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Recensione case TerraMaster D1 Pro: Thunderbolt 5 per far volare gli SSD come mai prima

Thunderbolt 5 promette di cambiare il modo in cui pensiamo allo storage esterno. Non solo perché raddoppia la banda disponibile rispetto a Thunderbolt 4, ma perché elimina definitivamente quell’idea di “disco esterno” come compromesso. Con 80Gbps bidirezionali a disposizione, il limite non è più la connessione, ma l’SSD che decidiamo di montare dentro.

In questo scenario si inserisce TerraMaster D1 Pro, un enclosure o se volete, una custodia per SSD NVMe M.2 progettato per sfruttare Thunderbolt 5 ma retrocompatibile con Thunderbolt 4, Thunderbolt 3 e USB4 che usano tutti il connettore USB-C.

Lo abbiamo provato con un Samsung 990 Pro da 1 TB su Mac mini M4 Pro e su un PC Windows 11 (Geekom IT 13 2025) con USB4, analizzando non solo le velocità dichiarate ma soprattutto quelle reali, la gestione termica, i formati migliori e infine con un confronto economico con l’upgrade interno Apple che come noto non permette di cambiare l’SSD nelle sue CPU recenti.

Recensione Case TerraMaster D1 Pro : Thunderbolt 5 per far volare gli SSD come mai prima - macitynet.it

Chi è TerraMaster

TerraMaster è un nome che negli ultimi anni è diventato familiare nel mondo NAS e DAS. L’azienda si è costruita una reputazione solida offrendo soluzioni di archiviazione affidabili a prezzi competitivi, spesso rivolte a professionisti creativi, piccole aziende e utenti evoluti. Non è un marchio generalista: è specializzata nello storage e sul nostro sito trovate diverse recensioni dei suoi prodotti.

D1 Pro rappresenta la sua proposta più ambiziosa nel segmento degli enclosure NVMe portatili. Non è un prodotto di primo ingresso, non è un semplice box USB-C. È un dispositivo pensato per chi lavora con file pesanti, montaggio video 4K o 8K, librerie fotografiche estese, macchine virtuali o progetti di sviluppo che richiedono velocità sostenute e costanti. Per chi non vuol spingersi al massimo c’è il modello D1 Plus che grazie a USB4 fornisce metà delle prestazioni ma ancora sufficienti per un buon controllo di filmati 4k su carichi più leggeri. Condividono lo stesso chassis con una interfaccia meno prestazionale.

Su questa pagina di macitynet.it trovate tutte le differenze tra Thunderbolt 5 e USB 4.

Design, unboxing e montaggio di Terramaster D1 Pro: semplicità intelligente

La confezione è essenziale ma completa: enclosure, cavo Thunderbolt certificato, cacciavite, viti, manuale e un piccolo dissipatore in pasta con adesivo. Non c’è nulla di superfluo e nulla che manchi.

Il design è coerente con l’ambiente Apple: scocca in alluminio, linee pulite, dimensioni compatte. Non è un oggetto che stona su una scrivania accanto a un Mac mini o a un MacBook Pro. Il metallo non è solo una scelta estetica, ma parte integrante del sistema di dissipazione.

Il montaggio è immediato. Si svita il pannello inferiore, si inserisce l’SSD NVMe nello slot M.2 2280, si fissa con la vite in dotazione e si richiude. L’operazione richiede meno di cinque minuti e non necessita di competenze particolari. Una volta collegato alla porta Thunderbolt o USB4, il disco viene riconosciuto immediatamente sia su macOS sia su Windows.

Quale SSD e come lo formattiamo? APFS, NTFS o exFAT?

Per il nostro test abbiamo utilizzato un SSD di Samsung che permettesse di valutare l’effettivà capacità di lettura e scrittura di D1 Pro e quindi con prestazioni di targa superiori a quelle garantite dall’interfaccia.

In attesa di provare modelli analoghi di Sandisk (Ex WD) e Lexar abbiamo scelto un ottimo SSD Samsung 990 Pro da 1 TB. Si tratta del modello senza dissipatore visto che utilizzeremo le alette in alluminio del D1 Pro per smaltire il calore durante le operazioni di test e di carico reale che metteranno a dura prova la memoria.

Il modello 990 Pro è comunque disponibile anche nei tagli da 2 e 4 TB.

Sul mercato sono disponibili anche i più potenti modelli Samsung 9100 Pro ma le prestazioni eccedono di tanto la massima banda di Thunderbolt 5 e quindi ci sembrava inutile investire diversi euro in più per il test. In ogni caso a fine articolo inseriremo tutte le alternative di SSD sul mercato da abbinare al case e nei prossimi mesi testeremo altri SSD con questo modello.

