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Recensione Xiaomi Piston 3, incredibili auricolari da 20 euro che suonano come quelle da 100

Si possono costruire cuffie che concorrono con prodotti da 100 euro e costano 20 euro? La domanda ce la siamo posta fin dall’inizio della nostra recensione delle Xiaomi Piston 3,  auricolari elogiatissime, specialmente all’estero, ma sfortunatamente, come vedremo, poco conosciute da noi, e che vengono appunto descritte come un prodotto capace di svolgere un testa a testa in fatto di qualità con quelli della fascia media del mercato ma di costare come un accessorio di bassa qualità, un accessorio, appunto, da 20 euro o poco più. La risposta l’abbiamo cercata in una prova di queste cuffie, partita con una presa di contatto con l’eccellente packaging e terminata con un paio di giorni di ascolto.

Fin dall’imballo si comprende che le auricolari Xiaomi, terza versione di una serie avviata qualche tempo fa, non sono un prodotto come tanti. Abbiamo una scatola in cartone esterna che si apre per rivelare le istruzioni (totalmente in cinese) stampate all’interno, un sacchettino in plastica e all’interno una scatoletta di plastica simile per dimensioni a quella delle auricolari Apple. La più piacevole delle sorprese in fatto di packaging arriva dal sistema con cui le cuffie sono tenute in posizione all’interno della scatola: si tratta di un elemento in gomma preformata in maniera da funzionare non solo come imballo, ma per accompagnare l’utilizzatore offrendogli un sistema per avvolgere il cavo ed evitare grovigli. La presenzatazione è ottima, diremmo eccellente: le Piston 3 possono tranquillamente figurare come un regalo e apparire fin da subito come un accessorio di un costo significativo.

Anche le cuffie vere si distinguino a vista come un prodotto di alto livello, almeno in rapporto al costo. Il cavo è rivestito in tessuto rinforzato internamente in fibra di Kevlar; questo lo rende molto resistente allo strappo e molto difficile da aggrovigliare. Le auricolari, piccole e molto leggere, sono in plastica e metallo, totalmente in metallo è, invece, il  telecomando, così come il jack (placcato oro). La cura dei dettagli emerge dalla fine incisione al laser che produce una trama zigrinata e da altri dettagli. Tutti i materiali sono robusti e in nessun luogo Xiaomi pare avere lavorato al risparmio.

Dal punto di vista ergonomico c’è poco o nulla di cui lamentarsi. Le auricolari hanno una doppia angolatura: quella della struttura vera e propria e quella dei gommini che si introducono nelle orecchie. Questo tiene gli elementi d’ascolto molto vicini alle orecchie e perfettamente orientati verso il cavo auricolare. La comodità è accentuata dalla possibilità di variare le dimensioni dei gommini grazie all’assortimento che troviamo nella scatole. Una volta indossate è facile dimenticarsi di averle indossate. Non si tratta di cuffie sportive perchè mancano alcune caratteristiche fondamentali tra cui la resistenza al sudore e un sistema che le trattiene con fermezza all’interno delle orecchie, ma sono sufficientemente stabili per non dare problemi quando si cammina di fretta e persino se si prova a correre.

Anche stilisticamente le Piston 3 sono, a nostro parere, molto belle. Hanno linee pulite, uno stile minimalista che ben si abbina al colore nero opaco e al metallo. Il design alterna linee squadrate e profili curvilinei così da rendere tutto l’assetto molto piacevole, al punto da essere tra le più belle auricolari che abbiamo visto in questi ultimi anni, incluse alcune da 200 euro… Non a caso Xiaomi ha vinto con le Piston 3 il Red Dot Design Award, un riconoscimento che ha vinto tra gli altri anche Apple con alcuni suoi prodotti.

