Il mondo teme un’apocalisse dei posti di lavoro a causa dell’AI. Il piano che Apple aveva in mente non si sarebbe potuto definire tale, ma avrebbe certamente confermato che i timori di una sostituzione degli esseri umani con l’intelligenza artificiale non sono campati in aria.
La strategia è stata discussa durante l’estate e avrebbe coinvolto circa 5.000 dipendenti dell’assistenza AppleCare, con una parte del loro lavoro affidata a sistemi e risponditori basati sull’AI.
AppleCare rappresenta uno degli ambiti nei quali una sostituzione del personale può essere applicata più facilmente. Una parte importante del lavoro consiste nel rispondere a richieste ricorrenti, diagnosticare problemi e guidare l’utente attraverso procedure già codificate: proprio il tipo di compiti sui quali le aziende stanno sperimentando con maggiore intensità gli agenti AI.
Negli Stati Uniti e in Canada Apple ha già affidato una parte dell’assistenza a un assistente basato sull’intelligenza artificiale generativa, capace di rispondere alle domande e guidare l’utente passo dopo passo nella risoluzione dei problemi. Alla fine, però, i dirigenti di Cupertino hanno deciso di accantonare il progetto più ampio.
Bloomberg precisa che, almeno per ora, Apple non starebbe preparando un intervento di queste dimensioni. Resta però significativo che l’ipotesi sia arrivata abbastanza avanti da mettere in discussione circa 5.000 posti di lavoro.
I licenziamenti ad Apple stanno diventando meno rari
La valutazione sui 5.000 posti arriva mentre Cupertino sta diventando più rapida nel ridurre personale e progetti considerati meno prioritari. Negli ultimi mesi sono stati effettuati tagli in gruppi legati a Siri, Vision Pro e software AI, mentre altri progetti sono stati ridimensionati o cancellati in una fase più precoce dello sviluppo.
Ad agosto Apple aveva già ridotto alcuni gruppi legati a Vision Pro e alle attività collegate, un altro segnale di una gestione più selettiva delle risorse.
Quando John Ternus guidava l’Hardware Engineering aveva già sostenuto internamente che Apple dovesse limitare la crescita dell’organico, ottenere di più dalle risorse presenti e ridurre i livelli intermedi dell’organizzazione.
In questo quadro l’intelligenza artificiale assume anche un significato diverso rispetto alle funzioni che Apple presenta agli utenti. Può diventare uno strumento per cambiare il modo in cui l’azienda lavora, ridurre alcuni costi e sostituire attività che oggi richiedono personale.
Per i circa 5.000 addetti AppleCare coinvolti nell’ipotesi, questo passaggio per ora non avverrà. Il progetto resta congelato, ma mostra che dentro Apple la discussione sull’impatto dell’AI sul lavoro è già andata molto oltre la teoria.












