Luca Maestri esce definitivamente dalla prima linea di Apple. L’ex direttore finanziario della società oggi, in coincidenza con l’arrivo di John Ternus alla guida dell’azienda, ha lasciato anche l’ultimo incarico operativo che aveva mantenuto dopo avere ceduto il ruolo di CFO a Kevan Parekh.
La notizia è di particolare significato per Apple ma anche per l’Italia. Si chiude una delle carriere italiane più importanti degli ultimi decenni ai vertici dell’economia mondiale. Per dieci anni Maestri è stato infatti il responsabile finanziario di Apple, accompagnando la società in una fase nella quale Cupertino è diventata stabilmente una delle aziende con la maggiore capitalizzazione al mondo.
Un manager italiano ai vertici dell’economia mondiale
Nato a Roma, Maestri si è laureato in Economia alla Luiss e ha poi conseguito un master in Management alla Boston University.
La sua carriera internazionale è iniziata in General Motors, dove è rimasto per circa vent’anni ricoprendo incarichi finanziari e operativi nelle Americhe, in Europa e nell’area Asia-Pacifico.
In GM partecipò allo sviluppo delle attività asiatiche del gruppo, compresi gli investimenti industriali in Cina e Thailandia. Fu poi CFO delle attività impegnate nella ristrutturazione in Brasile e Argentina e successivamente direttore finanziario dell’intera divisione europea di General Motors.
Prima di arrivare a Cupertino fu inoltre CFO di Nokia Siemens Networks e di Xerox, due incarichi che lo avevano già portato ai vertici della finanza internazionale.
Apple lo assunse nel marzo 2013 come vicepresidente Finance e Corporate Controller. Il suo primo passaggio pubblico importante accanto a Tim Cook e Peter Oppenheimer arrivò all’inizio del 2014, durante la presentazione dei risultati finanziari Apple.
Pochi mesi dopo Cook lo scelse per succedere proprio a Oppenheimer. Dal 29 maggio 2014 Maestri divenne ufficialmente Chief Financial Officer e Senior Vice President di Apple, entrando nel ristretto gruppo dei massimi dirigenti della società.
Dieci anni alla guida dei conti Apple
Maestri è stato CFO di Apple nel più importante momento nella storia economica dell’azienda. Il suo ruolo andava molto oltre la contabilità. Alle sue dipendenze facevano capo pianificazione finanziaria, tesoreria, rapporti con gli investitori, fiscalità, audit interno e numerose attività corporate.
Maestri è stato inoltre uno degli uomini chiave della politica finanziaria dell’era Tim Cook: disciplina dei costi, investimenti strategici, gestione dell’enorme liquidità generata dall’azienda e una politica di restituzione di capitale agli azionisti basata su dividendi e riacquisti di azioni per centinaia di miliardi di dollari.
Il peso raggiunto dal manager italiano emerse già nei primi mesi del suo mandato. Nel 2015 Fortune lo indicò come il CFO più ammirato al mondo, dopo che Apple aveva appena registrato uno dei più grandi profitti trimestrali mai realizzati da una società.
Da circa 640 miliardi a quasi 3.800 miliardi
A rendere l’idea delle dimensioni dell’azienda di cui Maestri ha governato la finanza bastano i numeri della Borsa.
Quando assunse l’incarico di CFO nel 2014, Apple valeva circa 640 miliardi di dollari. Alla fine del 2024, quando passò il testimone a Kevan Parekh, la capitalizzazione era arrivata nell’ordine dei 3.700-3.800 miliardi di dollari, quasi sei volte tanto.
È un ordine di grandezza difficile persino da visualizzare. Nello stesso periodo il PIL annuale dell’Italia era nell’ordine dei 2.400 miliardi di dollari e quello della Francia poco sopra i 3.000 miliardi. La capitalizzazione di Apple era quindi superiore alla produzione economica generata in un intero anno da ciascuno dei due Paesi e vicina alle dimensioni del PIL britannico.
Naturalmente capitalizzazione di Borsa e PIL sono grandezze differenti e non direttamente confrontabili. Il paragone serve però a dare immediatamente la misura del livello al quale Maestri ha operato: per un decennio un manager italiano ha diretto la finanza di una società il cui valore di mercato era confrontabile, come ordine di grandezza, con quello della produzione economica annuale di alcune delle nazioni più industrializzate al mondo.
La trasformazione finanziaria di Apple
Sarebbe naturalmente sbagliato attribuire a un CFO l’aumento della capitalizzazione di una società come Apple. La crescita dell’azienda è il risultato dei prodotti, della strategia commerciale, dei Servizi e delle decisioni prese dall’intero gruppo dirigente, ma Maestri ha avuto un ruolo centrale nel tradurre quella crescita industriale in risultati finanziari e nella gestione di una macchina economica sempre più grande.
Quando Apple annunciò nel 2024 il passaggio di consegne, la società ricordò che durante il mandato di Maestri i ricavi complessivi erano più che raddoppiati e quelli dei Servizi erano cresciuti di oltre cinque volte.
Ha quindi seguito Apple nella trasformazione da società fortemente dipendente dalle vendite di iPhone a gruppo con una componente sempre più importante di ricavi ricorrenti provenienti dai Servizi, gestendo allo stesso tempo investimenti, margini, liquidità e rapporti con gli azionisti.
Per questo il suo nome rimane legato a una delle trasformazioni finanziarie più rilevanti della storia recente della tecnologia.
Il passaggio di consegne
Il primo passo indietro arrivò nell’agosto del 2024, quando Apple annunciò che dal 1° gennaio successivo Kevan Parekh avrebbe preso il posto di Luca Maestri come CFO.
Maestri non lasciò però Apple. Rimase vicepresidente responsabile dei Corporate Services, continuando a seguire aree che comprendevano sistemi informativi e tecnologia, sicurezza informatica e patrimonio immobiliare aziendale.
Ora, secondo Bloomberg, rimane formalmente alle dipendenze della società, ma senza un incarico operativo vero e proprio, fatta eccezione per un corso presso Apple University.
Le attività che ancora facevano capo a Maestri sono state in gran parte trasferite a Kevan Parekh, nell’ambito della riorganizzazione del vertice che accompagna l’arrivo di John Ternus come nuovo CEO di Apple.


















