Recensione Gear Fit 2: bello, preciso, funzionale, ma l’autonomia delude

Dopo il rilascio dell'app iOS, e la conseguente compatibilità con iPhone, Macitynet testa Gear Fit 2, il bracciale Samsung dedicato al Fitness: bello e funzionale, ma dura poco.

Gear Fit 2 ha ormai un po’ di mesi sulle spalle, ma il recente rilascio in App Store dell’applicazione ufficiale, che lo rende compatibile con iOS, dona alla smartband Samsung nuova e rinnovata vita, almeno tra l’utenza Apple. Lo abbiamo testato, ed ecco cosa ne pensiamo. E’ un valido acquisto?

L’apertura della confezione non riserva particolari sorprese; oltre al bracciale e alla manualistica è presente la piccola base di ricarica del bracciale. E’ magnetica, ragion per la quale attirerà in sede la smartband, quale che sia l’orientamento in cui la si inserisce. Il bracciale presenta un cinturino di ottima fattura, morbido e flessibile quanto basta per poterlo indossare comodamente nell’arco di tutta la giornata. Lo abbiamo utilizzato intensamente per diverse settimane, sia durante il fitness, sia nel quotidiano, senza riscontrare alcun segno di usura evidente.  Gear Fit 2 si indossa bene anche per via delle dimensioni e del peso, davvero contenuti, pari a 5,1 x 2,4 x 1,2 cm, per 32 grammi. Al polso, insomma, lo si dimentica di avere, anche per via dello schermo ricurvo, che rappresenta certamente la caratteristica di maggior pregio.

gear fit 2

Si tratta di un’unità OLED curva da 1.50 pollici, con una risoluzione di 216 x 432. Un display praticamente perfetto per un’accessorio di questo genere, anche per via dei menù, quasi interamente tutti a sfondo nero, dove risaltano massimamente tutti i dati forniti dalla smartband, grazie a colorazioni molto forti, che risaltano sul nero profondo del display. Questo consente di avere sempre ben visibili tutti i dati disponibili sul display, così che anche durante la corsa, ad una semplice occhiata, sarà possibile prendere visione di tutte le informazioni necessarie.

Lo schermo è tattile, ma Gear Fit 2 dispone anche di tue tasti laterali, grazie ai quali sarà possibile tornare indietro, o alla home, oltre a gestire le schermate dedicate all’attività fitness. Il sistema operativo richiede qualche piccolo allenamento per l’utente, che dopo poche ore risulterà però semplice ed intuitivo. Basta girare il polso per risvegliare lo schermo, gesture che funziona praticamente 10 volte su dieci, mentre con semplici slide verso sinistra sarà possibile visionare i menù più importanti della UI, come quelli relativi al conteggio passi, calorie bruciate, ai piani percorsi, agli allenamenti e al battito cardiaco. Già, perché naturalmente Gear Fit 2 dispone di un sensore che monitora il battito ad ogni richiesta, in alcuni casi automaticamente durante la giornata, o in tempo reale durante un allenamento.

Gear Fit 2, come del resto suggerisce lo stesso nome, è una smartband destinata agli sportivi e all’attività fisica. Prima di questo, però, è bene sottolineare che l’accessorio funziona anche come notificatore, potendo leggere direttamente a schermo tutte le notifiche in entrata sullo scmartphone. Purtroppo sarà possibile rispondere solo con emoji o frasi pre impostate (solo su Android); a differenza degli samrtwatch Gear, non sarà in alcun modo possibile utilizzare la dettatura vocale per rispondere, né su iOS, né su Android. Certo si tratta di una lacuna importante, ma assolutamente giustificata dalla tipologia di indossabile, destinata per l’appunto al fitness. Le notifiche, oltre ad apparire per qualche secondo a schermo intero, saranno tutte richiamabili con un semplice swipe verso destra, a partire dalla home.

Ed allora, proprio perché Gear Fit 2 è destinato agli sportivi, non poteva mancare la prova sul campo. Avviando una corsa il bracciale chiederà all’utente se voler utilizzare o meno il GPS. Già, tra le migliori e principali caratteristiche della smartband la presenza di un modulo GPS interno. Questo vuol dire che, durante un allenamento, sarà possibile utilizzare il bracciale come unità stand alone, potendo lasciare lo smartphone a casa. Durante una corsa, ad esempio, non sarà in alcun caso necessario l’abbinamento con il proprio cellulare, dato che Gear Fit 2 è in grado di tracciare qualsiasi dato del proprio allenamento in totale autonomia, posizione compresa.

E’ questo il bello della smartband Samsung, che consente massima libertà: basta solo il bracciale al polso per avere un quadro completo del proprio allenamento. Tornando a casa, poi, in totale tranquillità sarà possibile sincronizzare i dati con il proprio smartphone, per poter vedere il registro attività su uno schermo più grande. Non c’è nulla da temere nemmeno per quanto concerne il reparto musicale: Gear Fit 2 dispone di 4GB di memoria dedicato alle canzoni: sarà sufficiente trasferire la propria playlist al bracciale, abbinare una cuffia bluetooth, e godersi la musica durante l’allenamento, senza che sia necessario abbinare lo smartphone. Insomma, un bracciale che durante le attività sportive non ha alcuna necessità del cellulare di supporto.

