Gli AirPods con fotocamere non sono più soltanto una voce che rimbalza tra indiscrezioni e sigle di progetto ma qualche cosa di molto vicino al lancio. Apple le ha mostrate, apparentemente per errore, in un breve video trovato all’interno della release candidate di macOS Tahoe 26.7, segno che sono quasi pronte.
Il filmato, individuato da MacRumors, mostra un uomo che porta un libro davanti agli auricolari. Le fotocamere riconoscono ciò che si trova nel campo visivo e Visual Intelligence passa l’informazione a Siri, che può identificarla o conservarla per recuperarla successivamente.
Here is your first look at AirPods with Cameras in action using Visual Intelligence.
This video file came from macOS 26.7 RC pic.twitter.com/yo7RI4MCeu
— Aaron (@aaronp613) August 18, 2026
La funzione chiarisce anche quale dovrebbe essere il ruolo delle fotocamere. Non sembrano pensate principalmente per fotografie e video, ma per permettere all’intelligenza artificiale di interpretare ciò che circonda chi indossa le AirPods.
Siri avrà gli occhi nelle AirPods
Il principio estende quello già visto con Visual Intelligence, che permette all’intelligenza artificiale di riconoscere e cercare elementi presenti nelle immagini e sullo schermo.
Con le nuove AirPods non sarebbe però più necessario prendere in mano l’iPhone. Siri potrebbe ricevere informazioni direttamente dagli auricolari, riconoscendo un libro, un cartello, un oggetto o altri elementi presenti nell’ambiente.
Nel software compare anche un avvertimento molto particolare. Se i capelli coprono le AirPods, il sistema invita a spostarli per ottenere informazioni più precise su ciò che si trova intorno all’utente.
Il progetto B790
Apple aveva già lasciato diverse tracce. Nel codice di iOS 27 era comparsa la sigla B790, associata a immagini provenienti da fotocamere posizionate ai lati della testa.
Le indiscrezioni più recenti indicano inoltre che le AirPods con fotocamere potrebbero arrivare prima del previsto, forse già in occasione della presentazione degli iPhone di settembre.
Il video trovato in macOS rende questa prospettiva credibile e prossime. Apple ha già preparato materiale che spiega agli utenti come utilizzare Visual Intelligence attraverso gli auricolari. Questo significa che potrebbero essere lanciate già in autunno, assieme ai nuovi dispositivi Apple in arrivo.
Il precedente della traduzione dal vivo
Data di presentazione e questione privacy a parte, che conoscendo l’approccio di Apple potrebbe essere gestita in modo diverso rispetto a quanto accaduto con i dispositivi Meta, c’è un precedente che invita a moderare l’ottimismo sui tempi di rilascio, almeno per quanto riguarda l’Europa. La traduzione dal vivo degli AirPods era stata inizialmente bloccata nell’Unione Europea e Apple aveva spiegato che erano necessari ulteriori interventi tecnici per rispettare il Digital Markets Act.
Il nodo riguardava anche l’interoperabilità. Apple ha spiegato che il DMA richiede di rendere disponibili anche su prodotti non Apple determinate funzioni che fanno leva su iPhone e iOS e che, nel caso della traduzione dal vivo, il problema era farlo senza esporre le conversazioni degli utenti ad altre aziende o sviluppatori.
Il problema è particolarmente rilevante perché il DMA sta già costringendo Apple ad aprire progressivamente iOS agli accessori concorrenti. Gli auricolari di terze parti possono ottenere un sistema di abbinamento più simile a quello degli AirPods, mentre altre funzioni prima privilegiate nell’ecosistema Apple vengono progressivamente aperte anche agli accessori esterni.
Per le AirPods con fotocamere potrebbe quindi presentarsi un conflitto molto simile e forse ancora più complesso. Se gli auricolari Apple potranno sfruttare le videocamere per inviare immagini all’iPhone, accedere a Visual Intelligence e interrogare Siri sul mondo circostante, resta da vedere fino a che punto Apple potrà riservare questa integrazione ai propri prodotti.
Le regole europee potrebbero infatti imporre ad Apple, come già successo con smartwatch e altri dispositivi, di consentire anche a auricolari e dispositivi indossabili di terze parti di accedere alle stesse capacità di iOS, con API e modalità di funzionamento comparabili. Resta da vedere fino a che punto Apple vorrà o potrà rispondere a questa richiesta senza indebolire privacy, sicurezza e integrazione tra hardware e software.













