Un utente su quattro è stato preso di mira da una truffa sentimentale, mentre il 53% delle persone non è in grado di distinguere una foto reale da una generata con l’intelligenza artificiale. Con il 24% degli italiani che utilizza regolarmente app di incontri, il dating online sta entrando in una nuova fase: più consapevole dal punto di vista emotivo, ma sempre più esposto a forme sofisticate di manipolazione digitale.
Carosi, esperta di truffe e sicurezza informatica di Truffa.net, commenta: “Nell’ultimo anno, in Italia si registra un aumento del 27% delle ricerche legate a “truffe su Tinder”: dato che conferma che stiamo entrando in un’era in cui il dating è da un lato più consapevole, ma dall’altro sempre più esposto a possibili manipolazioni. Tra truffe sentimentali e immagini generate con l’AI, la prudenza e la verifica concreta delle identità diventano strumenti fondamentali di protezione”.
Partendo da insight più recenti sulle dinamiche delle app di incontri in Italia e nel mondo, sono stati analizzati comportamenti, effetti e conseguenze dei nuovi trend del dating digitale, mettendo in luce le opportunità, ma soprattutto le vulnerabilità emergenti in un ecosistema sempre più guidato dall’AI e dall’emotività.
Quando la solitudine aumenta la vulnerabilità
Secondo Tinder, il 64% dei giovani utenti desidera maggiore onestà emotiva e comunicazione più chiara nelle relazioni online. Allo stesso tempo, dati di Norton rileno che il 24% degli utenti ammette che la solitudine li abbia portati a prendere decisioni rischiose nel contesto del dating.
Eli Carosi commenta: “Qui emerge una tensione evidente: da un lato cresce il desiderio di trasparenza, dall’altro aumenta la vulnerabilità che può compromettere la capacità di valutare in modo critico le persone incontrate online. Dal punto di vista della sicurezza, questa combinazione crea un terreno perfetto per le truffe sentimentali: l’utente cerca chiarezza ma, se emotivamente fragile, può accettare come ‘vero’ anche un profilo che appare trasparente ma non è verificato”.
Secondo gli esperti la trasparenza deve sempre essere accompagnata dalla verifica: “Non basta che qualcuno dichiari le proprie intenzioni. Bisogna osservare coerenza nel tempo e chiedere riscontri concreti.”

AI nel dating: strumento creativo o leva di manipolazione?
Il 76% degli utenti Tinder si dichiara disposto a utilizzare l’AI per migliorare il proprio profilo, scrivere messaggi o generare idee per appuntamenti. Parallelamente, il 53% delle persone non riesce a distinguere immagini reali da contenuti generati artificialmente.
“L’intelligenza artificiale non è di per sé il problema. Il rischio nasce dall’asimmetria informativa: chi crea il profilo controlla la narrazione, chi lo osserva dispone di strumenti limitati per verificarne l’autenticità. Se da un lato l’AI può essere utilizzata in modo legittimo per migliorare la presentazione digitale, dall’altro può facilitare la costruzione di identità completamente fittizie, comprese immagini deepfake altamente credibili.
In un contesto in cui l’identità digitale può essere facilmente ottimizzata o manipolata, la verifica diventa centrale, attraverso videochiamate, coerenza nel tempo o incontri in luoghi pubblici e sicuri”.
Comunicazione chiara e truffe sentimentali: la trasparenza basta?
Il 60% degli utenti chiede maggiore chiarezza sulle intenzioni e il 64% desidera più onestà emotiva. Tinder definisce questa tendenza “Clear-Coding”, ossia la dichiarazione esplicita delle proprie intenzioni già all’interno del profilo. Tuttavia, nello stesso ecosistema digitale, le truffe sentimentali rappresentano il 37% delle frodi individuate da Norton, confermandosi tra le forme di raggiro online più diffuse.
“La trasparenza dichiarata non garantisce autenticità. Le truffe romantiche spesso iniziano con dichiarazioni forti e apparentemente sincere, per poi evolvere rapidamente verso richieste economiche. La differenza emerge nei comportamenti: una relazione autentica si sviluppa gradualmente e mantiene coerenza nel tempo; una dinamica fraudolenta tende ad accelerare l’intimità e a introdurre pressioni, soprattutto di natura finanziaria”.
Il ruolo protettivo della rete sociale
Se il 24% degli utenti riconosce che la solitudine può influenzare decisioni rischiose, il 42% dichiara che gli amici incidono sulle proprie scelte sentimentali e il 37% partecipa a double date o esperienze di gruppo.
“Si delinea così un possibile meccanismo di protezione collettiva. Coinvolgere amici nelle prime fasi di una conoscenza può funzionare come forma di controllo informale: quando più persone osservano una relazione nascente, eventuali incongruenze risultano più evidenti e più difficili da sostenere nel tempo”.
Valori condivisi: filtro di autenticità o nuova leva di manipolazione?
Il 37% degli utenti considera i valori condivisi un elemento essenziale nella scelta del partner, mentre il 41% non uscirebbe con qualcuno che esprime opinioni politiche opposte. Tra i principali dealbreaker emergono giustizia razziale (37%), visione della famiglia (36%) e diritti LGBTQ+ (32%).
“L’allineamento valoriale può sembrare un filtro naturale di autenticità, ma può essere facilmente simulato. I truffatori studiano sempre più attentamente il proprio target, replicandone linguaggio, convinzioni e posizionamento sociale. Come per le intenzioni dichiarate, anche i valori espressi richiedono riscontri concreti e coerenza nel tempo”.
Una trasformazione culturale della fiducia
Il dating è passato da dinamiche più lente, radicate in contesti sociali condivisi, a un ecosistema dominato da algoritmi, interazioni rapide e identità digitali curate.
La tecnologia ha ampliato le opportunità di incontro, ma ha anche modificato le basi della fiducia. Oggi l’autenticità non può fondarsi esclusivamente sull’impressione iniziale o sulla comunicazione online.
Eli Carosi conclude: “In un ambiente influenzato dall’AI e dall’accelerazione emotiva, la trasparenza dichiarata non è più sufficiente. La fiducia si costruisce attraverso verifiche concrete, coerenza comportamentale e consapevolezza critica. La trasformazione in atto non è soltanto tecnologica, ma culturale: l’equilibrio tra apertura emotiva e spirito critico rappresenta ormai la competenza chiave del dating contemporaneo”.











