Quando si parla di power bank magnetici per iPhone, di mezzo c’è sempre il compromesso: più capacità significa più spessore e più peso, mentre la compattezza comporta inevitabili rinunce in termini di autonomia e spesso anche velocità.
Il Baseus PicoGo (AM41) tenta di distinguersi in questo equilibrio delicato: 5.000 mAh, aggancio compatibile MagSafe, ricarica cablata fino a 20 W, ricarica wireless a 7,5 W. Ma accanto prova anche a metterci il vantaggio di uno spessore che scende sotto gli 8 millimetri, tra i più ridotti del mercato, paragonabile a quello di alcune batterie di fascia elevata che però costano almeno il doppio.
L’obiettivo è quello di trasformare il power bank magnetico, spesso scomodo e da usare con parsimonia, in un accessorio da lasciare sempre attaccato all’iPhone senza problemi di gestione.

Design e qualità costruttiva
Il primo elemento distintivo è proprio la forma. Con circa 7,6 mm di spessore e poco più di 100 grammi di peso, il PicoGo AM41 è più sottile dell’iPhone stesso.
Baseus raggiunge questo risultato combinando lega di alluminio e uno strato interno in grafene, una soluzione che migliora la dissipazione del calore anche quando gli spazi sono molto contenuti.
Ottimi i materiali. La superficie a contatto con il telefono è rivestita in silicone con nano-coating: non trattiene impronte, non scivola e riduce il rischio di graffi sulla back cover anche se tende a raccogliere polvere.
L’aggancio magnetico è preciso e potente, con allineamento immediato sugli iPhone dalla serie 12 in poi. I quattro LED (più uno che segnala l’attivazione della carica magnetica) indicano lo stato della batteria in modo discreto ma leggibile.
Presente anche un pulsante laterale per avviare o interrompere la ricarica e un sistema di protezione con monitoraggio costante della temperatura tramite sensore NTC, un aspetto importante per un accessorio che lavora a stretto contatto con lo smartphone.
La ricarica della batteria interna avviene infine a 15 W: i 5.000 mAh vengono ripristinati in circa 80 minuti.
Ergonomicamente c’è poco da criticare. Il Baseus PicoGo aumenta di poco il peso dell’iPhone, si impugna facilmente e ha una solida presa magnetica.

Caratteristiche tecniche e ricarica
Quando si passa alle funzioni si deve dare attenzione particolare alla batteria da 5.000 mAh e alla singola porta USB-C. Collegato via cavo a un iPhone recente, è in grado di attivare una ricarica discretamente rapida (20W), anche se distante dai 36/37 W di cui sono capaci i nuovi iPhone. In ogni caso, si tratta di una potenza ancora ampiamente diffusa tra i caricabatterie in commercio.
Sul fronte wireless il Basus PicoGo appartiene alla generazione precedente: si ferma infatti a 7,5 W contro gli ormai comuni 15W. Il produttore qui Baseus ha preferito un abbattimento dei costi delle component, compattezza e controllo termico rispetto alla potenza massima.
I 5.000 mAh (18 Wh) rappresentano una capacità discreta di energia ma non sufficiente a ricaricare interamente da zero un iPhone di oggi. Il nostro iPhone 17 Pro è passato, per la precisione, dal 22% al 95% usando il cavo (20 W misurati). Il dato rientra nel range di dispersione classica di un power bank di questo tipo, con una velocità di ricarica del 50% in circa 40 minuti.
La dispersione è stata abbastanza alta (il 35% contro una media del 20/25% delle migliori batterie), ma il dato è probabilmente influenzato dallo spessore molto ridotto e dal fatto che la batteria ha mantenuto quasi fino in fondo i 20W di potenza richiesti dall’iPhone 17 Pro.
La ricarica magnetica da 7,5 W è stata molto più lenta. In due ore e dieci ha ricaricato dal 19 al all’80%f fornendo alla batteria circa 2400 mAh. In pratica è stato ceduto circa 45% della carica disponibile con una dispersione piuttosto elevata ma non inusuale per un Power Bank magnetico.
Qui il problema prima della dispersione è la potenza. Con l’iPhone sotto carico — navigazione, streaming video, gioco con luminosità elevata e processi in background — i 7,5 W non riescono a ricostruire la carica, ma al massimo riescono a mantenerla in equilibrio. I 2400 mAh trasferiti si traducono in un’estensione dell’autonomia di una novantina di minuti.
In compenso, sotto carico prolungato la scocca diventa appena tiepida senza raggiungere livelli critici. La combinazione di alluminio, grafene e controllo elettronico mantiene le temperature entro soglie sicure. Questo rende il PicoGo AM41 più rassicurante rispetto a molti magnetici economici, oltre che più comodo da maneggiare.

Conclusioni
Il Baseus PicoGo AM41 è un power bank da interpretare correttamente. Non punta su autonomia elevata o ricarica wireless veloce, ma su spessore minimo, peso ridotto e uso quotidiano.
Il vero punto di forza è il design: sottile, leggero, ben costruito e con una gestione termica convincente. Attaccato all’iPhone quasi non si sente e può restare applicato senza creare fastidi.
Via cavo si comporta onorevolmente: i 20 W permettono di recuperare rapidamente una buona percentuale di batteria anche se c’è parecchia dispersione. I 7,5 W in wireless rappresentano il limite più evidente: la ricarica non ha una dispersione particolarmente elevata ma è lenta e poco potente, più adatta a mantenere che a ricostruire davvero l’autonomia.
Baseus PicoGo è quindi consigliato a chi cerca un salvagiornata compatto, da usare ogni giorno senza ingombro, utile per rabboccare la batteria o avere una discreta riserva di energia sempre pronta per arrivare alla fine della giornata-
Non è invece adatto a chi vuole una carica completa e utilizzando spesso il telefono sotto stress vuole una ricarica magnetica veloce e capace di tenere vivo l’iPhone a lungo.
Prezzo e disponibilità
Il Power Bank Baseus PicoGo AM41 costa di listino 35,99 euro, un prezzo più o meno in linea con i prezzi dei migliori prodotti con le sue caratteristiche e nella sua fascia. Si trova però spesso in sconto. Al momento ad esempio lo pagate 26,99 euro.


















