Come ampiamente previsto da numerose indiscrezioni, Microsoft ha avviato una profonda ristrutturazione della sua divisione gaming. La manovra, finalizzata ad aumentare l’efficienza e i margini di profitto dopo la chiusura dell’anno fiscale il 30 giugno, si preannuncia massiccia. Non ci sono buone notizie per lavoratori e studi di sviluppo.
Attravero una nota ufficiale, la CEO di Xbox Asha Sharma ha confermato un piano che prevede il taglio di circa 3.200 posti di lavoro nel corso del prossimo anno. I licenziamenti colpiranno trasversalmente realtà di primo piano come Activision, Bethesda/ZeniMax, Blizzard, King, Mojang e Xbox Game Studios. Di questi, ben 1.600 licenziamenti hanno effetto immediato e si inseriscono in un provvedimento ancora più ampio della casa madre. Microsoft, infatti, sta riducendo complessivamente la sua forza lavoro globale del 2,1%, eliminando un totale di 4.800 posizioni.

Il piano di riorganizzazione non si limita alla riduzione del personale, ma ridefinisce l’assetto produttivo con la cessione di quattro studi di sviluppo. Tra questi, Compulsion Games (autori di South of Midnight) e Double Fine Productions torneranno a essere studi indipendenti, mantenendo i diritti sulle proprie proprietà intellettuali, sui cataloghi esistenti e sui fondi necessari per i prossimi titoli.
Destino in parte simile, ma con formule differenti, per Ninja Theory e Undead Labs, i quali hanno siglato accordi per passare sotto nuove proprietà pronte a finanziare il completamento e la crescita di progetti attesi come Senua e State of Decay 3. Rimane invece in sospeso la situazione di Arkane Studios, basata a Lione. Le normative del lavoro francesi impongono infatti l’avvio di una consultazione con il consiglio aziendale per valutare le opzioni strategiche, mentre si rincorrono voci su un rinvio interno del gioco dedicato a Blade, la cui uscita sarebbe ora prevista per la fine del 2027.
Azzeramento del portfolio di Xbox
Questa drastica manovra rappresenta un vero e proprio azzeramento del portfolio di Xbox. Asha Sharma ha spiegato che Xbox si è trovata a competere sia con i colossi del settore sia con i piccoli sviluppatori indipendenti, realizzando che non è possibile né auspicabile possedere ogni studio e che la divisione perdeva ben 64 centesimi per ogni dollaro investito in determinati contesti. Per il futuro, l’obiettivo si sposterà sul supporto ai creatori esterni tramite strumenti di sviluppo aperti e l’accesso al pubblico di Xbox.
Le ragioni economiche alla base della crisi sono state esposte da Sharma senza troppi giri di parole. Lo stato di salute attuale della divisione non è sano, con margini di profitto da tre a dieci volte inferiori rispetto ai competitor diretti. Xbox è entrata nella nona generazione di console con una base di installato ridotta e costi strutturali troppo alti.
Xbox Game Pass
Le scommesse su Xbox Game Pass, sulla strategia multipiattaforma e sull’ampliamento del portfolio hanno creato valore, ma non sono cresciute al ritmo sperato. Nel frattempo il core business si è indebolito e l’aumento degli investimenti e dei team non ha portato i risultati desiderati, costringendo Xbox a correre ai ripari proprio mentre l’intera industria affronta la più grave crisi hardware della sua storia.












