Negli anni abbiamo seguito con attenzione e interesse il mercato degli eBook e degli eReader: Kindle, Kobo e tutto il resto. Però non avevamo ancora incontrato un apparecchio come questo: grande poco più di una targhetta da supermercato, privo di qualsiasi orpello (niente touch, niente retroilluminazione) ma armato di una fenomenale community che ha prodotto anche versioni alternative (e di valore, come CrossPoint) del suo microsistema operativo. X4 della cinese xTeink (e la variante ancora più piccola X3) è il primo lettore di eBook che ci abbia emozionato dopo tanto tempo. Sempre in tasca con noi, perfetto per staccare gli occhi dal telefono ma continuare a leggere, di ottima qualità costruttiva, notevole definizione del pannello, da quando è arrivato dopo l’ordine al negozio cinese ufficiale (69 dollari con spedizione scontata, ma si trova anche sugli store come Alibaba) stiamo macinando un libro dopo l’altro con rinnovato entusiasmo. Cos’altro dire? Ecco la nostra recensione.
Un oggetto che non assomiglia a nessun altro
Il primo impatto con xTeink X4 è di straniamento. Misura 114 per 69 millimetri, è spesso meno di sei millimetri, pesa 74 grammi: meno di uno smartphone di fascia bassa, meno di un taccuino tascabile. Meno di qualsiasi cosa che non sia un biglietto da visita. Il display e-ink da 4,3 pollici risolve a 480 per 800 pixel, con una densità di 220 PPI che garantisce una resa testuale nitida e piacevole alla lettura. Niente vetro temperato, niente strato tattile, niente luce frontale: solo carta digitale, come si diceva una volta quando la tecnologia e-ink sembrava ancora una promessa del futuro.
Il telaio è disponibile nelle colorazioni Space Black e Frost White. La navigazione avviene attraverso pulsanti fisici per l’accensione e il cambio pagina, posizionati con una logica che privilegia l’uso a una mano. La connettività include Wi-Fi a 2,4 GHz e Bluetooth, mentre per lo storage si parte dai 32 gigabyte della schedina inclusa con possibilità di espansione cambiando microSD fino a 512 gigabyte.
La batteria da 650 mAh è l’altra sorpresa: con un uso normale si arriva a quattordici giorni prima di dover cercare un cavo USB-C. Per un lettore che legge un’ora al giorno, questo significa settimane di autonomia reale.
Il cuore: processore, firmware e formati supportati
Sotto la scocca lavora un processore ESP32, la stessa piattaforma che anima buona parte dei progetti maker di tutto il mondo, affiancato da 128 megabyte di RAM. È una scelta precisa: non si tratta di un sistema operativo mobile ridotto, ma di un firmware minimalista basato su FreeRTOS, pensato per fare una sola cosa e farla senza sprechi. I formati supportati dal firmware originale sono EPUB e TXT per i testi, JPG e BMP per le immagini. Niente app di terze parti, niente store integrato, niente dizionario. Lingua di sistema: cinese o inglese.
Il caricamento dei libri avviene via microSD o in wireless, con un’app dedicata gratuita che gestisce l’importazione dei file. Gli aggiornamenti del firmware si installano via USB-C. L’interfaccia è spartana per definizione: non c’è nulla di superfluo, nulla che distragga dalla pagina.
Questa austerità è al tempo stesso il punto di forza e il tallone d’Achille del dispositivo. Chi viene da anni di Kindle o Kobo troverà l’esperienza iniziale spiazzante: niente sincronizzazione cloud automatica, niente Whispersync, niente acquisti in-app. Ma chi supera la soglia di setup iniziale scopre uno strumento che toglie ogni attrito tra lettore e testo.
La community che ha riscritto tutto
La vera anomalia di xTeink X4 è quello che è successo dopo il lancio. Una community attiva su Reddit (il subreddit r/xteinkereader conta ormai centinaia di post e aggiornamenti mensili) ha prodotto due firmware alternativi open source che cambiano radicalmente l’esperienza d’uso.
Il primo si chiama CrossPoint e permette di aprire nativamente file EPUB senza necessità di strumenti di conversione aggiuntivi, semplificando in modo sensibile il flusso di lavoro rispetto al firmware stock. Il secondo, PapyriX, è un fork più leggero costruito su PlatformIO con ESP32-C3, che propone un’interfaccia più elaborata e un supporto migliorato per font e immagini. Entrambi richiedono il flashing manuale, operazione che non è alla portata di tutti ma che la community documenta con dovizia di guide e tutorial.
Chi vuole portare i propri libri in formato digitale dal computer al dispositivo può farlo anche tramite Calibre, il software open source di gestione degli e-book per Windows, Mac e Linux: collegando xTeink X4 via USB-C appare come un’unità di memoria esterna, e da lì i file si copiano direttamente sulla microSD. In alternativa, il Content Server di Calibre consente l’accesso wireless alla libreria tramite l’indirizzo IP della rete locale con l’uso di un plugin gratuito.
Chi è davvero questo dispositivo
Il principale rivale che viene tirato in ballo nelle discussioni online è M5Stack Paper S3, un kit maker basato su ESP32-S3 dual-core con 8 megabyte di PSRAM, touchscreen capacitivo da 4,7 pollici a 960 per 540 pixel e batteria da 1.800 mAh. Il confronto è istruttivo proprio perché mette in luce posizionamenti opposti: il Paper S3 è uno strumento di sviluppo che può diventare e-reader, mentre xTeink X4 è un e-reader che può diventare strumento di sviluppo. Il primo richiede competenze di programmazione per essere usato davvero, il secondo funziona già al momento dell’accensione.
