Gli italiani vorrebbero controllare sempre più parametri direttamente dal polso, a cominciare dalla pressione arteriosa, ma nella pratica il monitoraggio resta spesso occasionale e oltre metà di chi effettua le misurazioni non conserva nemmeno uno storico dei valori.
È uno dei dati che emergono dalla Italian Heart Behavior Survey, ricerca realizzata da AstraRicerche per Huawei su 1.011 italiani tra i 30 e i 75 anni e 200 medici di medicina generale e cardiologi. L’indagine è stata commissionata in occasione del lancio di HUAWEI WATCH D3, lo smartwatch che integra nel cinturino un piccolo airbag per la misurazione della pressione arteriosa.
Cambio di stagione e sbalzi termici: quando cresce l’attenzione ai propri valori
Il cambio di stagione è una delle circostanze nelle quali aumenta l’attenzione verso i propri parametri. Il 15,7% degli intervistati indica infatti i passaggi stagionali tra i momenti in cui sente maggiormente la necessità di effettuare un controllo. Pesano però di più i periodi di caldo estivo, indicati dal 39,3%, e quelli caratterizzati da elevato stress lavorativo o personale, al 36,4%.
Un altro risultato riguarda la percezione dei segnali inviati dal corpo. Il 55,1% degli intervistati ritiene che una pressione elevata si manifesti sempre attraverso disturbi fisici, mentre il 29,3% tende ad associare il semplice “sentirsi bene” alla normalità dei propri valori. La pressione alta può invece essere presente anche in assenza di sintomi evidenti e per conoscerne i valori è necessaria una misurazione.
Anche le risposte dei medici evidenziano un problema di consapevolezza. Per il 55,5% dei professionisti intervistati almeno quattro pazienti ipertesi su dieci non sarebbero consapevoli della propria condizione. Si tratta della percezione dei 200 medici coinvolti nell’indagine e non di una stima epidemiologica riferibile automaticamente all’intera popolazione italiana.
Il sonno e le misurazioni durante la notte
Il riposo notturno è uno degli aspetti meno associati al controllo della pressione. Secondo la Italian Heart Behavior Survey, solo il 14,2% degli italiani prenderebbe in considerazione una misurazione della pressione dopo aver dormito poco. La ricerca è stata condotta da AstraRicerche per Huawei nel settembre 2026 tramite interviste online su un campione rappresentativo di 1.011 cittadini italiani tra 30 e 75 anni, affiancato da una seconda indagine condotta su 200 medici di medicina generale e cardiologi.
Le rilevazioni notturne suscitano invece maggiore interesse quando possono avvenire automaticamente. Il 43,5% dei medici intervistati considera particolarmente utile poter disporre di valori raccolti durante il sonno, mentre il 36,6% degli italiani mostra interesse per dispositivi capaci di effettuare misurazioni automatiche anche nelle ore notturne.
È uno degli ambiti nei quali intervengono gli smartwatch dotati di monitoraggio ambulatoriale della pressione nelle 24 ore, o ABPM. Nel caso di HUAWEI WATCH D3 le letture possono essere programmate durante il giorno e vengono effettuate automaticamente durante il sonno, quando non è necessario assumere la posizione richiesta per una normale misurazione da svegli. Il gonfiaggio del piccolo airbag al polso resta comunque percepibile, anche se è meno ingombrante rispetto al manicotto di un misuratore tradizionale.
Dallo sport al monitoraggio dei parametri di salute
La ricerca mostra anche come sia cambiato il modo in cui vengono percepiti i dispositivi indossabili. L’80,6% del campione considera lo smartwatch un possibile alleato per la salute e il benessere, andando quindi oltre il solo utilizzo legato all’attività sportiva.
Tra i parametri che gli italiani dichiarano di voler controllare al polso, la pressione arteriosa raggiunge il 56,4%, mentre l’ossigenazione del sangue raccoglie il 34,9%. Sono percentuali che descrivono le aspettative degli intervistati verso la tecnologia indossabile e non equivalgono, naturalmente, a una valutazione dell’efficacia medica dei singoli dispositivi.
Prima e dopo l’attività fisica
Il monitoraggio interessa anche i momenti nei quali l’organismo è sottoposto a uno sforzo. Il 52,0% degli intervistati dichiara di avvertire maggiormente l’esigenza di controllare i propri parametri in concomitanza con sollecitazioni intense, mentre il 35,5% mostra interesse per dispositivi capaci di raccogliere informazioni anche in mobilità e fuori casa.
HUAWEI WATCH D3 prevede anche la misurazione della pressione prima e dopo alcune attività fisiche. In questo caso le letture permettono di osservare come cambiano i valori in relazione allo sforzo e di conservarne uno storico nel tempo. Huawei precisa che questi dati hanno finalità di riferimento e non devono essere utilizzati autonomamente come base per diagnosi o trattamenti medici.
La forza dello storico: oltre la singola misurazione
Uno dei dati più interessanti dell’analisi di AstraRicerche riguarda proprio la continuità. L’88,0% dei medici intervistati ritiene importante poter valutare informazioni longitudinali, cioè l’andamento dei valori nel tempo, le variazioni nel corso della giornata e la regolarità delle misurazioni.
Nella pratica, però, il 52,5% di chi misura la pressione a casa non annota i propri valori, mentre il 26,6% utilizza ancora un diario cartaceo. È qui che uno smartwatch o un altro dispositivo capace di registrare automaticamente le misurazioni può avere un vantaggio pratico: evitare che le singole letture rimangano isolate e permettere di ricostruire una sequenza ordinata nel tempo.
Uno storico di questo tipo può essere utile anche quando deve essere condiviso con il medico, che rimane il riferimento per interpretare i valori e decidere se siano necessari ulteriori controlli. Il vantaggio della tecnologia indossabile sta quindi soprattutto nella continuità della raccolta e nell’organizzazione dei dati, più che nella singola misurazione effettuata occasionalmente.



















