La nuova Google che abbandona (o quasi) la ricerca sembra non riscuotere apprezzamento e fiducia negli utilizzatori del suo servizio. Almeno questa è l’interpretazione che DuckDuckGo dà ai numeri che segnalano un aumento molto forte delle installazioni della sua applicazione su iPhone.
Le installazioni negli Stati Uniti sono cresciute in media del 33% settimana su settimana, con un picco del 69,9% registrato il 25 maggio. Considerando tutte le piattaforme, la crescita media si attesta al 18,1%, con un picco del 30,5%. Le visite alla pagina di ricerca senza AI (noai.duckduckgo.com) sono aumentate del 22,7% in media, toccando il 27,7% il 24 maggio.
DuckDuckGo, da tempo rifugio di chi vuole meno Ai, segnala che la crescita americana è un multiplo di quella internazionale, e che i numeri hanno tenuto, anzi accelerato, durante il weekend del Memorial Day, periodo in cui il traffico di solito cala. Secondo l’azienda, il fenomeno sembra una risposta diretta all’annuncio di Google, focalizzato sul mercato statunitense.
A spingere il dato, secondo Gabriel Weinberg, CEO di DuckDuckGo, è l’annuncio di Google I/O 2026, dove la ricerca tradizionale è stata sostituita da un agente AI che risponde alle query, esegue compiti e attiva processi in background.
«Google sta imponendo l’AI senza possibilità di rinuncia – ha detto Weinberg – i loro risultati stanno peggiorando, non migliorando. Vogliamo essere il posto che mette gli utenti in controllo.»
DuckDuckGo offre comunque una propria soluzione AI. Si tratta di Duck.ai, accessibile gratuitamente e senza registrazione, con accesso a modelli come Claude Haiku di Anthropic, Llama 4 di Meta e GPT-5 mini di OpenAI. Le conversazioni restano private: l’indirizzo IP viene rimosso prima che la richiesta raggiunga i provider, le chat vengono cancellate entro 30 giorni e nessun dato viene usato per addestrare i modelli.
La differenza rispetto a Google, secondo DuckDuckGo, è tutta nella scelta e nella privacy. La pagina AI-free e il filtro per escludere immagini generate dall’AI sono tra le funzioni più usate, a dimostrazione che gli utenti vogliono decidere autonomamente quanto AI utilizzare.
Lo conferma anche l’editing delle immagini con AI aggiunto a febbraio, disponibile come funzione opzionale. «Le persone vogliono semplicemente poter scegliere», ha detto Kamyl Bazbaz, responsabile delle comunicazioni dell’azienda.