La formattazione: qui iniziano le differenze vere tra Mac e PC.

Su Mac la scelta naturale è APFS. Offre journaling, snapshot, migliore gestione dei file di grandi dimensioni e massima integrazione con il sistema operativo. Se l’unità deve diventare disco di lavoro o addirittura disco di avvio esterno, APFS è la soluzione più logica e performante se lavorate solamente su Mac.

Recensione case TerraMaster D1 Pro : Thunderbolt 5 per far volare gli SSD come mai prima - macitynet.itQuesti sono i risultati con il Benchmark relativo:

Se invece volete scambiare dati con un PC, la formattazione consigliata è exFAT.

Recensione case TerraMaster D1 Pro : Thunderbolt 5 per far volare gli SSD come mai prima - macitynet.itQui sopra la formattazione del disco esterno e questi sono i risultati con exFAT e il disco collegato via Thunderbolt.

Notare il decadimento nell’ultimo box. ExFAT non è il massimo se dovete lavorare solo su Mac.

Per confrontare la velocità della soluzione esterna eccovi l’indice delle prestazioni massime del disco interno di Mac Mini M4 Pro che restano nel range esatto dell’accoppiata Terramaster D1 Pro – Samsung 990 con AFPS.

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Su Windows 11, invece, il formato consigliato è NTFS. Durante i nostri test abbiamo verificato che exFAT, pur essendo il formato più compatibile tra Mac e PC, può penalizzare sensibilmente la scrittura su Windows, soprattutto se si lascia attiva l’impostazione predefinita “Rimozione rapida”. In quel caso le velocità possono scendere anche sotto i 500 MB/s, non per colpa dell’enclosure o dell’SSD, ma per una scelta conservativa del sistema operativo.

Attivando la modalità “Prestazioni migliori” e utilizzando NTFS, il comportamento cambia radicalmente, riportando la scrittura su valori coerenti con l’hardware utilizzato.

Leggiamo i benchmark reali: numeri che contano davvero

Per leggere e interpretare i risultati dei benchmark sia su Mac che PC abbiamo utilizzato la guida che trovate su questa pagina di macitynet.it. Vi permette di confrontare i risultati anche con quelli del vostro attuale hard disk interno o esterno.

Collegato al Mac con ThunderBolt 5

Come potete vedere dai risultati con AmorphousDiskMark il disco interno del Mac collegato alla scheda madre offre ottime prestazioni che garantiscono operatività di alto livello con l’interfaccia interna (il disco è saldato).

Ma con il disco esterno abbiamo registrato velocità di lettura intorno ai 7000 MB/s e scrittura nell’ordine dei 6600 MB/s. Valori che pareggiano e in qualche caso superano le prestazioni di un SSD interno Apple.

Nell’uso quotidiano, dal montaggio video alla gestione di librerie fotografiche, la differenza percepita è minima. Le applicazioni si aprono rapidamente, i file di grandi dimensioni si copiano in tempi molto contenuti e il flusso di lavoro non subisce rallentamenti evidenti.

In pratica, lo storage esterno smette di essere un compromesso e diventa un’estensione naturale della macchina.

Colllegato al PC con USB4

Su PC Windows 11 con USB4, formattando NTFS e attivando la cache di scrittura, i risultati sono stati praticamente sovrapponibili: circa 3980 MB/s in lettura e tra 2800 e 3200 MB/s in scrittura. Numeri che confermano che il collo di bottiglia non è la connessione.

La situazione cambia drasticamente con exFAT e cache disattivata: in questo scenario la scrittura può scendere fino a 472 MB/s, dato che inizialmente potrebbe far pensare a un problema hardware, ma che in realtà dipende esclusivamente dalle impostazioni del sistema operativo. Qui sotto vediamo come operare per migliorare le prestazioni in scrittura.

Qui sotto le prestazioni prima e dopo l’operazione

La lezione è semplice: il D1 Pro è in grado di sfruttare appieno la banda USB4/Thunderbolt; bisogna però configurare correttamente il sistema.

Comportamento termico dopo ore di lavoro

Uno degli aspetti più sottovalutati negli enclosure NVMe è la gestione del calore. Un SSD PCIe 4.0 come il 990 Pro può generare temperature significative sotto carico prolungato.

Dopo diverse ore di lavoro continuo, con trasferimenti massivi e benchmark ripetuti, il D1 Pro ha mantenuto temperature stabili senza fenomeni evidenti di throttling. Il corpo in alluminio contribuisce alla dissipazione passiva senza rumori di fondo e si abbina con discrezioni ai silenziosi Mac con cui normalmente lavora.

