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DrivePulse, computer di bordo per auto e moto su iPhone e CarPlay

Anche un’auto di qualche anno fa può guadagnare un computer di bordo molto più completo usando un iPhone e un piccolo adattatore OBD2. DrivePulse, Diario di Bordo è un’app realizzata da uno sviluppatore italiano che porta su iPhone e CarPlay informazioni che normalmente restano nascoste nella centralina: consumi reali, autonomia, stato della batteria, temperature, errori diagnostici e, sui diesel compatibili, persino lo stato della rigenerazione del filtro antiparticolato.

Accanto ai dati tecnici c’è la parte che serve tutti i giorni: DrivePulse registra i viaggi, conserva lo storico di percorsi e costi, ricorda dove abbiamo parcheggiato e permette di seguire nel tempo auto, moto e scooter. Le informazioni sono disponibili sull’iPhone e, per le funzioni supportate, anche sul display CarPlay dell’auto, compreso un sistema aggiunto in un secondo momento.

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Per leggere motore, accelerazione, consumi e gestione del FAP occorre collegare all’auto un adattatore OBD2 compatibile come quello che abbiamo recensito qui. In queste settimane abbiamo provato l’app insieme a un adattatore compatibile su diverse auto con motore termico ed elettrico: è proprio l’accesso ai dati reali della centralina a distinguere DrivePulse da un semplice diario di bordo basato su stime e inserimenti manuali.

DrivePulse registra ogni viaggio

Una delle funzioni più comode è quella che richiede meno interventi. Se viene attivata l’automazione, DrivePulse riconosce l’inizio di un viaggio e lo registra senza richiedere un comando Start. Al termine restano memorizzati percorso, durata, distanza, costo stimato e chilometri del contachilometri. Chi preferisce può comunque avviare manualmente la registrazione sia dall’iPhone sia da CarPlay.

I percorsi confluiscono in uno storico consultabile anche per mese, insieme a spese e consumi. È possibile assegnare tag ai luoghi frequentati più spesso e ritrovare rapidamente trasferte, tragitti abituali o viaggi più lunghi. I dati possono inoltre essere esportati, utile sia per un resoconto personale sia per analizzare nel tempo come viene usato il veicolo.

DrivePulse, computer di bordo per auto e moto su iPhone e Carplay - macitynet.itDove ho parcheggiato? La posizione viene salvata automaticamente

La stessa automazione risolve una situazione molto più comune: ricordarsi dove abbiamo lasciato l’auto. DrivePulse salva automaticamente la posizione del veicolo quando si scende, senza dover premere un pulsante o predisporre un Comando Rapido. Se preferite quest’ultima soluzione, qui trovate il nostro tutorial dedicato.

Quando arriva il momento di tornare alla macchina, l’app mostra il punto in cui è stata lasciata e propone il percorso più rapido per raggiungerla a piedi. Un widget con mappa e nome della strada permette di controllare il parcheggio direttamente dalla Home; un secondo widget può mostrare informazioni come autonomia, livello del carburante e stato di salute del veicolo.

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Consumi reali e costi grazie ai dati OBD2

Collegando un adattatore OBD2 compatibile, DrivePulse può utilizzare i valori che arrivano direttamente dalla centralina. Il vantaggio pratico è che consumi e autonomia possono essere calcolati partendo dai dati reali del veicolo, invece di dipendere soltanto dalla distanza percorsa o dai rifornimenti inseriti a mano.

L’app può leggere il carburante effettivamente utilizzato e il livello presente nel serbatoio. Quando riconosce un rifornimento permette di registrare il pieno con un tocco, così i costi possono essere associati ai singoli viaggi e confrontati nel tempo.

Per ogni percorso è disponibile anche un punteggio di efficienza con il risparmio espresso in Euro. Livelli, missioni settimanali e trofei aggiungono una componente di gamification orientata soprattutto a consumare meno e a rendere più regolare lo stile di guida.

Quali adattatori OBD2 funzionano con iPhone

DrivePulse richiede un adattatore OBD2 Bluetooth Low Energy. I dongle proprietari pensati per comunicare esclusivamente con le applicazioni del produttore, come OBDeleven, Carly o Volkswagen DataPlug, non sono compatibili; lo stesso può accadere con molti adattatori economici che iPhone non riesce a utilizzare correttamente.

Tra i modelli che rispettano le specifiche richieste dall’app ci sentiamo di consigliare il Vgate iCar Pro 2S e il Veepeak OBDCheck, entrambi con compatibilità iOS/BLE documentata in modo piuttosto esplicito nelle rispettive pagine Amazon.

