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MacBook Pro M5, tutto quello che sappiamo

Apple si prepara, dopo il debutto del modello base con M5 nell’ottobre 2025, a completare la transizione alla famiglia M5 sul MacBook Pro con l’arrivo delle versioni M5 Pro ed M5 Max, che dovremmo vedere ad inizio marzo, nel contesto della Apple Special Experience di cui parliamo da giorni.

Diciamo subito che la nuova generazione rappresenta un ponte, una fase di passaggio, verso qualche cosa di meglio: le indiscrezioni indicano che il vero cambiamento strutturale della linea MacBook Pro dovrebbe arrivare con l’M6, previsto più avanti a fine 2026 o inizio 2027.

Design e costruzione

Che non siamo di fronte ad una rivoluzione ce lo dicono le modifiche estetiche che saranno pari a zero. I nuovi modelli da 14 e 16 pollici dovrebbero mantenere:

  • lo chassis introdotto nel 2021
  • la stessa disposizione delle porte
  • il notch nel display
  • il sistema di raffreddamento a doppia ventola

Eventuali novità cromatiche restano possibili, ma non sono emerse indicazioni in queto senso. I nuovi MacBook Pro dovrebbe quindi essere (forse l’ultima, come vedremo) evoluzione dell’attuale piattaforma hardware prima di un redesign più profondo.

Chip M5 Pro e M5 Max: architettura e prestazioni

I MacBook Pro in arrivo dovrebbero utilizzare le varianti M5 Pro e M5 Max dell’M5 presentato nell’ottobre 2025. Si tratterà di un aggiornamento focalizzato sull’incremento prestazionale e sull’efficienza, senza modifiche radicali al design esterno della macchina.

I nuovi chip dovrebbero essere prodotti con processo TSMC N3P a 3 nanometri, versione evoluta rispetto a quella utilizzata per la generazione precedente, con miglioramenti attesi in termini di consumi e frequenze operative.

m4 vs m5

Nella Release Candidate di macOS 26.3 sono stati individuati nuovi identificativi interni che sembrano collegati ai chip di fascia alta della famiglia M5. In particolare compaiono i codici T6051 e T6052 associati alle piattaforme H17C e H17D. Seguendo lo schema storico adottato da Apple per le generazioni precedenti, questi riferimenti sarebbero coerenti con le versioni Max e Ultra della nuova famiglia. Sorprendentemente non c’è un riferimento al M5 Pro, questo ha fatto supporre che i due processori sarebbero in effetti lo stesso chip con differenziazioni sui core.

A questo proposito non ci sono indiscrezioni sul numero delle unità di calcolo, ma le attese parlano di configurazioni simili a quelle della generazione M4 Pro e M4 Max, con miglioramenti architetturali mirati.

Tra gli elementi tecnici citati nelle anticipazioni:

  • ottimizzazioni su CPU e GPU per carichi professionali sostenuti
  • miglioramenti nella gestione dell’AI e nell’elaborazione parallela
  • possibile revisione interna dell’organizzazione dei blocchi CPU e GPU
  • supporto continuato a Thunderbolt 5 nei modelli di fascia alta

Le nuove varianti dovrebbero beneficiare di meccanismi di gestione termica più efficienti, pur mantenendo l’attuale sistema di dissipazione hardware a doppia ventola. L’obiettivo è garantire prestazioni elevate e costanti nei carichi professionali senza interventi strutturali sul telaio.

Prestazioni

Le versioni Pro e Max sono destinate a carichi sostenuti e professionali. Le stime delle versioni M5 parlano di:

  • incremento tra il 15% e il 30% rispetto a M4 Pro/Max
  • miglioramenti significativi nelle prestazioni GPU
  • maggiore efficienza nei carichi AI

Il modello Max potrebbe raggiungere punte molto elevate nei test di calcolo GPU, avvicinandosi a risultati finora associati ai chip Ultra. Il Neural Engine a 16 core resta centrale, ma si parla anche di un “Neural Accelerator” integrato nei core GPU, con benefici per l’elaborazione AI basata su grafica.