Venendo al funzionamento, durante le nostre prove abbiamo sempre riscontrato massima precisione nei dati restituiti dal bracciale. Anzitutto, sono bastati pochi secondi a Gear Fit 2 per ottenere la posizione, così che sin dall’inizio ha potuto tracciare anche a livello geografico il percorso seguito. Il bracciale mostra a schermo, su sfondo nero, tutti i dati relativi alla corsa, con caratteri verdi, massimamente visibili, ben posizionati e sempre leggibili. A schermo appare anzitutto un timer, con il battito cardiaco sempre in bella vista. Sono sufficienti poi pochi slide per ottenere altre informazioni, come la distanza, le calorie bruciate, il ritmo mantenuto e la velocità. Insomma, a portata di mano, anzi di polso, sono sempre visibili tutte le info sulla corsa. Una piccola chicca, poi, è data dalla pausa automatica: quando ci si ferma il bracciale metterà in pausa automaticamente la sessione, per riprenderla non appena si inizia nuovamente a correre.

Tra le altre impostazioni, è possibile impostare intervalli in km per ottenere avvisi a schermo, così da essere sempre informati al raggiungimento di determinate distanze. Insomma, un bracciale davvero completo, che permette a chiunque di svolgere la propria attività fisica, senza necessità di utilizzare altri dispositivi di supporto. E’ possibile addirittura vedere una miniatura della cartina geografica direttamente sul display del Gear Fit 2, per avere immediatamente sott’occhio la posizione nella quale è avvenuto l’allenamento.

Note dolenti

Banalmente, la batteria. Se Gear fit 2 viene utilizzato nel quotidiano, come orologio e notificatore, la batteria riesce tranquillamente a superare il giorno e mezzo. Come già anticipato, però, la funzione principale della smartband è quella di Fitness tracker. Durante un allenamento di appena mezz’0ra, con GPS attivo, luminosità media e sensore del battito in funzione, la batteria è scesa del 21%. Si tratta di dati non troppo confortanti, ipotizzando che 30 minuti di corsa sono catalogabili come attività blanda, amatoriale. Pensare di tracciare una sessione più lunga, ad esempio le attività ciclistiche, equivale a scaricare quasi totalmente la batteria ben prima della fine dell’allenamento.

Di contro, però, è doveroso sottolineare come Gear Fit 2 sia in grado di tracciare una miriade di allenamenti: dalla corsa, al tapis roulant, al ciclismo, alla camminata, alle escursioni, ma anche Step, Cyclette, Affondi, Crunch, Squat e Salti sul posto. Un personal coach valido anche in palestra.

Inoltre, tra le attività leggermente imprecise che la smartband sembra restituire quella relativa ai piani: alle volte, anche durante un tragitto in macchina, il bracciale ha incrementato il numero dei piani saliti, senza ovviamente trovare riscontro nella realtà.

Applicazione

L’applicazione Gear Fit 2 è piuttosto semplice, e a dire il vero lo store integrato non sembra offrire parecchie soddisfazioni. La UI è abbastanza lenta quando si scorre il Gear Store tra le app da poter installare, mentre è fluida nei menù di gestione e configurazione della smartband. Da qui è possibile, ad esempio, gestire le notifiche in entrata, da visualizzare sul display della smartband. Di tutt’altro tenore, invece, è l’app S-Health di Samsung, scaricabile dal Google Play Store per Android, o incorporata in Gear Fit su iOS, che si sincronizza perfettamente con il bracciale e si trasforma in un registro virtuale di tutte le proprie attività. da qui è possibile visionare tutti i dati relativi ai propri allenamenti, e tenere traccia di eventuali miglioramenti. La UI dell’app è minimale e moderna, ma contiene davvero tante informazioni.

Conclusioni

Sicuramente bello da vedere, grazie ad un display OLED ben leggibile, comodo da indossare, preciso e completo quando si guarda a tutte le attività tracciate e ai dati registrati. Peccato solo per la batteria, che cala a vista d’occhio quando si avvia una qualsiasi attività fisica. Ad ogni modo, resta un compagno valido, 24 ore su 24, per tutti gli sportivi. Dotato di certificazione IP67, è possibile tenerlo al polso davvero per tutta la giornata.

Su Amazon si acquista a partire da 167 euro circa, direttamente a questo indirizzo, nelle diverse colorazioni rosa, nero e blu, e nelle diverse misure S o L.

Pro

  • Display OLED
  • Comodo
  • GPS integrato
  • Funzionale
  • S-Health app ben fatta
  • Permette di ascoltare musica senza smartphone

Contro

  • Durata batteria