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Recensione iPhone Duo: il miglior pieghevole non è il miglior iPhone

Con iPhone Duo le regole sono cambiate. Provarlo e giudicarlo impone di cambiare modo di guardare le cose, perché un telefono che ha due schermi, si apre e si chiude su se stesso e passa da un display molto piccolo a uno molto grande modifica gesti e abitudini quotidiane. È intorno a questo aspetto che va fatta la riflessione principale, andando oltre, pur senza dimenticarli, i classici “quanto è veloce” e “come fotografa”.

L’impressione che iPhone Duo sia qualcosa di diverso, nella forma, nel modo in cui si usa e persino nelle cose per cui lo si usa, era già emersa alla fine della nostra prima presa di contatto con il nuovo pieghevole di Apple e si è rafforzata durante questa settimana di prova più approfondita. Giorni in cui le domande che ci siamo posti sono sempre state le stesse: i vantaggi del grande schermo hanno lo stesso peso dopo giorni di utilizzo? Peso, spessore ed ergonomia possono diventare un’abitudine? Aprire il Duo finisce per trasformarsi in un gesto naturale?

Dubbi che portano tutti allo stesso punto: iPhone Duo porta davvero l’esperienza oltre quella di un iPhone tradizionale? In sostanza, il prezzo ha un senso e per chi? Dopo una settimana trascorsa con iPhone Duo come telefono principale, è arrivato il momento di provare a rispondere.

iPhone Duo aperto chiuso
iPhone Duo aperto chiuso

iPhone Duo, come è fatto

iPhone Duo si presenta come un oggetto profondamente diverso da qualsiasi altro iPhone. Da chiuso è corto e largo, lo definiremmo tozzo rispetto alle proporzioni allungate cui Apple ci ha abituato; da aperto cambia completamente fisionomia e assume quella di un piccolo tablet molto sottile.

Modello Altezza Larghezza Spessore Peso
iPhone 18 Pro 150 mm 71,9 mm 8,75 mm 211 g
iPhone 18 Pro Max 163,4 mm 78 mm 8,75 mm 249 g
iPhone Duo chiuso 117,8 mm 84,1 mm 11,3 mm 254 g
iPhone Duo aperto 117,8 mm 164,6 mm 5,2 mm
iPad mini 195,4 mm 134,8 mm 6,3 mm 293 g Wi-Fi

 

La sua doppia natura è scritta nei numeri. Chiuso misura 117,8 × 84,1 mm ed è spesso 11,3 mm; da aperto la larghezza arriva a 164,6 mm, addirittura più di un iPad mini, mentre lo spessore di ciascuna metà scende a soli 5,2 mm. Il peso è di 254 grammi, appena cinque in più di iPhone 18 Pro Max, ma distribuiti su un corpo molto più corto.

Dal punto di vista costruttivo c’è poco da discutere. Apple ha realizzato un dispositivo eccellente con un guscio in titanio, solido e assemblato con una precisione che fa dimenticare rapidamente di avere tra le mani una prima generazione. Anche la cerniera (che a noi non ha dato alcuno dei problemi che hanno occupato Internet per giorni) convince: l’apertura è uniforme, la resistenza è progressiva e prevedibile e il telefono resta fermo nelle diverse inclinazioni.

La linea è immediatamente riconoscibile come Apple: superfici pulite, bordi arrotondati e finiture estremamente curate. Le colorazioni sono soltanto due, Cielo Notturno e Bianco Stellare.

Il dispositivo che abbiamo provato è Cielo Notturno, un blu molto scuro che negli interni appare quasi nero e all’aperto mostra la sua vera identità. È una tinta sobria ed elegante, sulla quale però impronte e ditate si vedono facilmente. È anche piuttosto delicata sulla parte metallica: la zona esposta della cerniera, dopo un paio di giorni, si è graffiata semplicemente mettendo il telefono in tasca. Tenetene conto nella scelta del colore (il bianco dovrebbe essere meno problematico) e nell’eventuale acquisto di una custodia.

Una forma che cambia il modo di usare lo smartphone

La forma introduce anche modi nuovi di usare l’iPhone. La cerniera permette di lasciare il Duo aperto a diverse angolazioni e di appoggiarlo senza supporti, per guardare un video, effettuare una videochiamata o tenere sotto controllo informazioni sullo schermo.

Apple sfrutta questa caratteristica anche per StandBy. Su iPhone Duo può essere utilizzato con il telefono semiaperto, sfruttando la cerniera come supporto, e soprattutto anche senza collegarlo al caricabatterie. Sul comodino può trasformarsi in orologio, display per widget, foto e Live Activities. La forma stessa del dispositivo diventa così parte dell’interfaccia e del modo in cui lo si utilizza.

