Quattro iPhone Duo su dieci non supererebbero ancora i controlli di produzione al primo passaggio. A poche settimane dall’arrivo nei negozi, la resa delle linee dedicate al primo iPhone pieghevole di Apple sarebbe ancora poco sopra il 60%, soprattutto per le difficoltà legate a display, cerniera e assemblaggio.
A rivelarlo è Jiemian News, un’importante testata economico-finanziaria cinese con sede a Shanghai, che cita fonti vicine alla catena produttiva di Foxconn.
Apple potrebbe modificare alcuni requisiti
Il primo iPhone Duo rappresenta una novità anche dal punto di vista industriale: alla complessità dello schermo pieghevole si aggiungono una cerniera composta da oltre 100 elementi, due batterie distribuite nelle due metà e la necessità di far stare tutti i componenti in uno spessore di appena 5,2 millimetri quando il telefono è aperto.
Proprio la cerniera è uno degli elementi più complessi del dispositivo. Apple ha lavorato a lungo sul meccanismo, chiamato a sostenere il pannello interno e a mantenere una resistenza uniforme durante apertura e chiusura. Secondo Jiemian sarebbe proprio questo uno dei punti nei quali la produzione fatica ancora a rispettare gli standard qualitativi.
Il display interno sarebbe un altro elemento problematico. Utilizzerebbe un vetro UTG personalizzato prodotto da Lens Technology, più sottile nella zona della piega e più spesso nelle aree laterali, insieme a una struttura progettata per distribuire le sollecitazioni senza accentuare il solco centrale.
Secondo le fonti di Jiemian, anche la piega centrale presenterebbe ancora qualche difficoltà. Sarebbe meno evidente rispetto a quella della maggior parte dei foldable concorrenti, ma il risultato non avrebbe ancora raggiunto l’obiettivo inizialmente cercato da Apple.
A monte della produzione, anche i pannelli OLED pieghevoli forniti da Samsung Display e alcuni componenti della cerniera avrebbero registrato rese insufficienti, ritardi nelle consegne e modifiche al progetto. Ogni rallentamento nella fornitura dei componenti riduce il tempo a disposizione di Foxconn per regolare macchinari e processi della linea finale.
Il mese in più prima dell’arrivo nei negozi
Il dato del 60% non significa necessariamente che il restante 40% degli iPhone venga buttato: questa quota può comprendere componenti o dispositivi che richiedono rilavorazioni o regolazioni prima di raggiungere gli standard previsti. Rimane comunque una resa bassa per una linea destinata alla produzione su larga scala.
Secondo la fonte citata da Jiemian, mantenendo gli attuali standard qualitativi potrebbero servire da sei mesi a un anno perché la produzione raggiunga una resa considerata matura. Apple starebbe quindi valutando se modificare alcuni requisiti per accelerare la crescita dei volumi.
Le difficoltà produttive potrebbero aiutare a spiegare anche la distanza insolitamente ampia tra la presentazione di iPhone Duo e la sua effettiva disponibilità. I preordini inizieranno il 16 ottobre, mentre le vendite partiranno il 23 ottobre: 36 giorni tra presentazione e preordini e 43 giorni prima dell’arrivo nei negozi, contro una media degli ultimi cinque anni di circa tre e dieci giorni.
Apple avrebbe così ottenuto circa un mese supplementare per accumulare scorte e migliorare la resa delle linee prima dell’apertura delle vendite.
Jiemian parla infine di una produzione globale compresa tra 6 e 8 milioni di iPhone Duo nel 2026, mentre le indicazioni commerciali fornite da Apple alla filiera sarebbero superiori ai 5 milioni. Un normale modello Pro o Pro Max, secondo la stessa fonte, arriva invece generalmente a 20-30 milioni di unità nel proprio ciclo commerciale.