Memoria, banda e configurazioni

Le configurazioni dovrebbero mantenere l’impostazione già vista con M4 Pro/Max:

  • M5 Pro con dotazione di memoria unificata a partire da 48 GB
  • M5 Max fino a 128 GB o oltre
  • storage fino a 8 TB per la variante Max

La banda passante dovrebbe aumentare rispetto alla generazione precedente, con particolare attenzione alla scalabilità nei carichi grafici e di calcolo parallelo.

Connettività e componenti integrati

Le versioni Pro e Max continueranno a offrire:

  • Thunderbolt 5
  • supporto multi-display avanzato rispetto al modello base M5

È probabile l’introduzione del chip N1 per Wi-Fi 7 e Bluetooth 6, già associato ad altri prodotti Apple recenti. Questo aggiornamento migliorerebbe velocità di trasferimento e stabilità delle connessioni wireless.

Non sono attese novità significative per la fotocamera: dovrebbe rimanere il sensore da 12 MP già introdotto con la generazione precedente.

Display

Non sono previsti cambiamenti per il pannello. I modelli M5 Pro/Max dovrebbero mantenere:

  • tecnologia Mini-LED
  • luminosità di picco fino a 1.600 nit
  • notch superiore

Il passaggio all’OLED non è atteso per questa generazione.

Posizionamento nella gamma chip Apple

Con l’arrivo di M5 Pro e M5 Max, la gamma Apple Silicon si articolerebbe su più questi:

  • M5 base per il MacBook Pro entry e altri Mac consumer
  • M5 Pro per carichi professionali avanzati
  • M5 Max per ambiti ad alta intensità grafica e computazionale
  • eventuale M5 Ultra destinato a Mac Studio o Mac Pro

L’architettura M5 condivide elementi progettuali con la famiglia A-series, in particolare sul fronte dell’efficienza energetica e della gestione AI, rafforzando la convergenza tra piattaforme mobile e desktop.

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Aggiornare o no?

Le informazioni disponibili indicano che i modelli M5 Pro e M5 Max rappresentano l’ultima evoluzione dell’attuale piattaforma hardware del MacBook Pro. Le anticipazioni sulla generazione successiva delineano invece un cambiamento più profondo, atteso tra la fine del 2026 e il 2027.

I MacBook Pro con chip M6 Pro e M6 Max dovrebbero introdurre:

  • display OLED in sostituzione dell’attuale Mini-LED
  • supporto touchscreen con ottimizzazioni dedicate in macOS
  • Dynamic Island al posto dell’attuale notch
  • probabile nuovo design più sottile e leggero
  • architettura M6 con miglioramenti più marcati rispetto all’incremento generazionale tradizionale

Il passaggio all’OLED è considerato uno dei cambiamenti più rilevanti per qualità del pannello, contrasto e gestione della luminosità. L’integrazione del touchscreen implicherebbe un adattamento dell’interfaccia di macOS alle interazioni dirette, segnando un’evoluzione sostanziale nell’esperienza d’uso del MacBook Pro.

Alla luce di queste anticipazioni, l’inizio del 2026, come detto, può essere considerato un momento intermedio nel ciclo di prodotto. I modelli M5 Pro e M5 Max potrebbero offrire un incremento tecnico significativo sul piano delle prestazioni, ma in assenza di modifiche strutturali a display e design, sarebbe assurdo aggiornare da M4.

D’altra parte, chi utilizza ancora MacBook Pro basati su Intel o sulle prime generazioni Apple Silicon (M1 o M2) e ha necessità di un salto di qualità immediato in fatto di prestazioni potrà trovare nei modelli M5 Pro e M5 Max una risposta. Va inoltre considerato che le innovazioni previste per la generazione M6 – OLED, touchscreen e redesign – potrebbero essere inizialmente riservate alle configurazioni più costose oppure accompagnate da un prezzo molto superiore.

Tempistiche di lancio

Le informazioni attuali indicano un possibile annuncio entro tra il 2 e il marzo 2026, in concomitanza con la presentazione di Apple nel corso della quale Apple ha programmato sessioni “experience”.

Al momento in cui scriviamo tutti i MacBook Pro (sia M5 che M4) vengono dati come disponibili per il giorno 3 marzo. La disponibilità dei nuovi modelli potrebbe quindi essere immediata.

 

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