Samsung ha già deciso come rispondere ad Apple. Lo fa come sempre: in anticipo, con prodotti costruiti su misura per anticipare scelte che Cupertino non ha ancora annunciato. Il Galaxy Unpacked del 22 luglio a Londra segue esattamente questo schema, e chi ha seguito gli ultimi anni di Samsung lo riconosce immediatamente.
L’anno scorso fu il Galaxy S25 Edge, ultrasottile, lanciato quando di iPhone Air circolavano solo rumor. Quest’anno la mossa si replica su due fronti: il Galaxy Z Fold Wide arriva mentre le voci su iPhone Ultra, il primo pieghevole di Apple, si fanno sempre più insistenti, e i Galaxy Glasses prendono forma proprio mentre Apple lavora in silenzio ai propri occhiali smart. A riferirlo è Seoul Economic Daily, citando fonti del settore.
Fold Wide: il pieghevole costruito per non farsi superare
All’Unpacked sfileranno anche il Galaxy Z Fold8, il Z Flip8 e la serie Galaxy Watch9, ma il prodotto più significativo dal punto di vista strategico è il Fold Wide, nome provvisorio. Non è il primo pieghevole di Samsung, ovviamente: i coreani dominano questo mercato da anni. È però il primo pensato per occupare esattamente il territorio in cui Apple si sta muovendo.
iPhone Ultra, secondo i rumor più accreditati, da aperto avrà proporzioni vicine a quelle di un iPad. Il Fold Wide punta alla stessa idea: lunghezza orizzontale maggiore e larghezza verticale ridotta rispetto ai Fold precedenti, con un rapporto schermico che da aperto si avvicina a quello di un tablet PC, pensato per il multitasking. Samsung arriva prima, con un prodotto già sul mercato quando Apple presenterà il suo. Il tempismo non è casuale.
Galaxy Glasses: l’AI di Gemini sbarca sugli occhiali smart
L’altro prodotto chiave dell’Unpacked sono i Galaxy Glasses, i primi occhiali smart di Samsung. Il design è affidato a una partnership con Gentle Monster, marchio globale di occhialeria. Il sistema operativo è Android XR, sviluppato con Google, con accesso diretto a Gemini: l’AI analizza in tempo reale tutto ciò che l’utente inquadra con la telecamera ad alta definizione integrata, restituendo informazioni via voce. Completano il quadro speaker e microfoni; nessun display integrato.
Samsung vuole posizionare i Galaxy Glasses non come un accessorio, ma come un edge device capace di completare il suo ecosistema AI, collegando gli occhiali agli smartphone Samsung, agli elettrodomestici SmartThings (400 milioni di dispositivi oggi, 800 milioni attesi entro fine anno) e, tramite una partnership con Hyundai Motor e Kia, anche all’ambito della mobilità attraverso il servizio Car-to-Home. Grazie alle sue fabbriche di semiconduttori ed elettrodomestici distribuite globalmente, Samsung punta anche al mercato B2B e ai siti produttivi.
Il confronto diretto è con Meta e Xiaomi, ma lo sguardo è già puntato su Apple. Gli occhiali smart di Cupertino sono attesi, insieme a un ciondolo indossabile e ad AirPods con telecamere: tre progetti con cui Apple vuole rientrare in gioco nella corsa all’intelligenza artificiale. Il mercato della realtà aumentata, considerando le piattaforme destinate a sostituire gli smartphone, potrebbe raggiungere i 200 miliardi di dollari entro il 2040.
Samsung si presenta all’appuntamento di luglio con le carte già sul tavolo. Apple, come sempre, risponderà dopo.


