Il peso dell’essere un Duo

Prendendolo in mano il Duo ci racconta altro di sé. In particolare ci dice che il suo peso è percepibile. In tasca entra persino meglio del Pro Max, che con la sua altezza tende a sporgere, ma una volta messo via, il Duo fa percepire molto di più la propria presenza. Peso e spessore sono concentrati in un corpo più compatto, con una sensazione quasi di peso specifico maggiore.

È qualcosa a cui ci si abitua? In parte sì. Dopo qualche giorno si smette di pensarci continuamente, ma i 254 grammi tornano a farsi sentire quando si usa il telefono a lungo, quando lo si tiene sospeso davanti al viso o quando si passa da un iPhone tradizionale al Duo.

C’è poi un problema ergonomico, qualcuno direbbe di abitudine. Ma dopo una settimana noi ancora non ci siamo abituati al fatto che sul Duo quando è aperto manca un riferimento preciso nel maneggiarlo: ciò che un momento prima era a destra può ritrovarsi sopra, sotto o dall’altra parte rispetto alla mano. Ne risentono specialmente i tasti del volume, che a seconda di come il telefono viene aperto e ruotato possono cambiare posizione.

Per impostazione predefinita la loro funzione non segue l’orientamento del display, così può capitare che il pulsante che appare più in alto abbassi il volume e quello più in basso lo aumenti. iOS permette di adattare i comandi all’orientamento, ma l’opzione non è quella predefinita.

È una complicazione che su un iPhone tradizionale non esiste e considerando che il volume si usa spesso su un telefono, non è un fastidio da poco.

Il tasto Touch ID di iPhone Duo
Il tasto Touch ID di iPhone Duo non è facile da raggiungere

E poi c’è Touch ID. Il sensore nel tasto di accensione è rapido e preciso, come sugli iPad. Ma sul Duo il problema è un altro: il telefono può essere usato chiuso, aperto, in verticale, in orizzontale e ruotato in entrambe le direzioni. Di conseguenza si perde continuamente il riferimento di dove si trovi il pulsante con Touch ID rispetto alla mano.

Abbiamo registrato più dita proprio per ridurre il problema, ma capita comunque di cercare il sensore dove non c’è e di dover cambiare presa prima di riuscire a sbloccare il telefono.

In questo contesto anche chi, come chi scrive, non ha mai avuto il culto di Face ID finisce per rimpiangerlo. Guardare semplicemente lo schermo avrebbe eliminato alla radice un problema specifico del Duo: cambiare continuamente forma e orientamento.

Inesorabilmente a due mani

Aprendolo emerge una seconda difficoltà per chi è abituato ad un iPhone tradizionale: per usarlo per quel che è nato, lo schermo grande, servono due mani. L’idea, fatta balenare da Apple con alcune immagini di marketing, di poter usare iPhone Duo aperto con una sola mano è irrealistica. Lo si può reggere, ma appena bisogna interagire con lo schermo la seconda mano entra inesorabilmente in gioco.

Il problema non dipende solo da peso e bilanciamento, ma anche dalle dimensioni del display. Persino lo schermo di iPhone 18 Pro Max resta raggiungibile con una mano, anche grazie ad Accesso Facilitato; quello interno del Duo è semplicemente troppo largo, sia che lo si voglia tenere in orizzontale sia in verticale.

iPhone Duo usato a due mani
iPhone Duo si usa con due mani

Il limite emerge nelle situazioni più comuni: camminando, stando in piedi su un autobus, tenendo una borsa, un ombrello o qualsiasi altra cosa con l’altra mano. In quel momento consultare una mappa, rispondere a un messaggio o cercare un’informazione mentre ci si muove diventa molto più complicato rispetto a un iPhone tradizionale: bisogna fermarsi e sistemare la presa sul telefono prima di poter interagire con lo schermo.

Qualcuno dirà: ma c’è il display esterno. Vero, e infatti nei casi che abbiamo citato poco sopra si finisce quasi sempre per richiudere il Duo. A quel punto ci si accorge che il display da 5,4 pollici, corto e largo, fa quel che deve per notifiche, controlli rapidi, una risposta breve o una telefonata, ma per il resto è davvero angusto.

Una mappa si vede in una finestrella; leggendo una pagina Web, un articolo o un documento si è costretti a scorrere continuamente; quando compare la tastiera, lo spazio disponibile per messaggi e contenuti si riduce drasticamente. Alcune applicazioni nate per i normali schermi verticali degli iPhone peggiorano poi ulteriormente la situazione, sprecando spazio con una barra nera.