La vera sorpresa arriva però quando si accende l’iPhone. Il suono è molto caldo, pieno, piacevole, virato sulle tonalità medie e basse, suono che diventa dopo una decina di ore di utilizzo ancora più definito e bilanciato anche se restano i bassi la specialità della casa. Abbiamo provato varie canzoni che utilizziamo per testare prodotti anche di fascia alta e dobbiamo dire che le Piston 3 quando si tratta di “pompare” il suono, riescono a tenere facilmente la scia di auricolari di grande marca che vengono venduti a cinque o sei volte il prezzo delle Xiaomi. L’azienda cinese spiega nel suo sito, straordinarimente informativo se si considera che stiamo parlando di auricolari che sono vendute ad una ventina di euro, tutte le soluzioni di ingegnerizzazione, tra cui l’uso di una membrana a triplo strato con al centro un foglio metallico; questo processo, assieme ad una particolare configurazione della camera di risonanza alle spalle della membrana e al disegno del condotto, dovrebbe essere la ragione per cui i bassi suonano tanto potenti e profondi.

Design a parte, anche se le tonalità più acute tendono ad essere un po’ sommerse da altre frequenze, è difficile non apprezzare la resa che le Piston 3 hanno su un grande numero di tipologie musicali. Acustica, rock, pop, specialmente, ma anche la voce umana, hanno tuttae una loro sua precisa dimensione nella gamma sonora delle cuffie. Ottima anche l’insonorizzazione  e la separazione destra-sinistra con un valido effetto palco. L’unico difetto delle cuffie dell’azienda cinese deriva dalla tendenza a distorcere il suono quando il volume sale oltre un certo livello; in questa situazione le note si impastano e i bassi coprono tutto il resto in maniera più accentuata di diverse concorrenti.

Molto buona anche la resa in telefonata. Il suono della nostra voce arriverà molto chiaro al nostro interlocutore e la sua voce sarà altrettanto chiara per noi. È evidente che Xiaomi quando ha costruito queste cuffie le ha pensate come un accessorio pensato anche per accompagnare un cellulare, prima che come un semplice sistema per ascoltare musica, una considerazione che sembra banale visto che oggi il 99% della musica in mobilità viene consumata da un telefono, ma che provando cuffie di altri produttori, specialmente nel settore delle cuffie a basso costo, non appare così scontata.

L’unico difetto tangibile delle Piston 3 deriva dal telecomando, almeno se si parla di utenza iPhone. In pratica l’unica cosa che potremo fare (oltre a controllare Siri) in campo musicale sarà avviare e mettere in pausa la musica, non funzioneranno i tasti volume nè l’avanti e indietro delle tracce. Si tratta infatti di cuffie studiate per il mondo Android e hanno tutti i limiti di questo tipo di cuffie quando vengono usate con il mondo dei dispositivi Apple.

In conclusione della nostra prova, come altri, non abbiamo potuto fare altro che constatare che Xiaomi, come riesce a fare cellulari da 500 euro e a venderli a 200, riesce davvero a fare cuffie da 100 (e oltre) euro e a venderle a 20 euro. Le Piston 3 hanno un design ricercato e intelligente, sono realizzate con materiali di qualità, costruite in maniera pressochè perfetta, sono ergonomiche e leggere, e vendute in una confezione accattivante e funzionale, in più suonano egregiamente, specialmente dopo alcune ore di utilizzo, fornendo un suono molto piacevole e coinvolgente anche se un po’ virato su tonalità scure, il che per molti potrebbe essere un pregio. Non sono cuffie studiate per il mondo iPhone, come dimostra il telecomando quasi inutile per l’universo iOS, ma non deluderanno neppure un utente Apple esigente e alla ricerca delle migliori prestazioni al minor prezzo possibile.

La auricolari Piston 3 di Xiaomi sono in vendita da differenti operatori del marketplace di Amazon. Noi le abbiamo ottenute da Feeego che le vende all’irrisorio, per la qualità, prezzo di 21,99 euro spedizione inclusa e siamo anche certi che ha prodotti originali. Un ammonimento non pleonastico: quando si tratta di Xiaomi è infatti sempre dietro l’angolo il rischio del falso.

Recensione Xiaomi Piston 3

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