Un’alternativa è OBDLink MX+. Per il solo uso con DrivePulse può risultare sovradimensionato, ma acquista senso se lo stesso adattatore deve essere utilizzato con altre app diagnostiche, per accedere a più parametri o intervenire su impostazioni specifiche tramite applicazioni come BimmerCode, FORScan Lite o Carista. Tra le differenze tecniche c’è il supporto alle reti Ford MS-CAN e GM SW-CAN, non visibili a un normale adattatore OBD2.

Nel nostro caso abbiamo provato su diverse auto con motore termico ed elettrico il modello Vgate iCar Pro 2S . Consuma poco ad auto accesa, si disattiva a macchina spenta e torna disponibile quando viene interrogato via BLE. Con questo tipo di lettori il pairing non si effettua dalle impostazioni Bluetooth dell’iPhone: la connessione viene gestita direttamente dall’app che interroga l’adattatore.

Vgate iCar Pro 2S, l’adattatore OBD-II che fa parlare iPhone e Android con l’auto

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Diagnosi OBD2: legge gli errori ma non modifica la centralina

Con l’OBD2 DrivePulse diventa anche uno strumento per controllare lo stato del veicolo. Può mostrare gli errori rilevati dalla centralina accompagnandoli con una spiegazione più leggibile del semplice codice diagnostico, mentre diversi parametri possono essere osservati anche attraverso grafici nel tempo.

È importante capire il limite della funzione: l’app non cancella gli errori, non effettua reset e non avvia sessioni diagnostiche complete. Legge invece i valori che la centralina rende disponibili e, su diversi marchi, può accedere anche a informazioni che vanno oltre lo standard OBD2. Per questi dati aggiuntivi sono supportati, tra gli altri, Volkswagen, Audi, Seat, Skoda, BMW, Mercedes, Toyota, Kia, Hyundai, Peugeot, Citroen, Renault, Alfa Romeo e Ford.

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I valori disponibili dipendono dal modello di automobile. Si può passare dalla temperatura effettiva dell’olio alla quantità di particolato nel filtro antiparticolato, fino ai litri presenti nel serbatoio. Per evitare di costringere l’utente a interpretare decine di numeri separati, DrivePulse propone anche una sintesi dello stato di salute dell’auto.

La batteria, per esempio, viene monitorata con uno storico che permette di seguirne l’andamento. L’app controlla inoltre le temperature del motore e del sistema termico e, sui diesel compatibili, può seguire il filtro antiparticolato, indicare quando è in corso una rigenerazione e conservare lo storico dei cicli.

La sezione manutenzione raccoglie anche i promemoria per assicurazione, bollo, revisione e tagliando. Gli interventi possono essere registrati con chilometraggio e costo, creando nel tempo una sorta di libretto digitale con il totale delle spese sostenute.

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Screenshot

Un’unica app per auto, moto e scooter

DrivePulse permette di creare profili separati per auto, moto e scooter, mantenendo distinti viaggi, consumi e dati diagnostici. Se ogni veicolo dispone del proprio adattatore, l’app può riconoscere automaticamente quale mezzo viene utilizzato, evitando di cambiare profilo manualmente a ogni partenza.

I segreti di un’app in evoluzione, nata da un servizio che ha smesso di funzionare

DrivePulse continua a ricevere nuove versioni e l’autore, Davide Guida, sta ampliando compatibilità e varietà dei codici leggibili dalla centralina anche grazie al lavoro dei betatester e al confronto con una comunità di utenti. Dietro lo sviluppo c’è però una storia molto concreta: l’app nasce dopo l’abbandono di un servizio Volkswagen che Guida utilizzava sulla propria T-Roc.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci come è nato il progetto, perché ha scelto una licenza senza abbonamento, come affronta i dati non documentati dei diversi costruttori e cosa arriverà per auto elettriche, Android e CarPlay.

Macitynet: Davide Guida è l’autore di DrivePulse, una app che nasce da una esigenza specifica e che è una sorta di risposta ad un “tradimento” di Volkswagen. Ci vuoi spiegare quale è la genesi della tua Applicazione?

Davide: Innanzitutto mi presento, io sono Davide Guida Cyber Security Architect come professione, sviluppatore per passione. Da quando sono piccolo mi diverto a “creare” e per la prima volta nella mia vita ho cercato di fare una cosa mia nell’ambito dove sono competente.