A questo si aggiunge il fatto che in diverse situazioni circa un quinto dello spazio verticale è occupato da elementi di controllo: parecchio su un display già così compatto, dove ogni pixel disponibile diventa prezioso.

Aperto, il Duo cambia tutto

Peso, spessore, necessità di usare spesso due mani, il rompicapo dei tasti sono il prezzo imposto dal formato, ma aprendo iPhone Duo si capisce immediatamente cosa si ottiene in cambio: un display interno che cambia completamente la qualità dell’esperienza rispetto a qualsiasi iPhone tradizionale.

Dal punto di vista tecnico il pannello Super Retina XDR OLED è molto vicino a quello di iPhone 18 Pro: ProMotion fino a 120 Hz, Always-On, HDR, contrasto di 2.000.000:1 e luminosità fino a 3000 nit all’aperto. Ci sono anche True Tone, gamma cromatica P3, 1000 nit di luminosità tipica e 1600 nit in HDR.

La risoluzione è di 1878 × 2670 pixel, con una densità di 430 ppi, leggermente inferiore ai 460 ppi di iPhone 18 Pro e Pro Max. Nell’uso normale la differenza è praticamente impossibile da percepire: testi, icone e immagini restano estremamente definiti.

Schermo di iPhone Duo
Lo schermo interno di iPhone Duo è eccezionale

Uno degli elementi distintivi è il trattamento nanotexture. La superficie è meno vetrosa rispetto allo schermo esterno e leggermente più morbida, quasi vicina alla carta. Si tratta di una pellicola rimovibile e sostituibile dai tecnici Apple, applicata sopra uno schermo lucido per ridurre riflessi e bagliori e contribuire a nascondere uno dei difetti più riconoscibili dei pieghevoli: la piega al centro dello schermo.

La piega di iPhone Duo
La piega di iPhone Duo a schermo spento: a sinistra non appena estratto, a destra dopo una settimana d’uso

Parliamo della piega di iPhone Duo

Su iPhone Duo la piega è in effetti difficilmente percepibile. Appena tirato fuori dalla scatola era praticamente invisibile. Abbiamo provato a cercarla inclinando il telefono, mettendolo sotto luci forti e visualizzando schermate chiare e uniformi: lo schermo continuava a presentarsi come un unico pezzo.

Dopo alcuni giorni di uso la piega si può intuire osservando con attenzione il pannello di sbieco e in particolari condizioni, ma durante l’uso normale sparisce ancora dalla percezione. Anche passando il dito sulla zona centrale si avverte appena una lieve infossatura.

Il piacere di usare iPhone Duo

Tecnicismi a parte, è quando si comincia a usare davvero tutto quello spazio che lo schermo mostra i suoi vantaggi.

Prima di tutto c’è la qualità del display interno. Fotografie e immagini beneficiano immediatamente delle dimensioni maggiori. Rispetto a iPhone 18 Pro e Pro Max il pannello appare leggermente meno incisivo nei neri, nel contrasto e nella saturazione, soprattutto in ambienti molto luminosi.

Nell’uso è un compromesso che passa in secondo piano. Con la giusta incidenza della luce, le dimensioni dello schermo, la ricchezza dei colori e soprattutto l’assenza quasi totale di riflessi rendono la visione delle immagini così piacevole da far dimenticare queste differenze.

Qualità dello schermo di iPhone Duo
Le dimensioni del display e l’assenza quasi totale di riflessi valorizzano molto la visualizzazione delle immagini

Un altro vantaggio è la superficie più ampia, che permette di vedere più informazioni, mantenere meglio il contesto e ridurre la necessità di scorrere, ingrandire o passare continuamente da una vista all’altra.

La differenza emerge subito nelle applicazioni già adattate al nuovo formato. Mappe è forse l’esempio più facile da comprendere: sullo schermo entra molto più territorio e diventa più semplice capire dove ci si trova, valutare un percorso e vedere cosa c’è intorno. Passando subito dopo alla stessa schermata su un Pro Max ci si sente costretti e compressi.

Anche Safari, Pages e Foto fanno un salto in avanti: più righe di un documento, più parti dell’interfaccia visibili contemporaneamente, immagini più grandi e più spazio per contenuti e controlli. Nella lettura di articoli, PDF e documenti si scorre meno e si perde più difficilmente il punto.

iPhone Duo con le applicazioni
Nelle due immagini, Mail e Mappe a confronto con la stessa visualizzazione su iPhone 18 Pro Max

Molte applicazioni possono inoltre sfruttare layout a due colonne. Attualmente uno degli esempi migliori è Mail, dove l’elenco dei messaggi resta visibile accanto alla conversazione aperta.

