Un selfie per tornare dentro Gmail, Google Foto, YouTube e Drive. Google sta sperimentando questo nuovo sistema di recupero dell’account da utilizzare quando password, telefono o gli altri metodi di accesso non sono più disponibili.
Un selfie video per recuperare l’account Google
La novità affianca gli strumenti già offerti dall’azienda, come l’autenticazione in due passaggi, i contatti di recupero e le passkey per accedere senza utilizzare le tradizionali password.
La configurazione richiede di guardare la fotocamera del dispositivo e seguire alcune brevi istruzioni, compiendo semplici movimenti con la testa. In questo modo vengono acquisite più inquadrature del volto da diverse angolazioni e viene creato il video da utilizzare per le verifiche successive.
Qualora in futuro l’utente non riuscisse più ad accedere all’account, potrebbe registrare un nuovo selfie video. Google confronterebbe il filmato appena acquisito con quello salvato durante la configurazione per verificare che si tratti della stessa persona e consentire il recupero dell’account.
Il sistema non sostituisce password, passkey o autenticazione in due passaggi, ma rappresenta un metodo di recupero aggiuntivo pensato soprattutto per chi perde il telefono, cambia dispositivo o non può più utilizzare le normali procedure di verifica.
Google afferma di avere previsto diversi livelli di protezione contro i tentativi di impersonificazione. Oltre al confronto tra i due filmati, il sistema richiede di effettuare alcuni movimenti per dimostrare che davanti alla fotocamera si trova una persona reale e non una fotografia o un video preregistrato.
Questi controlli dovrebbero rendere più difficile ingannare il riconoscimento utilizzando filmati manipolati o generati artificialmente. Una precauzione sempre più importante vista la crescente diffusione dei deepfake, utilizzati anche per frodi e furti d’identità: in questo approfondimento spieghiamo come riconoscere i video deepfake e proteggersi dalle truffe.
Privacy e disponibilità in Italia
Secondo Google, il selfie video viene registrato e conservato soltanto con il consenso dell’utente. Il file è cifrato quando si trova sui sistemi dell’azienda, può essere eliminato in qualsiasi momento dalle impostazioni dell’account e viene impiegato esclusivamente per aiutare l’utente ad accedere, a meno che non venga autorizzato esplicitamente un utilizzo diverso.
Resta naturalmente il tema della gestione di un dato biometrico particolarmente delicato come il volto. Google sottolinea che la configurazione è facoltativa e che l’utente mantiene il controllo sul filmato salvato, ma non tutti potrebbero essere disposti ad affidare alla società anche questa informazione.
L’azienda invita gli utenti a verificare direttamente l’idoneità del proprio account collegandosi all’indirizzo g.co/signin-selfie. Per ora la funzione non sembra essere stata attivata in Italia, ma potrebbe arrivare successivamente con l’estensione graduale del servizio ad altri account e mercati.


















