Un prodotto in pieno stile Apple: alta qualità dei materiali, tecnologie sofisticate ed esclusive e l’integrazione con un ecosistema ricco e che opera in maniera trasparente. Sarebbero queste le carte su cui Apple punta per offrire sul mercato quegli occhiali connessi di cui si parla da tempo e che arriveranno sul mercato quanto diversi altri si saranno già fatti largo nella coscienza dei consumatori.
Di come saranno gli “Apple Glasses” (chiamamoli così..) c’è qualche cenno nella nuova newsletter di Mark Gurman che affronta, oltre al tema dell’intelligenza visuale, anche quello dei dispositivi che la sfrutteranno.
Il passaggio agli occhiali con Ai resta un punto di svolta per Apple. Se infatti nell’ambito della Realtà Virtuale il Vision Pro, al pari di altri prodotti simili, sembra essere respinto dai consumatori (per limiti hardware o mancanza di contenuti e scenari d’uso VR convincenti), per gli occhiali connessi sembrano esserci prospettive migliori: una società come Counterpoint Research ha previsto per questi una crescita notevole, come evidenziato dal balzo del 110% segnato nel solo primo trimestre del 2025.
Cosa differenzierà gli occhiali Apple da quelli Meta?
Il rivale da battere è Meta che si muovo (in particolare sui Ray-Ban Meta) da tempo in questo settore con prodotti commercializzati e pubblicizzati ampiamente.
Apple punterebbe sulla versatilità dell’hardware. Se l’azienda di Zuckerberg offre un dispositivo con un unico sensore a basso consumo che deve destreggiarsi tra le funzioni di computer vision e l’acquisizione di media in alta risoluzione, Apple userebbe sensori specializzati.
Gli occhiali di Cupertino integrerebbero diverse videocamere dedicate, ognuna di queste specializzate in determinate funzioni, con sensori riservati all’analisi dell’ambiente, altri all’intelligenza artificiale, altri ancora destinati solo a occuparsi di foto e video.
Poi Apple intende marcare la distanza in termini di hardware offerto; per giustificare il posizionamento premium, Cupertino sembra voler scommetterebbe su materiali di fascia più alta e soprattutto su un’architettura ottica radicalmente diversa.
Per battere Meta Apple giocherebbe infine le sue carte anche nell’ambito software, con un duello annunciato tra Siri e Meta AI.
Tra le sfide che si trova a superare Apple, la necessità di creare un prodotto a prezzo accessibile, evitando gli stessi errori di posizionamento di un prodotto come Vision Pro. L’obiettivo è un giusto equilibrio tra l’eccellenza dei materiale offerti e un prezzo non troppo esagerato che rischia di poter finire solo nelle mani di quei pochi che se lo possono permettere.
Divergenze filosofiche
Alla fine, la sfida tra Apple e Meta potrebbe essere una sfida anche di divergenze filosofiche: da un lato Meta cerca l’efficienza e integrazione con i suoi servizi in un design classico ma a basso costo; dall’altra Apple pronta a rendere più completo e complesso l’hardware per garantire qualità di immagini e di riconoscimento superiori e la “solita” differenza offerta dalla privacy. Al momento le due aziende sono tutte e due convinte di essere dalla parte giusta: saranno, come sempre, gli utenti a decretare il vincitore sul mercato.
Come abbiamo riferito già altre volte, il CEO di Appe, Tim Cook, adora l’idea di realizzare gli occhiali: leggeri, comodi, indossabili tutto il giorno e capaci di mostrare informazioni sul mondo reale, rispondere a comandi vocali, integrarsi con Siri, Apple Maps, l’App Store. Un dispositivo “magico”, come fu l’iPhone nel 2007.