I contenuti multimediali beneficiano, ovviamente, parecchio del formato. YouTube, Netflix e Prime Video sfruttano bene il grande pannello e, anche quando il rapporto d’aspetto lascia inevitabilmente delle bande nere, l’immagine resta sensibilmente più grande di quella offerta da qualsiasi iPhone tradizionale.

iPhone Duo con Netflix
Netflix su iPhone Duo è stata la prima applicazione per video streaming a sfruttare il fattore di forma speciale

Il problema arriva con le applicazioni che non sono ancora state aggiornate: mantengono una finestra stretta e verticale al centro dello schermo, con ampie bande nere laterali e proporzioni innaturali rispetto alla superficie disponibile. È una critica ricorrente anche nelle videorecensioni dei principali creator.

Due applicazioni non ottimizzate per iPhone Duo
Le applicazioni non ottimizzate per iPhone Duo mostrano antiestetiche bande nere

È un limite destinato certamente a ridursi con il tempo, almeno per le applicazioni più importanti. Apple ha appena fatto sapere che ci sono già oltre 100.000 app ottimizzate per iPhone Duo e che migliaia di app ottimizzate vengono aggiunte ogni giorno.

Multitasking, una ragione a favore di iPhone Duo

Il grande schermo trova forse la sua applicazione più interessante nel multitasking. La logica scelta da Apple è ottima: è come avere due iPhone affiancati, ciascuno con la propria applicazione e una gestione sostanzialmente indipendente. È uno degli aspetti su cui Apple ha ridisegnato più profondamente iOS 27 per il Duo.

Per entrare nello Split View si trascina un’app verso una delle due metà dello schermo; l’altra metà torna a mostrare la Home, dalla quale si può aprire la seconda applicazione. Da quel momento le due metà si comportano quasi come due iPhone autonomi.

Multitasking su iPhone Duo
Ecco come funziona il multitasking su iPhone Duo

Le applicazioni possono essere aperte, chiuse e sostituite separatamente. È possibile anche aprire due finestre della stessa app, per esempio due pagine Safari, oppure bloccare due app insieme e richiamarle successivamente nello stesso assetto.

Anche il passaggio al display esterno è studiato con intelligenza: richiudendo il Duo, l’app che si trovava sulla metà destra passa allo schermo esterno, quasi come se quest’ultimo fosse trasparente.

Gli utilizzi possibili sono molti. Safari su una metà e Note sull’altra permettono di raccogliere informazioni e preparare appunti senza aprire e chiudere continuamente le applicazioni; Mappe può restare accanto a una pagina Web, Mail accanto al Calendario. È utile anche il drag-and-drop di immagini e file tra le due app.

Due applicazioni affiancate su iPhone Duo
Due applicazioni affiancate su iPhone Duo

La base è eccellente ma il sistema resta ancora troppo rigido. La divisione dello schermo è sempre 50/50: non è possibile assegnare più spazio a un’app e meno all’altra. Servirebbe anche un modo più immediato per entrare nello Split View e sarebbe particolarmente utile una funzione simile a Slide Over, per tenere temporaneamente una terza applicazione sopra le altre.

Non si capisce poi perché non ci sia il multitasking con il Duo ruotato in verticale. L’unica eccezione sono i video, che possono occupare la parte superiore mentre un’altra applicazione resta sotto. Se questa disposizione è possibile con un video, dovrebbe esserlo anche con due applicazioni.

Sono comunque limiti software e quindi non strutturali: Apple può correggerli con future versioni di iOS e siamo fiduciosi, anzi certi, che lo farà.

Il processore A20 Pro vola nei primi benchmark: fino al 40% in più sulla GPU - macitynet.it

Prestazioni: A20 Pro corre, ma sotto stress il formato si sente

Questa flessibilità è resa possibile anche dalla potenza della piattaforma hardware. Dentro iPhone Duo c’è lo stesso A20 Pro della famiglia iPhone 18 Pro, ma qui il chip lavora in un dispositivo formato da due metà spesse appena 5,2 mm. Una struttura che pone inevitabilmente qualche interrogativo soprattutto sulla gestione delle temperature e sulla capacità di mantenere le prestazioni sotto carico.

I benchmark, gli stessi cui abbiamo sottoposto iPhone 18 Pro Max, dimostrano che nei carichi brevi Apple è riuscita a sfruttare molto bene il chip. iPhone Duo è praticamente al livello del Pro Max. Geekbench è stato eseguito più volte e le differenze tra una prova e l’altra sono risultate minime.