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Davide Guida

Questa occasione è per me preziossisima sopratutto perchè l’applicazione ha una storia dentro e dietro, quella di servizi online chiusi, pezzi di plastica forniti dalla casa produttrice della mia auto spenti dopo mesi e abbonamenti costosi che io odio con tutto me stesso.

Ricordo benissimo il giorno che ho comprato la mia amata T-ROC del 2020, non solo per la quantità di soldi spesa quel giorno, ma anche perchè il venditore ha fatto una scena incredibile nel consegnarmi un piccolo adattatore di plastica, dicendomi che questa sarebbe stata la cosa che rende intelligente la mia auto.

“Basta collegarlo alla presa sotto il cruscotto, scaricare l’app, e vedrai i tuoi viaggi, il tuo consumo di carburante, dove hai parcheggiato.” Era incluso gratis con l’auto e lui era carichissimo e compiaciuto. Anch’io lo ero, per circa un mese.

Poi ha smesso di funzionare. Non era rotto. Era stato spento. Il produttore aveva interrotto il servizio, per me e per parecchie altre persone. Ora dopo aver condiviso la storia della mia applicazione su diversi forum so bene che tante altre persone hanno provato quello che ho provato io. Uno dei commenti cita testualmente che da un giorno all’altro non ha più potuto utilizzare le API di questo servizio online su cui aveva basato la domotica fra casa e auto.

Io non ne facevo un uso così spinto, ma quel piccolo oggetto intelligente sotto il mio cruscotto è diventato un pezzo di plastica che non faceva assolutamente nulla.

Quello che non riuscivo a digerire non era la spesa, alla fine me l’avevano regalato.
Era che mi era stato dato un oggetto, mi era stato detto che era mio, e poi era stato spento a distanza per una decisione presa in una riunione a cui non avevo partecipato. L’auto andava bene, a me piace tantissimo e la consiglio a tutti.
I dati erano ancora lì nell’auto, esattamente dove erano sempre stati. La sola cosa che era cambiata era che nessuno andava lì a recuperarli.

Ho un background come sviluppatore, alla fine per hobby l’ho sempre fatto e dopo aver provato tante applicazioni visto nessuna faceva esattamente quello che cercavo io me la sono fatta da solo!
Diario di bordo del veicolo, con salute dell’auto incorporata alimentata dai dati della centralina.

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Widget nella home di iPhone

Ho capito la potenza della mia applicazione in due casi specifici, due delle mie tante ansie, una è la batteria.

Ho sempre il terrore che mi lasci a piedi, e quindi ho costruito due monitor dedicati solo per lei, uno automatico che gira durante il viaggio e monitora i trend e lo stato generale della stessa. L’altro invece contiene due test mirati manuali, uno per lo spunto, cioè la tensione durante il secondo o poco più in cui il motorino di avviamento gira (una batteria sana resta sopra i dieci volt, una stanca scende sotto e comincia a farlo mesi prima di lasciarti effettivamente a piedi),l’altro invece di tensione diretta.

La prima volta che ho eseguito quel test, come prova, ho scoperto di dover sostuire la batteria. La batteria aveva cinque anni e non avevo mai pensato di cambiarla nonostante l’ansia.
Ho chiamato la concessionaria aspettandomi che mi dicessero che l’applicazione non funzionasse e invece hanno confermato,quella batteria stava per lasciarmi a piedi.

Il secondo caso è un idea di mio fratello, che mi ha spinto sia qui che con l’integrazione con carplay, altra geniale idea.

Guida un diesel ed ha spesso problemi con il filtro antiparticolato. di base il funzionamento è semplice: ogni poche centinaia di chilometri l’auto brucia silenziosamente la fuliggine accumulata nel filtro, e ha bisogno di una corsa decente per finire il lavoro. Spegni il motore a metà del ciclo e la rigenerazione si interrompe. Fallo abbastanza spesso e il filtro si intasa, il che significa una mattinata costosa e molto noiosa.

Il problema è che l’auto non ti dice mai che questo sta accadendo. L’approccio di mio fratello era semplicemente non spegnere mai il motore se aveva il minimo sospetto, il che in pratica significava restare seduto nei parcheggi con il motore acceso, a indovinare o a girare a caso.

DrivePulse, computer di bordo per auto e moto su iPhone e CarPlay - macitynet.it                                         Quindi ho costruito una schermata apposita che mostra la rigenerazione del FAP mentre è effettivamente in corso e, ancora più utile, tiene un elenco di quelle interrotte.

