Phil Schiller fa un altro passo indietro in Apple e lascia le ultime due grandi responsabilità operative rimaste nelle sue mani: App Store e Apple Events. Il manager che ha accompagnato Steve Jobs e Tim Cook in quasi trent’anni di storia recente di Cupertino, uno dei volti storici più riconoscibili della Mela, resterà solo Apple Fellow.
A riferire i dettagli della riorganizzazione è Mark Gurman di Bloomberg: Schiller, 66 anni, non avrà più dipartimenti direttamente sotto la propria responsabilità, pur continuando a lavorare per Apple come Fellow e su iniziative che l’azienda non ha ancora specificato. Qui l’articolo originale di Bloomberg firmato da Mark Gurman.
Schiller, il filo che unisce tre Apple
Phil Schiller è entrato per la prima volta in Apple nel 1987, quando Steve Jobs non lavorava più nell’azienda che aveva fondato. Dopo una parentesi fuori da Cupertino, è tornato nell’aprile del 1997, nello stesso periodo del ritorno di Jobs, diventando una delle figure centrali nella ricostruzione di Apple.
Dal marketing ha contribuito alla definizione e al lancio di prodotti come iMac, MacBook, iPod, iPhone, iPad e Apple Watch. È stato anche uno degli uomini più spesso chiamati da Jobs sul palco: nel 2009 guidò il keynote del Macworld di San Francisco e pochi mesi dopo la WWDC.
Il passaggio di oggi chiude un cerchio che Antonio Dini aveva già individuato su questo sito nel 2020, quando Schiller lasciò il marketing per diventare Apple Fellow. Nell’articolo “Con Phil Schiller finisce l’epoca dei cavalieri di Steve Jobs”, Dini lo inseriva nella generazione che aveva affiancato Jobs nella ricostruzione di Apple e poi accompagnato il passaggio all’era Cook.
Allora Schiller aveva però mantenuto due incarichi tutt’altro che marginali: App Store e Apple Events. Sei anni dopo lascia anche quelli, completando di fatto l’uscita dalla gestione operativa.
L’App Store torna a Eddy Cue
Schiller aveva assunto la supervisione dell’App Store nel 2015, togliendola a Eddy Cue. Negli anni successivi si è trovato al centro dei rapporti con gli sviluppatori, della revisione delle commissioni e delle nuove regole sulla distribuzione delle app, comprese quelle introdotte dopo il Digital Markets Act europeo.
Ha avuto inoltre un ruolo di primo piano nel lungo confronto con Epic Games, che ha trasformato le regole dell’App Store in una questione legale e regolamentare di portata mondiale.
Ora la responsabilità del negozio torna nell’organizzazione Services guidata da Eddy Cue. La gestione quotidiana sarà affidata a Carson Oliver, che riferirà direttamente a Cue. Sotto Oliver passerà anche Ann Thai, responsabile degli strumenti di distribuzione e del supporto ai marketplace alternativi.
Anche Apple Arcade entra nella nuova struttura, rafforzando ulteriormente il ruolo di Cue.
Anche gli Apple Events cambiano casa
Schiller lascia anche la supervisione degli eventi di prodotto Apple. Il controllo passa a Nola Weinstein, sua vice dal 2023, che riferirà a Kristin Huguet Quayle, vicepresidente Communications and Public Relations.
Gli Apple Events tornano così nell’orbita della comunicazione, dopo essere stati a lungo seguiti direttamente da Schiller.
Il 2026 cambia la prima linea di Apple
Il passo indietro di Schiller arriva nello stesso anno in cui Apple sta ridisegnando buona parte della struttura che ha accompagnato Tim Cook negli ultimi quindici anni.
Il momento più importante cade domani. Dal 1° settembre John Ternus prenderà il posto di Tim Cook come CEO di Apple, mentre Cook passerà al ruolo di Executive Chairman.
Nei mesi scorsi Jeff Williams, per anni Chief Operating Officer, ha completato il passaggio delle proprie responsabilità a Sabih Khan, avviandosi verso il pensionamento. Su questo sito abbiamo raccontato il passaggio di consegne.
Anche Luca Maestri, storico Chief Financial Officer, ha ceduto la guida finanziaria a Kevan Parekh. Qui abbiamo seguito il cambio al vertice della finanza Apple.
Un altro passaggio già annunciato riguarda Jennifer Bailey, responsabile di Apple Pay e Wallet, che lascerà Apple in ottobre dopo oltre 25 anni in azienda. Ne abbiamo parlato in questo articolo.
Ternus eredita una Apple già ridisegnata
La nomina di Ternus ha già prodotto anche conseguenze sull’organizzazione dell’hardware. Johny Srouji è stato promosso a Chief Hardware Officer, ampliando le proprie responsabilità sui dispositivi e sui chip Apple Silicon. Qui abbiamo raccontato la nuova struttura dell’hardware Apple.
La trasformazione è ormai evidente: Srouji concentra l’hardware, Cue amplia il controllo sui servizi, Khan guida le operations e Parekh la finanza, mentre Ternus sale al vertice.
Schiller resta però il simbolo più evidente del passaggio generazionale. La sua carriera attraversa l’Apple precedente al ritorno di Jobs, la ricostruzione degli anni Novanta, la stagione di iPod e iPhone e infine i quindici anni di Tim Cook.

