Questo è un punto importante per chi utilizza l’unità come disco di lavoro permanente e non solo per trasferimenti occasionali.

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Analisi dei costi: upgrade Apple o soluzione esterna?

Arriviamo al nodo economico ricordando ai nostri lettori quali sono oggi i Mac che hanno a bordo Thunderbolt 5.

Portatili Apple con Thunderbolt 5

  • MacBook Pro 14″ con M4 Pro / M4 Max — 3 porte Thunderbolt 5
  • MacBook Pro 16″ con M4 Pro / M4 Max — 3 porte Thunderbolt 5

Desktop Apple con Thunderbolt 5

  • Mac mini con M4 Pro — 3 porte Thunderbolt 5
  • Mac Studio (M4 Max) — 4 porte Thunderbolt 5
  • Mac Studio (M3 Ultra) — 6 porte Thunderbolt 5

Se prediamo in esame il Mac mini M4 Pro passare da 512 GB a 2 TB su un Mac mini M4 Pro sul configuratore Apple comporta un sovrapprezzo di circa 800 euro. È una cifra significativa per 1,5 TB in più.

La soluzione TerraMaster D1 Pro più Samsung 990 Pro da 2 TB si colloca intorno ai 520–560 euro complessivi (269+289 al massimo senza contare sconti e offerte), considerando prezzi medi Amazon. Il risparmio è nell’ordine dei 240–280 euro e vi ritrovate 1/2 TB in più oltretutto trasportabile e più veloce pure del disco interno. Il vantaggio cresce ovviamente all’aumentare dei TB aggiunti perchè si ammortizza meglio il costo del case.

Oltre al risparmio diretto, c’è un vantaggio strutturale: l’SSD può essere riutilizzato su altri dispositivi, trasferito su un PC Windows, su un NAS o su una futura macchina. Non è legato indissolubilmente a un singolo Mac.

Il rovescio della medaglia è evidente: si tratta di un’unità esterna, richiede un cavo e seppure trasportabile occupa parecchio spazio sulla scrivania. Ma per molti professionisti questo è un compromesso accettabile, soprattutto considerando la flessibilità e il risparmio e l’avere a disposizione uno strumento anche per la condivisione a prova di futuro.

Va inoltre citato il modello TerraMaster D1 Plus, limitato a 40Gbps e ancora efficiente per flussi video 4K ma decisamente più economico. Per chi non dispone di Thunderbolt 5 o non necessita del massimo teorico disponibile, può rappresentare una scelta più razionale, con un risparmio ulteriore sul case.

Conclusioni

TerraMaster D1 Pro non è un accessorio qualsiasi. È una soluzione di storage pensata per chi vuole prestazioni da SSD interno senza pagare il sovrapprezzo Apple, mantenendo al tempo stesso portabilità e versatilità multipiattaforma.

Le velocità reali superano di parecchio i 6 GB/s, la gestione termica è assolutamente convincente anche dopo ore di lavoro e la compatibilità con Mac e Windows è ampia, a patto di scegliere il formato corretto e configurare adeguatamente la cache su Windows.

Il prezzo non è basso in senso assoluto, ma è coerente con l’ambizione del prodotto. Se l’obiettivo è trasformare lo storage esterno in un’estensione credibile della macchina principale, il D1 Pro centra il bersaglio.

Pro

  • Stabilissimo dal punto di vista termico – non si surriscalda
  • Velocità elevata per qualsiasi flusso di lavoro super impegnativo
  • Custodia di trasporto inclusa
  • Compatibile con USB4 e varie versioni di USB-C, velocissimo per scambi tra Mac e PC
  • Soluzione vantaggiosa per abbattere i prezzi della RAM Apple

Contro

  • Ingombrante
  • Prezzo elevato

Prezzo al pubblico

D1 SSD Pro costa di listino 269,99 € IVA compresa e attualmente è in sconto del 15% su Amazon, fino al 5 Marzo è disponibile un ulteriore sconto con coupon del 5% che porta il prezzo finale a meno di 216 € IVA compresa. Il codice per lo sconto è PKHMNBFM. Verificate che sia valido sia per gli account consumer che per quelli business su Amazon.

Versione D1 Pro (interfaccia Thunderbolt 5 – quella in prova)

Versione D1 Plus (Interfaccia USB 4)

Dischi SSD da abbinare

Il Terramaster D1 Pro supporta dischi fino a 8 TB. Ecco alcuni dischi in grado potenzialmente di saturare la banda permessa da Thunderbolt 5 in lettura e scrittura. Abbiamo tralasciato i modelli con velocità inferiore e di molto superiore.

Samsung 

Lexar

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