Geekbench 7.1 iPhone 17 Pro Max iPhone Duo iPhone 18 Pro Max Duo vs 18 Pro Max
Single-Core 3.173 3.976 4.029 -1,3%
Multi-Core 8.915 11.126 11.535 -3,5%
GPU Metal 41.850 61.184 61.321 -0,2%

 

Nel single-core il Duo resta appena l’1,3% sotto iPhone 18 Pro Max, nel multi-core la distanza è del 3,5% e sulla GPU Metal praticamente scompare.

Il quadro cambia quando si passa al 3DMark Wild Life Extreme Stress Test, che ripete venti volte un carico grafico molto pesante. Abbiamo eseguito il test sia con il Duo aperto sia con il dispositivo chiuso e confrontato i risultati con iPhone 18 Pro Max.

3DMark Wild Life Extreme iPhone Duo aperto iPhone Duo chiuso iPhone 18 Pro Max
Best loop 6.993 8.130 9.053
Lowest loop 5.187 4.723 5.627
Stabilità 74,2% 58,1% 62,2%

 

Da chiuso iPhone Duo raggiunge 8.130 punti, circa il 10% meno del Pro Max, ma sotto carico scende fino a 4.723 punti e la stabilità si ferma al 58,1%.

Da aperto succede quasi il contrario: il picco è sensibilmente inferiore, 6.993 punti contro 9.053, ma la prestazione cala meno e la stabilità sale al 74,2%. Il lowest loop, 5.187 punti, resta appena l’8% circa sotto iPhone 18 Pro Max.

In sostanza, da chiuso la GPU raggiunge un picco più alto ma perde più terreno sotto carico; da aperto parte da un livello più basso e mantiene meglio la prestazione. La maggiore superficie disponibile per disperdere il calore potrebbe contribuire a spiegare questa differenza. Resta invece meno chiaro perché il picco iniziale sia inferiore a dispositivo aperto.

Anche la CPU mostra una buona tenuta: con APSI Bench, dopo un carico prolungato conserva circa l’89,25% della prestazione iniziale.

Nell’uso quotidiano tutto questo pesa poco. Il Duo resta sempre molto veloce, non abbiamo osservato rallentamenti nelle normali operazioni e il calore, pur percepibile sotto carichi pesanti, non ha mai raggiunto livelli preoccupanti.

Autonomia e ricarica, il Duo sorprende ma resta dietro al Pro Max

Due display, uno dei quali da 7,6 pollici, e pochissimo spazio interno: l’autonomia corre il rischio di diventare un punto critico. Apple ha sfruttato entrambe le metà del dispositivo inserendo due celle gestite come un’unica batteria, per una capacità complessiva di 4.883 mAh.

Apple dichiara fino a 24 ore di utilizzo dividendo equamente l’impiego tra display interno ed esterno, 31 ore di riproduzione video sul primo e 44 sul secondo. Nel database europeo EPREL iPhone Duo raggiunge 51 ore e 30 minuti per ciclo, contro le 62 ore di iPhone 18 Pro Max.

Il confronto con uno smartphone tradizionale va comunque letto con cautela, perché la metodologia non specifica quanto venga utilizzato ciascuno dei due schermi. Il dato permette comunque di osservare che iPhone Duo supera, seppure di poco, i concorrenti pieghevoli più diretti: Galaxy Z Fold8 si ferma a 49 ore e 10 minuti, Pixel 11 Pro Fold a 45 ore e 5 minuti.

Recensione iPhone Duo - macitynet.it

Venendo alla pratica, con circa il 60% dell’utilizzo sul display interno e un uso comparabile a quello di iPhone 18 Pro Max siamo arrivati normalmente a sera con circa il 20% di batteria residua, un po’ meno di quanto siamo abituati ad avere con il Pro Max. Anche nelle giornate più intense del test non abbiamo però mai avuto bisogno di ricaricare prima di sera, chiudendo con ancora il 5-10%. Il Pro Max, insomma, conserva qualche ora di vantaggio, ma nell’uso quotidiano l’autonomia raramente diventa un problema.

Per la ricarica Apple dichiara il 50% in circa 20 minuti. Nei nostri test il Duo ha raggiunto un picco di circa 39 W: dopo 15 minuti si arriva attorno al 40%, dopo mezz’ora al 65% e per una ricarica completa servono circa 90 minuti. Con iPhone 18 Pro Max avevamo raggiunto circa il 50% dopo 15 minuti e il 75% dopo mezz’ora.

Per velocità di ricarica iPhone Duo si comporta come un iPhone 17 Pro Max. Abbiamo utilizzato lo stesso UGREEN Nexode Air 65W con AVS con il quale iPhone 18 Pro Max aveva superato i 50 W, con picchi attorno ai 57 W. È un comportamento che avevamo misurato nella nostra prova del Nexode Air 65W. Sul Duo AVS non arriva a questi livelli: un buon caricabatterie USB-PD da 40/65 W può fare praticamente lo stesso lavoro.

