Le funzionalità di ricerca su Windows sono più limitate e meno intuitive rispetto a macOS: su quest’ultimo sistema gli utenti sono abituati a Spotlight per individuare facilmente qualsiasi elemento in iMac, come ad esempio immagini, documenti, contatti, eventi di calendario e messaggi email.
Su Mac è possibile utilizzare Spotlight per aprire le app o per eseguire azioni rapide, come creare una full immersion e cercare qualsiasi cosa (compreso il testo nelle immagini).
Google pensa agli utenti Windows 10 e 11 con un’applicazione che ricorda molto Spotlight su macOS. L’utility era stata presentata come esperimento in Search Labs a settembre 2025 e ora si scarica ufficialmente da qui, al moento è disponibile solo in inglese e ricorda molto la funzionalità di macOS: premendo la scorciatoia Alt + barra spaziatrice è possibile richiamare l’app: una finestra dalla quale cercare in rete o tra i fie, dando accesso immediato a ricerca web, file locali, app installate.
È possibile ordinare i propri risultati, ad esempio per visualizzare solo le immagini, mostrare la modalità IA di Google (si possono fare domande in linguaggio natutale), cercare app e anche su Google Drive. Non manca la possibilità di sfruttare Google Lens o di rispondere a domande in base a quello che è presente sullo schermo (selezionando la porzione di nostro interesse) e anche condividere lo schermo, una finestra specifica o l’intero desktop.
Anche Microsoft sta sperimentando funzionalità di ricerca per Windows simili a Spotlight di macOS: a gennaio di quest’anno una simile possibilità è stata implementata dal team PowerToys della Casa di Redmond. L’implementazione di Google è una sorta di “cavallo di Troia” per offriere all’utente funzionalità AI di Big G su Windows, invogliando l’utente a usare Gemini senza aspettare l’arrivo di funzioni specifiche da parte di Microsoft.


















