I Mac mini con chip M4 e M4 Pro sono diventati i preferiti da tante persone che amano sperimentare con l’IA in locale, computer sfruttati come piattaforme per ospitare software capaci di eseguire autonomamente operazioni quotidiane per conto dell’utente, sono utilizzabili come ambiente per addestrare agenti di intelligenza artificiale, e ovviamente sono sempre apprezzatissimi come macchine desktop generiche per fare di tutto e di più.
Il prezzo di partenza rende accessibile l’ecosistema Apple rispetto ad altri Mac e il mini è da sempre la porta d’ingresso più economica ai computer della Mela, un modo relativamente economico per usare macOS e i chip Apple Silicon senza spendere molto.
Da tempo si vocifera che Apple aggiornerà i mini integrando ovviamente i chip M5, elemento che permetterà di incrementare le prestazioni e rendere ancora più appetibile e interessante un prodotto compatto, versatile ed economico con un rapporto prestazioni/prezzo molto competitivo.
Come accennato, attualmente Apple propone il mini nelle varianti con chip M4 (CPU 10-core, GPU 16 core e Neural Engine 16 core) oppure M4 Pro (nelle varianti con CPU-12 core e GPU 16 core, oppure CPU 14-core e GPU 20-core), un minimo di 16 GB di RAM e unità SSD minima da 256GB.
Chip M5 Pro e architettura Fusion
È probabile che Apple sfrutterà i chip M5 e M5 Pro con architettura a 3nm e vantaggi in termini di velocità di CPU, GPU e capacità di accelerare flussi di lavoro come i modelli linguistici di grandi dimensioni. Il chip base vanta prestazioni grafiche fino a 45% superiori rispetto al chip M4 e il Neural Engine raggiunge prestazioni di picco 3,5 volte superiori nell’elaborazione AI rispetto alla generazione precedente.
La variante M5 Pro è ancora più interessante: l’architettura Fusion prevede due die con blocchi IP avanzati in un unico System on Chip (SoC), aumentando in modo significativo le prestazioni, con nuova CPU 18-core con 6 super core e 12 nuovi performance core, con ovvii vantaggi nei flussi di lavoro professionali più impegnativi per la CPU, come l’analisi di dati complessi o l’esecuzione di simulazioni elaborate. Il guadagno di prestazioni nei task multithread si preannuncia sostanziale con un incremento previsto tra il 14% e il 22%.
Memoria e Storage: addio ai 256GB?
Altra novità riguarda la maggiore reattività del sistema nel complesso possibile da migliorie nella lettura e scrittura delle unità SSD. A questo proposito Apple dovrebbe finalmente dire addio all’unità da 250GB e offrire un taglio minimo da 512GB.
Per quanto riguarda la RAM unificata ora si parte da 16GB e non sono da escludere configurazioni con 32GB o 64GB per la variante M5 Pro. Per lo storage già ora è possibile scegliere fino a 8TB; questi “tagli” saranno probabilmente disponibili anche sui futuri M5 ma bisognerà vedere a che prezzi, dal momento che da mesi i prezzi di memorie e unità SSD sono al rialzo.
Niente cambio al design?
Il design non dovrebbe cambiare rispetto a quanto già visto nel 2024. Il mini è ultracompatto e non sono previste novità di rilievo su questo versante o altri fronzoli (colorazioni): Apple dovrebbe continuare a sfruttare l’alluminio riciclato per il guscio e il modulo termico, stessi ingressi/uscite, e jack cuffie. Le novità vere e proprie saranno “sotto il cofano”.
Per quanto riguarda i costi, il prezzo di listino del mini attualmente parte da 729,00 euro, rendendolo uno dei Mac più accessibili disponibili. L’aumento dei costi di memorie, SSD e altri componenti potrebbe costringere Apple al rialzo, soprattutto se, come accennato, non sarà più offerta la variante con unità da 250GB.
Ma quando sarà disponibile? Le ultime voci suggeriscono un possibile rinnovo dei mini in concomitanza della WWDC (conferenze sviluppatori) prevista per la metà dell’anno. Non sarebbe la prima volta che Apple presenta nuove macchine da parallelamente ai suoi annunci software, ma al momento non c’è nulla di ufficiale.