Sul fronte wireless iPhone Duo arriva a 25 W con MagSafe e Qi2, quindi allo stesso livello di iPhone 18 Pro e Pro Max. Apple indica circa il 50% in 30 minuti con caricatore MagSafe e alimentatore adeguato.

Peccato che il MagSafe funzioni bene solo da chiuso. Sui supporti magnetici verticali, tenendo il Duo aperto, il telefono tende a ruotare perché l’aggancio si trova su una sola metà e il peso dell’altra lo trascina verso il basso. È un limite particolarmente fastidioso perché da aperto il Duo si presterebbe naturalmente a diventare un piccolo schermo da scrivania, utile per StandBy, video, widget o videochiamate.

Fotocamere, qualità da Pro, meno versatilità

iPhone Duo ha una struttura fotografica piuttosto complessa: rinuncia alla configurazione a tre fotocamere esterne degli iPhone Pro ma introduce quattro differenti fotocamere.

Quella principale è una Fusion da 48 megapixel equivalente a un 26 mm, affiancata da un ultra-grandangolo da 48 megapixel equivalente a un 13 mm. Manca il teleobiettivo: il 2x, equivalente a un 52 mm, viene ottenuto ritagliando la parte centrale dell’immagine del sensore principale.

Sul display esterno trova posto anche una fotocamera frontale Center Stage da 12 megapixel, mentre all’interno Apple ha integrato una modestissima fotocamera da 4 megapixel sotto lo schermo.

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Un assetto decisamente complesso che offre però funzioni inferiori e una flessibilità distante da quella di un iPhone Pro. Qualche recensore si aspettava, o comunque auspicava, un iPhone Duo capace di offrire anche sul fronte fotografico tutto ciò che mette a disposizione un modello Pro. Avevamo già confrontato il sistema fotografico del Duo con iPhone 17, Air e 18 Pro.

Fotocamera iPhone Duo iPhone 18 Pro Max
Sistema posteriore Dual Fusion 48 MP Pro Fusion 48 MP a tre fotocamere
Principale 48 MP, 26 mm, f/1.6 48 MP, 24 mm, apertura variabile f/1.48, f/1.8, f/2.8, f/4.0
Stabilizzazione principale Sensor-shift Sensor-shift di seconda generazione
Ultra-grandangolo 48 MP, 13 mm, f/2.2, 120° 48 MP, 13 mm, f/2.2, 120°
Zoom 2x 12 MP, 52 mm, qualità ottica dal sensore principale 12 MP, 48 mm, qualità ottica dal sensore principale
Teleobiettivo dedicato No 48 MP, 100 mm, 4x, f/2.8
Zoom 8x Digitale 12 MP, 200 mm, qualità ottica
Zoom digitale massimo 10x Fino a 40x
Macro 48 MP 48 MP
Fotocamera frontale Center Stage 12 MP, f/2.2 Center Stage 18 MP, f/1.9 con autofocus
Fotocamera interna Sotto il display, f/1.8, 1080p —
ProRAW No Sì
Controlli Pro No Tempo di scatto, bilanciamento del bianco, istogramma
Funzioni specifiche Duo Preview, Kid Cue, Smart Take Funzioni Pro fotografiche e video

 

Come scatta iPhone Duo

Ci pare però chiaro che questo telefono, per quanto costoso, concentri buona parte delle sue ambizioni altrove. Chi lo compra si aspetta certamente, a fronte di un prezzo extra premium, di poter scattare ottime fotografie, ma non lo sceglie perché ha bisogno di ProRAW, ProRes/Log, controlli manuali, apertura variabile o istogramma.

Certo, il grande schermo interno può anche far pensare a un dispositivo particolarmente adatto alla fotografia. Basta però usarlo per capire che, dal punto di vista ergonomico, non potrà mai essere la sua vera vocazione. Aperto offre un mirino enorme e interessante, ma diventa anche più ingombrante e meno pratico da maneggiare. Non a caso chi scrive, dopo qualche esperimento, si è trovato quasi sempre a fotografare con il Duo chiuso.

Tutto questo non vuole dire che iPhone Duo offra una qualità fotografica modesta. Al contrario, con la fotocamera principale iPhone Duo scatta immagini di eccellente qualità e, con buona luce, distinguere una foto da quella realizzata con iPhone 18 Pro è difficile, in alcuni casi quasi impossibile. Colori, esposizione e gestione dell’HDR sono molto simili. Anche nelle situazioni di forte contrasto il Duo conserva bene alte luci e dettagli nelle ombre.

