Le classiche finestre di lancio Apple concentrate in primavera e autunno diventeranno parte del passato. John Ternus vuole distribuire le novità durante tutto l’anno, accorciare i tempi di sviluppo e rendere più flessibole la struttura che porta un prodotto dagli ingegneri al mercato.
A poche settimane dal passaggio di consegne con Tim Cook, comincia così a delinearsi il modello con cui il nuovo CEO intende guidare Apple.
Il calendario è probabilmente tra le novità dettate da Mark Gurman di Bloomberg, quella più facile da percepire dall’esterno e più influente sul mercato e gli scenari storici. Negli ultimi anni Apple ha organizzato gran parte del lavoro attorno a pochi appuntamenti: qualche lancio in primavera, la WWDC a giugno e soprattutto settembre, quando arrivano i nuovi iPhone e una parte importante dell’hardware destinato alla seconda metà dell’anno.
Ternus vorrebbe superare progressivamente questo modello e portare sul mercato i prodotti quando sono pronti, distribuendo i lanci su un arco più ampio dell’anno. Cambiare procedure consolidate da decenni richiederà tempo, ma l’obiettivo indicato ai team è già quello di lavorare con cicli più brevi e aumentare la frequenza delle novità.
Una pipeline che rende stretto il vecchio calendario
La scelta arriva mentre Apple sta preparando una quantità particolarmente elevata di nuovi dispositivi. Per il prossimo anno Bloomberg cita, tra gli altri, gli AirPods con fotocamere, già rinviati al 2027 dopo essere arrivati a una fase avanzata dello sviluppo, i primi smart glasses e il nuovo iPhone progettato per il ventesimo anniversario dello smartphone Apple.
Una roadmap di questo tipo rende sempre meno scontato far convergere quasi tutto nelle stesse finestre. E spiega anche perché il progetto di Ternus va oltre la semplice scelta delle date: per lanciare più spesso bisogna modificare il modo in cui Apple prende le decisioni e coordina i gruppi che sviluppano l’hardware.
Meno passaggi tra ingegneri e vertici
Ternus sosteneva questa impostazione già quando dirigeva l’Hardware Engineering. In una riunione interna aveva mostrato ai dipendenti la crescita dell’organico Apple spiegando che l’azienda avrebbe dovuto assumere con maggiore cautela, ottenere di più dai gruppi esistenti e ridurre il numero dei livelli organizzativi.
Anche questa filosofia sta cominciando a diventare operativa. Nelle ultime due settimane la divisione hardware ha avviato una riduzione degli Engineering Program Manager, gli EPM, figure che da decenni coordinano scadenze e rapporti tra i vari gruppi impegnati nello sviluppo di un prodotto. Tra le persone coinvolte ci sarebbero anche circa sei director, uno dei livelli più elevati della struttura Apple.
Il risultato dovrebbe essere una catena decisionale più corta, con gli ingegneri maggiormente responsabilizzati e i dirigenti più vicini ai progetti. Bloomberg riferisce che nei gruppi di sviluppo la pressione è già aumentata: ai manager viene chiesto di seguire direttamente più attività e di portare sul mercato un maggior numero di prodotti con tempi più stretti.
Nello stesso quadro rientra la maggiore rapidità con cui Apple sta ridimensionando i progetti ritenuti meno prioritari. Negli ultimi mesi sono arrivati tagli in alcuni gruppi legati a Siri, Vision Pro e software AI, mentre Ternus sta valutando anche come utilizzare l’intelligenza artificiale per accelerare alcune fasi dello sviluppo.
È quindi una trasformazione che parte da una cosa molto visibile, il calendario dei lanci, ma arriva fino al modo in cui Apple costruisce i suoi prodotti. Ternus vuole un’azienda capace di decidere più rapidamente, con meno passaggi interni e senza dover necessariamente aspettare settembre per mostrare ciò che ha pronto.












