Little Snitch è un software molto noto e apprezzato dagli utenti macOS, utilissimo per il monitoraggio del traffico in ingresso e uscita sulla rete, in grado di avvertire se un programma, a nostra insaputa, “chiama casa” o se qualche applicazione tenta di collegarsi a internet senza il permesso dell’utente.
L’utility è ora disponibile anche per Linux. Lo sviluppatore riferisce che il progetto è stato avviato dopo che ha iniziato s sperimentare con Linux, rendendosi conto che stranamente non esistono modi semplici per comprendere le connessioni che il sistema sta sfruttando. Little Snitch, lo ricordiamo, consente di monitorare la rete con dettagli separati per ogni processo, server, porta, protocollo, consentendo di filtrare i processi attivi in vari modi, raggrupparli, ordinarli, visualizzare l’ammontare di traffico, il picco, la larghezza di banda media, salvare “snapshot” per analisi future, catturare il traffico di rete e molto altro.
Esistono per Linux tools quali OpenSnitch e varie utility per la linea di comando, ma nessuno di questi, secondo lo sviluppatore di Objective Development offre lo stesso livello di dettaglio e facilità d’uso di Little Snitch, utility che permette di individuare al volo un processo che si collega a nostra insaputa e bloccarlo con un click.
La versione Linux di Little Snitch sfrutta eBPF (extended Berkeley Packet Filter), tecnologia del kernel che permette di eseguire programmi in sandbox, sicure ed efficienti, “estendendo” di fatto il kernel del sistema operativo, consentendo di intercettare il traffico a livello più privilegiato, con componenti core scritti in Rust e mettendo a disposizione una interfaccia web based che consente anche di monitorare server Linux.
Eseguendo test con la distribuzione Ubuntu, lo sviluppatore ha notato che il sistema operativo si è comportato relativamente “silenzioso” sulla rete. Nel corso di una settimana, solo nove processi di sistema hanno effettuato connessioni a Internet. Come termine di confronto, macOS ha evidenziato più di cento processi che comunicano con l’esterno. Le applicazioni si comportano in modo simile su entrambe le piattaforme: l’avvio di Firefox ha immediatamente attivato connessioni legate a telemetria e pubblicità, mentre LibreOffice non ha effettuato alcuna connessione di rete durante i test.
La prima release dell’utility per Linux è per il momento intesa principalmente come uno strumento di trasparenza per consentire all’utente di comprendere quello che il software in uso fa in rete, e non ancora come un firewall di sicurezza avanzato.















