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MacBook economico, tutto quello che non ci potrete fare

Vi abbiamo detto come sarà il nuovo MacBook a basso costo in arrivo probabilmente a breve: leggero, colorato, con un processore derivato dal mondo iPhone, costruito in maniera impeccabile ed anche economico. Ora è tempo anche di dire che cosa non sarà: non avrà molte delle funzioni dei Mac che avete imparato a conoscere negli ultimi mesi.

Tutti i limiti (veri o presunti, visto che si parla di voci) li mette in fila il solito leaker cinese, una di quelle fonti che potrebbe avere (o forse anche non avere) accesso a informazioni attendibili sul futuro del mondo Apple.

La fonte, di cui nessuno ha mai sentito parlare e per questo va presa ancora di più con le molle, riferisce in un post su Weibo e in una mail a MacRumors di avere appreso le informazioni analizzando il frutto del debug del kernel di macOS Tahoe beta, elemento dal quale sono state già tratte numerose informazioni sui prodotti futuri della Mela.

L’analisi, diciamolo subito, procede per deduzione. Non legge cioè qualcosa che dice che cosa c’è, ma quello che non si trova nel kernel. L’analisi ha quindi una sua razionalità ma non è detto che l’assenza di un driver o di un riferimento significhi automaticamente che la funzione non arriverà nel prodotto finale: potrebbe trattarsi di una build incompleta, di componenti non ancora integrati o semplicemente di scelte di packaging diverse tra versioni di test e release.

Detto questo, il ragionamento è lineare. Se in un Kernel Debug Kit non compaiono determinate estensioni e determinati moduli, l’ipotesi più prudente è che quel Mac non punti alle stesse caratteristiche di un MacBook Air o di un MacBook Pro.

Tutti i limiti del MacBook

Nel dettaglio, il post sostiene che il MacBook con A18 Pro nascerebbe per marcare una distanza di esperienza rispetto alla gamma attuale e, in particolare, per andare a sostituire il vecchio MacBook Air M1 che ancora circola nei canali di alcuni sparsi rivenditori autorizzati.

  • Scordarsi la grafica e il lavoro su foto e video
    Se le indiscrezioni saranno confermate, il display avrà una luminosità inferiore ai 500 nit del MacBook Air, senza True Tone e forse senza supporto alla gamma cromatica P3. Tradotto: si potrà navigare, scrivere, chattare, ma editing fotografico avanzato, correzione colore e lavori grafici dove la fedeltà visiva è centrale non saranno in alcun modo il terreno ideale di questa macchina.
  • RAM ai minimi termini e niente espansioni
    Ad incidere sul profilo della macchina saranno anche i soli 8 GB di RAM, e non è chiaro se saranno previste opzioni superiori. In assenza di upgrade, saremmo al limite minimo di utilizzo per tante applicazioni che vengono usate oggi. Anche alcune funzioni quotidiane come navigazione, apertura di un certo numero di app e multitasking sarebbero fortemente limitate. Del resto oggi non esiste alcun Mac portatile che non abbia almeno 16 GB di RAM.
  • USB-C al posto di Thunderbolt
    Le porte saranno USB-C standard, quindi da 480 Mbps, e non Thunderbolt. Questo esclude velocità di trasferimento più elevate e taglia alla base ogni ambizione di un uso avanzato. Di fatto sono le prestazioni della porta USB-C di un iPhone non Pro e degli iPad base; ad essere penalizzati saranno anche il collegamento a dock e hub, perché i dati si imbottiglieranno su porte inadeguate a questo scopo.
  • Niente configurazioni con tanto spazio
    Le opzioni di archiviazione dovrebbero fermarsi a 256 GB e 512 GB, con la possibilità di un taglio da 128 GB riservato al mondo education. Non ci saranno versioni da 1 TB o 2 TB. Questo significa che chi lavora con librerie fotografiche pesanti, video in alta risoluzione o grandi archivi locali dovrà guardare altrove o affidarsi in modo massiccio al cloud e a dischi esterni.
  • SSD più lenti
    Si parla di velocità di lettura e scrittura inferiori rispetto agli attuali MacBook Air e ovviamente anche ai MacBook Pro, probabilmente per l’uso di un singolo chip NAND nella configurazione base. Nell’uso quotidiano la differenza potrebbe essere poco percepibile, ma nell’accesso a file pesanti o in flussi di lavoro più intensi il divario emergerebbe sicuramente.
  • Niente ricarica rapida
    Il MacBook economico non dovrebbe supportare alcuna forma di ricarica veloce. Si può immaginare che la potenza dell’alimentatore possa fermarsi a circa 36 W, quella degli iPhone 18 Pro. Quanto questo potrebbe incidere sui tempi di ricarica dipenderà però dalla capacità in wattora della batteria.

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  • Niente tastiera retroilluminata
    È una delle rinunce più sorprendenti: in termini di usabilità, la possibile assenza della retroilluminazione della tastiera. Scrivere in ambienti poco illuminati potrebbe diventare molto meno comodo rispetto a qualsiasi MacBook Air o Pro degli ultimi anni. Qui non saremmo davanti a un semplice dettaglio, ma a qualcosa che si noterà ogni giorno.
  • Niente supporto per cuffie ad alta impedenza
    I Mac introdotti dal 2021 in poi supportano direttamente cuffie professionali ad alta impedenza tramite il jack audio. Questo modello, stando alle voci, non lo farà. Per chi lavora con l’audio o utilizza cuffie di fascia alta, sarà necessario un DAC esterno.
  • Niente chip wireless proprietario
    Al posto del chip N1 sviluppato da Apple per Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Thread, il MacBook low cost dovrebbe adottare una soluzione MediaTek, la stessa impiegata sull’iPad base. Questo significa rinunciare alle ultime tecnologie wireless integrate e a parte delle ottimizzazioni proprietarie che Apple sta introducendo sui dispositivi più recenti.

Capire di che cosa stiamo parlando

Messo così, l’elenco può sembrare molto penalizzante. In realtà deriva dalla natura del prodotto. Il MacBook low cost non nasce per sostituire Air o Pro ma per navigare, scrivere, studiare, lavorare su documenti, gestire foto e video senza troppe pretese.

Quello che non si potrà fare, o che non si potrà fare allo stesso livello dei modelli superiori, è tutto ciò che richiede display di qualità elevata, archiviazione ampia e veloce, connettività avanzata e margine di crescita nel tempo.

È una scelta di posizionamento e sarà il prezzo a stabilire se questi compromessi saranno percepiti come accettabili o come troppo evidenti: se davvero starà sotto gli 800 euro per il nostro mercato, il gioco per molti potrebbe valere la candela.

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