Anche con poca luce il comportamento resta molto vicino a quello del Pro. Guardando con attenzione le immagini si può trovare qualche dettaglio in meno, ma è una differenza che bisogna andare a cercare con la lente di ingrandimento e che non cambia il giudizio complessivo sullo scatto.

La stessa impressione vale per l’ultra-grandangolo, dove nelle prove non abbiamo notato differenze significative né ai bordi né nella distorsione o nella resa notturna rispetto a iPhone 18 Pro. Anche il 2x è risultato molto, molto simile a quello del Pro.

Il vero limite emerge quando si prova a comporre le immagini sfruttando lo zoom. A 4x compaiono già artefatti di elaborazione e una evidente perdita di dettaglio, visibili anche senza ingrandire l’immagine; a 8x il divario rispetto a iPhone 18 Pro diventa inaccettabile. È qui che emerge la minore versatilità fotografica del Duo.

È anche facile capire perché Apple abbia dovuto accettare questo compromesso: in un dispositivo così sottile, inserire un terzo modulo fotografico avrebbe imposto problemi molto complessi. Basta pensare che iPhone Air ha addirittura una sola lente. Questo però non elimina il dato di fatto: iPhone Duo è molto meno adatto a fotografare di quanto non lo sia un iPhone 18 Pro.

Comprendere le camere selfie di iPhone Duo

iPhone Duo per i selfie lascia, sulla carta, solo l’imbarazzo della scelta. Si può scattare a schermo aperto con la fotocamera interna da 4 MP, risoluzione 1824 × 2432 pixel e apertura f/1.8, usare la fotocamera frontale esterna Center Stage da 12 megapixel oppure sfruttare le fotocamere posteriori da 48 megapixel usando il display esterno come mirino.

In realtà la soluzione più pratica e con il miglior equilibrio tra qualità e semplicità è quella che ruota intorno alla fotocamera Center Stage da 12 megapixel. La Center Stage si ferma a 12 megapixel contro i 18 megapixel, con apertura f/1.9 e autofocus, della frontale di iPhone 18 Pro, ma la qualità resta largamente superiore a quella della fotocamera interna, che produce immagini di qualità ampiamente insufficiente, con poco dettaglio e una resa troppo morbida.

Recensione iPhone Duo - macitynet.it

Va però detto che non è questa la sua funzione principale. La fotocamera interna è pensata soprattutto per FaceTime e le videochiamate, dove la qualità richiesta è inferiore e dove conta molto di più il fatto di avere il sensore già integrato nel grande display interno. In questo contesto fa il suo dovere e permette di usare il Duo aperto come un piccolo terminale per le chiamate video senza doverlo ruotare o richiudere.

Le fotocamere posteriori da 48 megapixel permettono invece di ottenere la qualità migliore in assoluto per un selfie, ma sono anche meno immediate da usare: bisogna attivarle attraverso un cursore piuttosto pigro e, una volta utilizzate, si rinuncia alle funzioni specifiche di Center Stage.

Tra le altre particolarità del sistema fotografico di iPhone Duo abbiamo anche Duo Preview, la doppia anteprima sul display esterno che può rendere più partecipe il soggetto, che vede in tempo reale l’inquadratura; Kid Cue, che prova ad attirare l’attenzione dei bambini; e Smart Take, che interviene nella scelta o nella composizione dello scatto. A queste si aggiunge l’autoscatto automatico quando il telefono viene appoggiato come se stesse su un treppiede.

Sono idee simpatiche e in alcuni contesti utili. Non compensano però la mancanza dello zoom e, in certe situazioni, finiscono anche per rendere inutilmente più complesso lo scatto.

Recensione iPhone Duo - macitynet.it

Il prezzo di iPhone Duo

No. Non ci siamo dimenticati del prezzo. È che un telefono che costa 2.369 euro merita una considerazione a parte. La cifra è enorme rispetto a uno smartphone tradizionale e impressiona anche se messa in rapporto con il resto del catalogo Apple: non solo gli iPhone, ma anche i Mac e gli iPad.

Ma il punto è capire cosa si ottiene in cambio. Il Duo offre due display, una costruzione molto sofisticata, il chip A20 Pro, un sistema di cerniera estremamente evoluto e un’esperienza software che nessun altro iPhone può replicare. Da questo punto di vista il prezzo ha una sua coerenza: riflette la complessità tecnica del formato e ciò che il Duo riesce a fare.

Il nostro giudizio è che iPhone Duo sia indiscutibilmente un prodotto molto costoso, ma non semplicemente sovrapprezzato. Un prezzo così alto alza però inevitabilmente il livello delle aspettative e rende più pesanti i compromessi. È su questo equilibrio che Apple dovrà lavorare nelle prossime generazioni: ridurre quei compromessi renderebbe più convincente il rapporto tra i 2.369 euro richiesti e ciò che il Duo offre, anche senza immaginare necessariamente una forte riduzione del listino.