Il prezzo di entrambi si aggira intorno ai 60-70 dollari, ma l’esperienza utente parte da punti di partenza radicalmente diversi. xTeink X4 è pensato per chi vuole leggere, subito, in tasca, senza pensarci. Il Paper S3 è pensato per chi vuole costruire qualcosa.
Limiti da conoscere prima di comprarlo
Sarebbe disonesto non elencare le mancanze strutturali di questo dispositivo. L’assenza di retroilluminazione lo rende inutilizzabile al buio senza una fonte di luce esterna. La mancanza di touchscreen obbliga a navigare con i soli pulsanti fisici, il che può risultare scomodo per chi è abituato alla gestualità moderna. Non c’è supporto per Libby, l’app americana per i prestiti bibliotecari digitali, né per quelle europee né per i libri con DRM (inclusi quelli di Adobe), né per i dizionari integrati. Bisogna avere dei libri “vergini”, insomma, e caricarseli da soli.
Inolrte, la RAM effettivamente disponibile per le operazioni di rendering è limitata, e su file molto pesanti o con formattazione complessa si possono avvertire rallentamenti. Il setup iniziale richiede una curva di apprendimento che per molti utenti potrebbe essere un ostacolo. Non è un dispositivo da regalare alla vecchia nonna ipermetrope né per chi cerca la semplicità assoluta “out of the box”: quella semplicità va conquistata.
La prova su strada
Al netto di tutte queste informazioni, è un mese che lo stiamo usando. Ci abbiamo letto cinque libri, con un ritrovato entusiasmo, e lo consideriamo la piattaforma di lettura più “tascabile” che abbiamo mai incontrato. Privo delle distrazioni del nostro iPhone, ci ha permesso di leggere nei momenti morti in cui un Kindle o un Kobo non sarebbero comodi (in tram, in coda alla posta, al bar sorseggiando un cappuccino, su una panchina aspettando un amico in ritardo) e anche in quelli “vivi”, sul divano o sulla nostra poltrona da lettura, a letto (con la lucetta del comodino abilmente orientata), in treno e in aereo.
Il firmware di serie viene aggiornato e oggi è arrivato a un buon livello, ma siamo migrati in realtà a Crosspoint quasi subito: si aggiorna wireless e si riesce a fare tutto, incluso passare i volumi della biblioteca Liber Liber e Gutenberg Project direttamente da Calibre, oppure gli articoli usando uno dei vari plugin che convertono le pagine web in epub e le inviano direttamente. Certo, non c’è un servizio di sincronizzazione via cloud e tutto è artigianale o, come direbbe un GenZ, “genuino”, ma a noi piace così.
La batteria è immensa, dura per sempre, mentre la leggibilità sul piccolo schermo, grazie all’ottima risoluzione, è pari a quella della carta: usiamo quasi sempre gli occhiali da lettura e da riposo senza problemi, ma ovviamente in questo tipo di cose dipende da come una persona ci vede. Lo schermo ha un ottimo equilibrio tra dimensioni ultra compatte e quantità di contenuto mostrato. Un bug singolare, eliminato da CrossPoint, era quello che faceva svanire quasi completamente il testo visualizzato sui modelli di X4 con scocca bianca, ma solo quando il sole è forte. La causa è nella mancata schermatura del cavo interno che passa i dati dal processore al display e-Ink (sul modello nero non succede). Comunque, come detto, un trucco software ha eliminato il problema. Effetto divertente, comunque.
L’emozione di un nuovo apparecchio porta sempre a usarlo di più, in prima battuta e questa, dopo un mese, non è certo una recensione di lungo tempo: capire se effettivamente i pulsanti resistano o la cover faccia il suo dovere proteggendo lo schermo da urti sfortunati ancora non è possibile dirlo. Tuttavia, è innegabile che la praticità estrema di questo dispositivo permette di portare con sé un discreto numero di libri da un lato e non dover cercare in borsa il reader tradizionale. Anzi, il rischio vero è perderlo (e non ci sarebbe modo di ritrovarlo, in questo caso, se non mettendo come schermata di blocco il proprio numero di telefono).
Conclusioni
xTeink X4 occupa una nicchia precisa e la occupa con personalità: è il lettore per chi vuole staccarsi dallo schermo dello smartphone senza portarsi dietro qualcosa di ingombrante, per chi ama il minimalismo come scelta e non come compromesso, per chi trova piacere nel tinkering e nella comunità che lo circonda. Non sostituisce un Kindle per chi vuole l’integrazione con un ecosistema di acquisto digitale, non sostituisce un Kobo per chi legge fumetti o cerca la retroilluminazione regolabile. Ma fa una cosa che quelli non fanno: sparisce in tasca.
Giudizio
Pro
– Dimensioni e peso eccezionali – Batteria con autonomia fino a 14 giorni – Community attiva con firmware alternativi di qualità – Prezzo accessibile (circa 69 dollari) – Costruzione solida
Contro
– Nessuna retroilluminazione – Nessun touchscreen – Setup iniziale non immediato – Nessun dizionario integrato – RAM limitata (128 MB)
Voto: 8/10 (per lettori minimalisti e appassionati di maker culture)





















