certezza si sgretola improvvisamente: antiche angosce si risvegliano, segreti che sperava dimenticati e che invece ritornano, come se fossero misteriosamente collegati a quegli omicidi.
Per risolvere il caso Amaia è costretta a confrontarsi con il lato buio della sua anima mettendo a rischio la solidità della propria vita, i legami familiari, perfino la certezza del proprio lavoro, e cercare l’assassino lungo i sentieri di antiche leggende, superstizioni inquietanti che parlano di un potere ancestrale e invincibile.
La gente di Bilbao nasce dove vuole
Un capolavoro della letteratura giovane. La storia inizia in Spagna, con due nascite e due abbandoni. Nel giugno 1943 una prostituta di Bilbao dà alla luce un bambino, Julian, che affida ai gesuiti. Poco dopo, in Galizia, una donna partorisce una figlia, Victoria, e la lascia alle suore di un convento. Torna a cercarla dieci anni dopo.
La bambina è di una bellezza divina ma la madre non riuscirà mai ad amarla. Da grandi Julian e Victoria si incontrano e danno alla luce Maria che, in un montaggio serrato campo controcampo, ci racconta la sua infanzia e quella dei genitori.
Scorrono le scene e gli anni. Victoria e i suoi dieci fratelli e sorelle, la squadra di calcio della sventura; Julian in fuga dall’orfanotrofio per entrare in Marina, poi il loro incontro, l’amore e la partenza per Parigi. Lì la madre fa la portinaia e il padre il custode del Théâtre de la Michodière.
Maria cresce nella capitale francese, tra gli attori, le scenografie, le armi da fuoco del padre, indipendentista basco, bevitore spesso violento, i silenzi della madre e gli scherni delle amiche. Ma la figlia di immigrati cambia la sua sorte. Diventa regista, si innamora, ha un figlio, prende le distanze dalle sue origini. Finché il destino non la riporta bruscamente indietro.
A ventisette anni, una cartomante afferma che non è la figlia dei suoi genitori. Per scoprire la verità dovrà tornare a Bilbao, la città in cui è nata. “Inventerò la mia storia, perché la gente di Bilbao nasce dove vuole, come dice il proverbio. Solleva pietre, taglia alberi, è più forte dei certificati di nascita.”
Il silenzio della città bianca
Ormai si ragiona solo per trilogie o più romanzi. È anche il caso di Eva García Sáenz de Urturi con i suoi romanzi della Città bianca. Thriller rivelazione del 2016.
Il professore Tasio Ortiz de Zárate sta per lasciare la prigione grazie al suo primo permesso. E Tasio non è uno qualunque: brillante archeologo, protagonista della scena culturale e pop con le sue trasmissioni televisive che avevano conquistato il pubblico vent’anni prima, è finito in galera per omicidio. Tasio Ortiz de Zárate è stato condannato come serial killer, accusato di aver ucciso seguendo una logica macabra, lungo un percorso ideale nella tranquilla città di Vitoria.
Una città che ora è immersa nel terrore di tanto tempo fa, perché alla notizia della libertà di Tasio corrisponde una nuova ondata di crimini. Una coppia viene ritrovata senza vita nella Cattedrale Vecchia, due ragazzi di vent’anni nudi in una posa di sconvolgente tenerezza. Le indagini sono appena cominciate quando l’assassino colpisce ancora: i corpi di due venticinquenni vengono rinvenuti nella Casa del Cordone, in pieno centro e durante la festa di San Giacomo.
Il giovane ispettore Unai López de Ayala inizia la caccia. Per lui non si tratta soltanto di fermare la scia di morte, ma di vincere la sfida contro la mente criminale che lo ha coinvolto personalmente. E di dimostrare al suo capo, l’affascinante vicecommissaria Alba, che seguire le regole non è sempre la migliore strategia.
Patria
Il romanzo più importante di Fernando Aramburu. Ha vinto tutti i premi possibili ed è ancora oggi considerato uno dei più toccanti libri con quasi un milione di copie vendute.
Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’ETA, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato.
Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio. Anche a quelli che un tempo si proclamavano amici. Anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino. Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte.
Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.
Paese basco e libertà. Storia contemporanea di Euskadi Ta Askatasuna: dalla fondazione di ETA alla riconsegna dei depositi di armi
Non sarebbe una lista dei migliori libri di Macity se non avesse un fuori sacco che racconta la storia del movimento autonomista basco.
Ancora oggi, e malgrado un «cessate il fuoco» definitivo proclamato nel 2011, la cronaca del Paese Basco e l’immaginario di questa terra sono legati in maniera indissolubile al nome, ai simboli e alle idee prodotti da Euskadi Ta Askatasuna: l’organizzazione armata, più nota con l’acronimo di ETA, che dalla fine degli anni Cinquanta combatte per un Paese Basco indipendente e socialista. Marco Laurenzano, insieme alle vicende di ETA e del suo attacco allo Stato spagnolo, racconta la storia della «transizione alla democrazia in Spagna» dopo la morte del dittatore fascista Francisco Franco dal punto di vista dell’indipendentismo radicale basco e delle sue diverse ramificazioni politiche, sindacali e militari.
Dal 1958, anno di fondazione di ETA a opera di un gruppo di studenti, al 1973, quando il commando «Txikia» fa saltare in aria a Madrid l’ammiraglio Luis Carrero Blanco, delfino di Franco e candidato designato alla sua successione; dal 1979, data di approvazione dello statuto di automia del Paese Basco, fino al 2011, mentre la «cessione definitiva dell’attività armata» annunciata da ETA non cancella certo la questione dell’autonomia basca dall’agenda politica internazionale, il libro di Laurenzano ripercorre anni di lotte durissime e di pesante repressione.
Una storia contemporanea di ETA in cui, tra dibattiti infuocati e la comparsa di numerose formazioni armate di matrice separatista, si registra la nascita di un movimento sindacale tra i più agguerriti del vecchio continente sullo sfondo di una lotta di liberazione nazionale in grado di mettere pesantemente in discussione la stessa identità europea.
Accuse di stregoneria nel país vasco. Il processo di Logroño dalle sue origini alla presa di posizione dell’inquisitore «illuminato»
Secondo fuori sacco per fare la nostra lista dei migliori di Macity. La storia più incredibile. Questo libro mette a confronto alcune delle principali analisi sul concetto di stregoneria, per poi tentare di determinare quali di queste si adattino meglio al caso storico in esso narrato, che portò all’autodafé di Logroño del 1610.
Nel primo decennio del XVII nei Paesi Baschi spagnoli proliferarono accuse di stregoneria che portarono molte persone a subire ingiuste sofferenze e sollecitarono l’intervento dell’Inquisizione spagnola. La stragrande maggioranza degli accusati proveniva da Zugarramurdi e Urdax, due piccoli villaggi pirenaici che rappresentarono l’epicentro di questa ondata accusatoria e che passeranno alla storia come “i paesi delle streghe”.
A rendere ancora più straordinario questo fatto storico fu la presa di posizione dell’inquisitore Alonso de Salazar Frías, un uomo che seppe incredibilmente far prevalere la ragione, in un’epoca di buio fanatismo, attraverso la sua accurata indagine figlia di un razionalismo preilluminista.
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