Conclusioni: il miglior pieghevole non è il miglior iPhone

Dopo una settimana con iPhone Duo la sensazione è rimasta simile a quella dei primi giorni: questo telefono è capace di entusiasmare e infliggere frustrazione in rapida sequenza. Un momento lo si desidera, quello dopo si rimpiange il formato tradizionale.

Quando lo si apre per guardare un video, mostrare fotografie, leggere, navigare o usare due applicazioni affiancate, il vantaggio rispetto a un iPhone tradizionale è colossale: il grande display interno crea un’esperienza non pareggiata da nessun altro telefono Apple. Il multitasking, impossibile su un iPhone normale, è sorprendentemente facile e utile. Molte applicazioni stanno ancora sperimentando con il nuovo formato, ma è evidente che il potenziale del Duo è enorme: quando arriveranno app e idee pensate espressamente per questo schermo sarà capace di fare cose che su un iPhone tradizionale non si possono immaginare.

Nello stesso tempo si dovranno anche accettare inevitabili compromessi, Per dimensioni e conformazione il Duo aperto ha un’ergonomia complicata e obbliga a richiuderlo per poterlo maneggiare con comodità. A quel punto tornano in primo piano peso elevato, spessore, display esterno piccolo e lo scomodo Touch ID.

La fotografia aggiunge un altro limite. Ci era ben presente fin dall’inizio che iPhone Duo non può e non vuole essere un iPhone 18 Pro, ma la mancanza di un vero teleobiettivo pesa per chi, come chi scrive, assegna alla fotografia con lo smartphone un ruolo prioritario. Per molti altri, naturalmente, conterà molto meno.

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Infine, diciamolo, ci sono momenti in cui tirare fuori un Duo in pubblico produce un’imbarazzante sensazione di sfoggio eccessivo, come se si stesse usando un dispositivo più importante di quanto richieda quello che si deve fare: un po’ come caricare la spesa del supermercato nel baule di una Bentley.

Tutto questo non significa che iPhone Duo non possa avere un pubblico. Al contrario: risolvendo o riducendo molti dei problemi che hanno accompagnato questa categoria fin dalla nascita, Apple potrebbe aver costruito il miglior foldable visto finora. Ed esiste un cliente ideale per cui ciò che offre conta più dei suoi compromessi: quello che considera lo spazio sullo schermo più importante della compattezza, chi lavora spesso in viaggio, chi assegna al multitasking un ruolo centrale e chi ha sempre guardato ai pieghevoli senza trovare una risposta nel mondo Apple.

iPhone Duo non è però il miglior telefono in assoluto e sospettiamo che non lo sarà mai. Alcuni dei suoi limiti sono iscritti nel patrimonio genetico del formato. Un dispositivo che deve essere insieme telefono chiuso e piccolo tablet aperto porterà sempre con sé compromessi di peso, spessore, ergonomia e proporzioni degli schermi. Il software potrà correggere ed evolvere, l’hardware potrà migliorare — con Face ID, ad esempio — ma la geometria non potrà essere soppressa.

iPhone Duo ha tutte le possibilità di avere successo, rendere più popolari i foldable e cambiare la percezione di questo mercato ma non potrà però sostituire per tutti un iPhone tradizionale e, per chi cerca prima di tutto quel tipo di smartphone, non sarà mai l’iPhone migliore possibile.

Dove comprare iPhone Duo

Al prezzo già molto elevato si aggiunge, almeno in questa prima fase, un altro problema: iPhone Duo è sostanzialmente impossibile da comprare subito. Nei negozi fisici, compresi gli Apple Store, le scorte sono praticamente inesistenti e quando compare qualche esemplare la disponibilità tende a sparire nel giro di pochi secondi.

La situazione non è molto migliore online. Al momento in cui scriviamo, sull’Apple Store la previsione di spedizione arriva al 25 gennaio 2027, a testimonianza di una domanda che ha rapidamente assorbito le scorte disponibili. Su Amazon iPhone Duo è invece presente in preordine, con data di consegna non specificata.

Le colorazioni sono due, Bianco stellare e Cielo notturno, mentre le capacità partono da 256 GB e arrivano fino a 2 TB. I prezzi ufficiali sono gli stessi per entrambi i colori:

  • 256 GB: 2.369 euro
  • 512 GB: 2.619 euro
  • 1 TB: 3.119 euro
  • 2 TB: 3.869 euro

Su Amazon è possibile controllare direttamente la disponibilità delle diverse capacità e scegliere successivamente anche la colorazione.

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