Alla WWDC 2026 Apple ha svelato la nuova generazione di Apple Intelligence che vede anche una Siri profondamente rinnovata e basata su modelli di intelligenza artificiale più avanzati. La novità però porta con sé anche requisiti hardware più stringenti: il modello AI on-device più potente infatti non sarà disponibile su tutti i dispositivi compatibili con iOS 27.
Fino ad oggi la soglia minima per accedere alle funzioni di Apple Intelligence era fissata a 8 GB di memoria RAM. Con iOS 27 questo requisito resta valido per la maggior parte delle funzionalità AI, ma non per il nuovo modello locale di fascia più alta, che richiede almeno 12 GB di RAM oltre alle piattaforme hardware più recenti.
Apple ha definito con precisione i dispositivi compatibili. Sul fronte iPhone, il modello avanzato sarà disponibile esclusivamente su iPhone 17 Pro e sul nuovo iPhone Air, entrambi dotati della quantità di memoria necessaria. Per quanto riguarda iPad invece servirà un modello equipaggiato con chip M4 o successivo e almeno 12 GB di RAM. Anche nel mondo Mac i requisiti sono simili: chip M3 o più recente e almeno 12 GB di memoria unificata.

La situazione più interessante riguarda però l’iPhone 17. Pur appartenendo all’ultima generazione di smartphone Apple e risultando compatibile con iOS 27 e Apple Intelligence, il modello base non soddisfa i requisiti necessari per eseguire localmente il nuovo modello AI. La ragione non è il processore, ma la quantità di memoria disponibile: gli 8 GB di RAM integrati – dice Apple – non bastano per gestire il carico richiesto dalla nuova architettura. Di conseguenza, l’iPhone 17 base si aggiunge all’elenco dei dispositivi che non possono sfruttare l’elaborazione completamente locale delle funzioni AI più avanzate che arriveranno quest’autunno.
Questo non significa però che gli utenti perderanno l’accesso alle novità presentate da Apple. Le stesse funzionalità saranno infatti disponibili anche sui dispositivi non supportati tramite Private Cloud Compute, l’infrastruttura cloud sviluppata dall’azienda per eseguire operazioni AI sui propri server mantenendo elevati standard di privacy e sicurezza.
La differenza principale sarà quindi nelle prestazioni. Mentre i dispositivi con almeno 12 GB di RAM potranno elaborare le richieste direttamente sul dispositivo, ottenendo risposte più rapide e immediate, gli altri modelli dovranno affidarsi al cloud per le operazioni più complesse. Una distinzione che segna un nuovo passo nella strategia Apple: l’intelligenza artificiale diventa sempre più legata alle capacità hardware dei dispositivi più recenti.



















