Grok riporta Apple ed Elon Musk vicino a un nuovo scontro. Al centro della tensione c’è l’app della piattaforma di intelligenza artificiale sviluppata da xAI, che è stata sul punto di essere respinta definitivamente dall’App Store per le funzioni che permettevano di creare contenuti sessualizzati, inclusa la possibilità di “spogliare” virtualmente le persone tramite immagini generate artificialmente.
Una tensione che parte da lontano
La “tecnlogia” (chiamiamola così) aveva avuto conseguenze anche a livello internazionale. Alcuni Paesi, come Indonesia e Malesia, avevano deciso di bloccare l’accesso a Grok, mentre anche in contesti occidentali, come il Regno Unito, si erano moltiplicate le critiche per la creazione di immagini non consensuali generate con l’intelligenza artificiale.
Il problema principale riguardava l’uso distorto che ne hanno fatte decine di migliaia di persone. Gli utenti di Grok potevano infatti manipolare facilmente fotografie reali, arrivando a spogliare virtualmente i soggetti e a diffondere online immagini modificate in modo offensivo o imbarazzante. In molti casi si trattava di persone ritratte in situazioni del tutto normali, trasformate poi in contenuti sessualizzati senza alcun consenso.
Alla luce di queste criticità, secondo quanto riferito da NBC News, Apple è intervenuta direttamente sui team di X e Grok, chiedendo un piano per rafforzare la moderazione dei contenuti. Un primo aggiornamento dell’app è stato respinto perché ritenuto insufficiente. Solo dopo ulteriori modifiche e versioni successive, Apple ha ritenuto che gli interventi fossero adeguati, consentendonee infine la pubblicazione.
Il passaggio chiave è che l’app ha rischiato davvero la rimozione. Non si è trattato di una semplice revisione tecnica, ma di una pressione esplicita da parte di Apple, che ha fatto capire agli sviluppatori come la presenza di Grok sull’App Store non fosse più garantita.

Secondo molti osservatori, nella sua decisione finale, in realtà Apple è sembrata più prudente che severa, soprattutto se confrontata con altri casi che coinvolgevano applicazioni accusate di facilitare deepfake o contenuti offensivi. Anche dopo gli aggiornamenti, i problemi non risultano infatti del tutto risolti. The Verge, citando NBC News e verifiche successive, segnala che Grok continua a generare immagini di celebrità in biancheria intima o in pose sessualizzate, anche se in misura ridotta rispetto ai mesi scorsi.
Il rapporto tra Musk e Apple resta complicato
Per leggere correttamente la vicenda bisogna ricordare che la diffidenza tra Apple e Musk non nasce oggi. Già nel 2022 Musk aveva accusato Apple di aver quasi fermato la pubblicità su Twitter e di aver sabotato le sue app, in pieno scontro sulla moderazione dei contenuti.
Negli anni successivi il clima non si è rasserenato. Nel 2025 xAI ha portato Apple e OpenAI in tribunale sostenendo che l’integrazione di ChatGPT su iPhone e la visibilità nell’App Store favorissero OpenAI a scapito di Grok, come ha riportato Wired.
Sembra quindi ipotesi plausibile il fatto che Apple abbia scelto di non arrivare allo scontro totale pur provando a non ignorare il problema, intervenendo senza però rompere definitivamente con la piattaforma di Musk.

