E poi c’è la parte che personalmente apprezzo maggiormente: ricostruire i miei stessi viaggi. Il percorso disegnato come una piccola linea blu sulla mappa, i consumi, le temperature del motore, dove mi sono fermato e per quanto tempo. Sono tornato indietro a rivedere intere vacanze in questo modo, mesi dopo.

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Ho scritto questa storia sul subreddit italiano più grande dedicato alle auto, aspettandomi di essere ignorato, ed è finita in cima al sub. Il calore e i dibattiti che abbiamo avuto mi hanno permesso di fare un intero community update, pieno di feature consigliate dai membri

Niente di tutto questo è facile da fare da solo, e non fingerò il contrario. Ma tutta questa storia esiste perché un uomo in una concessionaria mi ha messo in mano un gadget gratuito, mi ha detto che era il futuro della mia auto, e poi qualcuno l’ha spento.

Un’ultima cosa, che mi piace più di quanto dovrebbe: la mia app rifiuta ancora di parlare con quel dongle. È proprietario e ha sempre parlato solo con il software del suo produttore. Anzi, quando l’app ne individua uno durante una scansione, adesso avvisa l’utente prima che sprechi una serata a provarci. Sa esattamente come va a finire quella serata.

Macitynet: per quale motivo hai deciso di creare una applicazione già potente e con una licenza lifetime ora che tutte le app richiedono costosi abbonamenti?

Davide: ho fissato tre principi fin dall’inizio e non sono mai tornato indietro, e tutti e tre nascono proprio da quel servizio chiuso .

Il primo: non c’è nessun abbonamento. Li detesto quanto chiunque altro, e far pagare a qualcuno un affitto per leggere dati che la sua stessa auto produce per me non è accettabile.

Il secondo: niente va su un server e non esiste alcun cloud. Non è una preferenza tecnica. Non voglio essere io la persona che costruisce la cosa che un giorno viene spenta e si porta via i dati di qualcuno, quindi è tutto esportabile liberamente in toto.

Il terzo: privacy first. Non c’è nessuno da tracciare nessun account, nessun server, nessuna analitica, nessun registro utenti, perché non c’è un posto dove farli vivere. Le auto sono diventate silenziosamente tra gli oggetti più invasivi che le persone possiedono, e io non sono obbligato a farne parte. Di tutto quello che fa l’app, questo è l’aspetto che gli utenti mi segnalano più spesso.

Macitynet: che tipo di strumenti usi per lo sviluppo?

Davide: uso Flutter e Dart, Xcode e Android Studio per le build, Git per il versionamento e Codemagic come sistema di integrazione continua. Poi TestFlight e App Store Connect per la distribuzione.

Uso anche l’intelligenza artificiale, io la vedo come una calcolatrice molto grande, velocissima, ma che non sa se il risultato ha senso. Quello lo devo sapere sempre io.

Ho costruito un garage virtuale di auto per fare test di regressione sui veicoli, ed ho una suite di circa 1000 test generici sul codice.

Macitynet: quali sono le difficoltà principali che hai trovato nella lettura e gestione dei codici ODB II?

Davide: Ho scoperto, perché non lo sapevo, che alla fine i dati che venivano letti dal DataPlug non erano magia di Volkswagen, la tua auto ti dice quasi tutto, purché tu sappia come chiederlo. Carburante, temperature, tensione, carico motore, ciclo del filtro antiparticolato, codici errore, tutto. Non perché lo permetta il produttore, ma tramite uno standard diagnostico obbligatorio per legge dal 2001, che nessuno può ritirare di nascosto.

