Final Cut Pro, Logic Pro, Pixelmator Pro, Motion, Compressor, MainStage, e nuove funzioni di AI e contenuti premium in Keynote, Pages e Numbers sono ora disponibili in abbonamento, una modalità di fruizione delle app che Apple proporrà sempre più, secondo il sempre ben informato Mark Gurman di Bloomberg.
Scrive Gurman nell’ultimo numero della sua newsletter Power On: “Sono convinto che Apple stia esaminando tutte le aree dei suoi software e servizi” per ulteriori opportunità di monetizzazione dai servizi.
La logica è implacabile dal punto di vista contabile. I servizi pesano sempre di più sulla bilancia e rappresentavano il 21% dei ricavi dell’azienda nell’ultimo trimestre. Questa divisione è un potente motore che cresce regolarmente ma che deve essere alimentato costantemente, con ovvi costi per l’azienda.
Lo scorso anno Apple ha lanciato Inviti (per creare, inviare e gestire gli inviti per eventi degli utenti), app che molti forse hanno dimenticato ma è servita, tra le altre cose, per testare la disponibilità degli utenti a funzionalità a pagamento (l’invito può essere creato da chi ha un piano iCloud+ ma è possibile rispondere anche se non si ha un Apple Account o un dispositivo Apple).
Apple offre ora due grandi pacchetti in abbonamento: Apple One (iCloud+, Apple TV, Apple Music, Apple Arcade, Apple Fitness+) per il pubblico generalista e Apple Creator Studio per professionisti e creativi (raggruppando Final Cut Pro, Logic Pro e Pixelmator Pro (e app comparino quali Motion, Compressor e MainStage). Da Cupertino fanno capire di voler puntare sempre più su contenuti “premium”, con alcune funzionalità riservate a chi è disposto a pagare. Dopo Keynote, Pages e Numbers, non è da escludere che anche altre app di Apple seguiranno la stessa sorte, spinti in particolare dalla necessità di far riferimento a funzionalità AI e relative strutture (che per Apple hanno un costo).
Helth+ prossimo servizio in abbonamento?
Tra le future proposte in abbonamento, probabile l’arrivo di Health+, un servizio a pagamento con coach AI per la salute, piani nutrizionali personalizzati e suggerimenti medici, con tutta una serie di funzionalità che dovrebbero permettere di arricchire l’ecosistema salute già offerto su iPhone, iPad e Apple Watch. Già da ora possiamo ipotizzare che Apple sceglierà un approccio “freemium”: servizio base gratuito e funzionalità avanzate a pagamento, in particolare quelle che si basano sull’intelligenza artificiale per fornire analisi personalizzate. Molti utenti a quanto pare sono disposti a mettere le mani al portafoglio in cambio di qualità e funzionalità avanzate, spinti anche dalla a crescente insofferenza verso la pubblicità invasiva che spinge molti a preferire versioni a pagamento o in abbonamento per un’esperienza d’uso più pulita e senza interruzioni.













