Spotify ha deciso di dare nuova linfa alla propria applicazione mobile, mettendo momentaneamente da parte la recente frenesia per le integrazioni basate sull’intelligenza artificiale. Se negli ultimi mesi il colosso dello streaming si è concentrato su funzioni avanzate come la generazione di podcast personalizzati o la creazione di cover e remix tramite AI, l’ultimo pacchetto di novità punta dritto all’usabilità quotidiana e alla gestione pratica dei contenuti da parte degli utenti.
Se di recente sono arrivate le grandi firme del giornalismo, trasformate in audio, adesso il cambiamento più atteso riguarda l’organizzazione della propria libreria musicale. La piattaforma ha infatti deciso di esportare la funzione di creazione delle cartelle per le playlist, finora esclusiva della versione desktop, direttamente sugli smartphone. Questa novità permette a chi possiede centinaia di raccolte di organizzarle con criteri personalizzati, assegnando nomi specifici a ogni directory.

Il sistema è estremamente flessibile e consente persino di inserire cartelle all’interno di altre cartelle, assecondando le esigenze di chi predilige una struttura gerarchica e ordinata per i propri ascolti.
Parallelamente alla gestione dei contenitori, Spotify ha semplificato drasticamente l’editing dei singoli contenuti. È stata infatti introdotta la possibilità di spostare o rimuovere più canzoni e podcast contemporaneamente da una playlist, eliminando la noiosa procedura di modifica brano per brano.
Questa funzionalità di editing di massa è stata estesa anche alla coda di riproduzione, offrendo agli ascoltatori un controllo totale e immediato sulla sequenza dei brani programmati per i momenti successivi.
Rimescoliamo le carte
Per chi invece preferisce affidarsi al caso ma sente il bisogno di una ventata di freschezza, l’app introduce un nuovo pulsante dedicato. Questa opzione permette di generare una sequenza completamente nuova all’interno di un album o di una playlist già in modalità shuffle, ideale per quei casi in cui l’algoritmo sembra proporre sempre i soliti passaggi.
Download in background
Ultimo, ma non ultimo, per migliorare ulteriormente l’esperienza d’uso interviene poi il supporto ai download in background. Grazie a questa ottimizzazione, non sarà più necessario mantenere l’applicazione aperta in primo piano durante lo scaricamento di musica e podcast, permettendo agli utenti di utilizzare il telefono per altre attività mentre i contenuti vengono preparati per l’ascolto offline.
Per quanto riguarda la disponibilità di queste innovazioni, l’azienda ha chiarito che la creazione delle cartelle e l’editing di massa delle playlist sono già accessibili a tutti gli utenti a livello globale.
Tuttavia, alcune funzioni rimangono un’esclusiva per i sottoscrittori di un abbonamento Premium: nello specifico, la possibilità di modificare in massa la coda di ascolto, l’utilizzo dei download in background e il nuovo sistema di reshuffle sono riservati alla fascia di utenza pagante.


