Ho completamente perso il conto di quanti amici e parenti hanno rimpianto di conoscermi. Ogni auto a cui potevo avvicinarmi è diventata una cavia. Mi presentavo, collegavo un dongle al cruscotto di qualcuno e poi mi sedevo sul sedile del passeggero a prendere note mentre quella persona guidava, perché non c’è davvero altro modo per scoprire cosa espone una Renault e cosa invece una Ford no. Ventuno produttori finora. Non sono convinto che tutti quegli amici e parenti mi abbiano perdonato.
La parte standard dello standard, però, è la meno interessante. I parametri obbligatori per legge sono documentati e si leggono in un pomeriggio. Il problema è che quasi tutto quello che serve davvero a chi guida non sta lì: il chilometraggio vero preso dal quadro, il ciclo di rigenerazione del filtro antiparticolato, il livello reale del serbatoio, lo stato della batteria. Quella roba vive su indirizzi e comandi specifici di ogni costruttore, non documentati da nessuna parte.
Così ho fatto la cosa meno elegante possibile: prima di costruire l’app ho creato un lettore grezzo. Nessuna interfaccia, nessuna grafica. Mandi una richiesta alla centralina, ti stampa la risposta in esadecimale. Punto. Serviva solo a raccogliere materiale, e il materiale si raccoglie solo in macchina, con il motore acceso.
Poi il lavoro vero è a tavolino, sui dump raccolti.
Hai una stringa di byte e devi capire quale pezzo è il numero che cerchi, con che moltiplicatore e con che scostamento. Qui sì, l’AI mi ha aiutato molto, ed è il caso in cui la usi per quello che sa fare: riconoscere schemi in un mucchio di dati e incrociare documentazione pubblica sparsa. Le proponevo ipotesi di codifica e le verificavo. Ma nessuna ipotesi vale niente finché non la conferma la macchina. Il chilometraggio deve coincidere con quello sul cruscotto.
Il livello del serbatoio deve scendere guidando e salire dopo un pieno. La tensione deve fare quel gradino quando giri la chiave. Se un valore non si comporta come si comporterebbe nella realtà fisica, è sbagliato, e non importa quanto sembri sensato.

L’insidia principale è che in diagnostica un dato che sembra giusto è più pericoloso di un errore. Un crash lo vedi. Un numero sbagliato ma verosimile finisce sullo schermo di qualcuno che sta per decidere se portare la macchina dal meccanico. Per questo, oltre alle prove su strada, ho costruito dei veicoli simulati per i marchi che non ho mai potuto provare di persona: risposte finte ma realistiche, che girano automaticamente a ogni modifica, così se rompo il lettore di un costruttore che non possiedo me ne accorgo subito e non sei tu a scoprirlo.

Macitynet: Arriveranno versioni particolari per le auto elettriche?

Davide: assolutamente si! sto lavorando a un modulo dedicato per EV che arriverà in autunno, Le fondamenta sono già nell’app che si scarica oggi.
L’app ragiona già in kWh invece che in litri quando il veicolo è elettrico, con una regola severa: si passa all’energia solo se sei tu a dichiarare che l’auto è elettrica, mai per euristica, perché un’ibrida plug-in ha un serbatoio vero e mostrarle kilowattora al posto di litri sarebbe un dato sbagliato che sembra giusto.

E per la piattaforma elettrica del gruppo Stellantis, quella condivisa da Peugeot e-208, Opel Corsa-e, Mokka-e, DS3 e Citroën ë-C3 ed ë-C3, leggo già carica e salute della batteria ad alta tensione.

Il modulo dedicato che sto costruendo mette tutto questo in una schermata sola e dedicata, pensata per chi l’elettrico ce l’ha davvero: quanta energia hai consumato e quanta ne hai recuperata separate, un’autonomia calcolata su come hai guidato negli ultimi chilometri e non su una media teorica, e lo stato di salute della batteria seguito nel tempo, che è il numero che decide quanto vale la tua macchina fra tre anni.

Macitynet: Sono previste versioni per Android e Android Auto e novità per la gestione Carplay?

Davide: anche qui assolutamente si, sto lavorando tantissimo anche grazie a dei tester all’applicazione Android che è prevista per Settembre.
Per Carplay invece sto sondando quanto posso spingere sui dati live, in questo momento è già presente una piena integrazione con carplay, e di base non vorrei mai distrarre il conducente durante la guida.
Soprattugto in nessun modo incentivare MAI la velocità.
Pensate che ho costruito il cuore dell’applicazione intorno a un eco score, che tramite un punteggio e consigli ti aiuta a guidare meglio e consumare meno, questo è il principio che voglio spingere sia su android auto che su carplay.


Dove scaricare DrivePulse e quanto costa

DrivePulse trasforma l'iPhone in un computer di bordo per auto e moto - macitynet.it

Per usare l’app non sono richiesti account e non vengono utilizzati server, pubblicità o sistemi di tracciamento. La posizione rimane sul dispositivo; chi vuole può effettuare il backup automatico tramite iCloud oppure esportare i dati in formato JSON o GPX.

DrivePulse si scarica direttamente dall’App Store e può essere provata gratuitamente per 7 viaggi oppure per una settimana, a seconda di quale limite viene raggiunto per primo. Terminata la prova, l’accesso a vita costa 3,99 €.


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