Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato

Home » Macity - Apple » Mondo iOS » il mio iPhone » Siri AI, 125 test dimostrano tutto quello che può fare

Siri AI, 125 test dimostrano tutto quello che può fare

Per capire cosa cambia davvero con Siri AI bisogna guardare meno alle dimostrazioni preparate da Apple e più a quello che succede nell’uso quotidiano. Il giornalista David Pogue ha sottoposto la nuova Siri di iOS 27 a 125 test: le ha chiesto di recuperare informazioni disperse tra Mail, Messaggi, Foto e Note, modificare appuntamenti, creare automazioni, interpretare quello che appare sullo schermo e portare a termine comandi che coinvolgono più app. I risultati mostrano soprattutto un cambiamento di abitudine: invece di ricordare dove si trova un’informazione, aprire l’app corretta e cercarla, si può semplicemente chiedere a Siri. Peccato che proprio questa versione dell’assistente sia ancora esclusa da iPhone e iPad nell’Unione Europea.

Il giornalista David Pogue ha messo sotto torchio Siri AI, la nuova versione dell’assistente Apple disponibile con i sistemi 27 e ancora indicata da Apple come beta.

Pogue l’ha utilizzata per tutta l’estate e, dopo l’arrivo delle versioni definitive dei sistemi operativi, ha raccolto 125 richieste diverse per capire fino a che punto l’assistente possa realmente sostituire operazioni che oggi richiedono l’apertura manuale di una o più applicazioni.

Siri ora cerca dentro la vita digitale dell’utente

Una delle differenze più evidenti rispetto alla vecchia Siri riguarda l’accesso contestuale alle informazioni presenti nelle app Apple, tra cui Mail, Messaggi, Note, File, Calendario, Contatti, Promemoria, Foto e Musica.

Non è più indispensabile ricordare se un’informazione si trova in una mail, in un SMS oppure in una nota. È sufficiente formulare la domanda.

Pogue ha provato richieste come “Cosa devo fare oggi?”, “Cosa mi ha detto mia moglie di fare con le piante?”, “Qual era il programma che Casey ha detto che dovrei guardare?” oppure “Qual è il mio numero di volo per Austin?”.

Nei suoi test Siri ha recuperato, tra le altre cose, un numero fedeltà, informazioni relative a un viaggio passato e il numero civico dell’appartamento nel quale il giornalista era atteso per una festa, senza che fosse necessario indicare preventivamente dove cercare.

Quando possibile l’elaborazione avviene direttamente sul dispositivo; per le richieste che richiedono modelli più complessi Apple può ricorrere a Private Cloud Compute. Apple sostiene che questa architettura sia progettata in modo da impedire alla stessa azienda di accedere ai dati personali elaborati dall’assistente.

Siri AI, 125 test dimostrano tutto quello che può fare - macitynet.it

Può collegare informazioni provenienti da app diverse

Alcuni dei risultati più interessanti vanno oltre la semplice ricerca.

Sul Mac Siri ha calcolato il totale e la media di sei fatture contenute in una cartella. In un altro test ha individuato l’orario al quale Pogue avrebbe dovuto partire per raggiungere un matrimonio, combinando autonomamente l’appuntamento presente nel Calendario, il luogo di partenza e il tempo necessario per il viaggio.

Ha anche recuperato il numero della patente di guida partendo da una fotografia conservata nelle Note e ricostruito il luogo nel quale il giornalista si trovava in una determinata data usando i metadati geografici di una foto.

Particolarmente interessante la domanda: “Cosa stanno aspettando che io faccia?”. Siri ha analizzato Mail, Messaggi e Promemoria e ha prodotto un elenco di attività in sospeso, facendo emergere anche impegni che Pogue aveva dimenticato.

È uno degli esempi che spiegano meglio il salto rispetto alla Siri tradizionale. L’assistente non risponde soltanto a una domanda puntuale, ma può incrociare informazioni provenienti da fonti diverse e ricostruire il contesto.

Siri AI, 125 test dimostrano tutto quello che può fare - macitynet.it

Un solo comando per eseguire più operazioni

Un altro cambiamento riguarda la capacità di concatenare più azioni all’interno della stessa richiesta.

Pogue ha chiesto a Siri di trovare la data della prossima partita dei New York Mets, aggiungerla al Calendario e invitare un’amica a guardarla insieme in un bar. L’assistente ha interpretato le tre operazioni come parti della stessa richiesta.

Ancora più indicativo l’esempio della lista della spesa. Partendo da una ricetta visualizzata in Safari, Pogue ha chiesto di aggiungere gli ingredienti alla lista raddoppiando le quantità, sostituire le cosce di pollo con osso con quelle disossate, escludere sale, pepe e olio perché già disponibili in casa, aggiungere del pane e creare un promemoria per fermarsi a fare la spesa alla successiva uscita da casa.

Operazioni di questo tipo, eseguite manualmente, richiederebbero di passare tra Safari, Promemoria e altre sezioni del sistema.

Siri AI, 125 test dimostrano tutto quello che può fare - macitynet.it

Siri può controllare app e impostazioni

I test mostrano anche quanto sia aumentato il controllo dell’assistente sulle applicazioni.

Pogue è riuscito a spostare una nota in una cartella, aggiungere una foto a un album, cancellare contemporaneamente 38 sveglie e creare un’automazione per la casa.

È possibile anche correggere vocalmente una parola trascritta male durante la dettatura, evitando di intervenire manualmente con il cursore.

Per alcune operazioni considerate sensibili rimane invece una conferma esplicita. Se si chiede a Siri di effettuare una chiamata, ad esempio, l’assistente prepara l’operazione ma attende l’autorizzazione dell’utente prima di procedere.

Dalle ricerche sul web alla pianificazione di un viaggio

Siri AI può inoltre affrontare richieste per le quali normalmente si utilizzerebbe un motore di ricerca o un chatbot.

Tra i test riusciti di Pogue c’è una richiesta del tipo: “Pianifica un viaggio di tre giorni a San Francisco, raccomanda gli hotel, indica i voli in partenza lunedì, suggerisci alcune attività e aggiungi tutto in una nota”.

L’assistente ha anche suggerito ricette partendo da un elenco di ingredienti disponibili nel frigorifero e identificato una canzone che il giornalista ha semplicemente canticchiato.

La differenza pratica rispetto a una normale ricerca sul web sta nel passaggio successivo: le informazioni trovate possono diventare direttamente una nota, un appuntamento, un promemoria o un’altra azione eseguita sul dispositivo.

Visual Intelligence usa la fotocamera per capire cosa abbiamo davanti

Con Visual Intelligence, Siri può analizzare ciò che viene inquadrato dalla fotocamera.

Pogue ha mostrato all’assistente un poster contenente diverse date e gli ha chiesto di inserirle nel Calendario. Ha inoltre ottenuto informazioni nutrizionali fotografando un alimento, verificato la presenza di glutine in un prodotto e trasformato un documento scritto a mano in testo digitale.

L’assistente è riuscito anche a interpretare il conto di un ristorante e ad aiutare a suddividerlo tra i commensali.

Queste funzioni riducono diversi passaggi intermedi: non occorre fotografare un documento, aprire un’app OCR, copiare il testo e trasferirlo altrove. L’operazione può partire direttamente da ciò che la fotocamera vede.

Screen Intelligence capisce quello che appare sul display

Ancora più interessante nell’uso quotidiano è la capacità di Siri di comprendere il contenuto presente sullo schermo.

Guardando il post Instagram di un ristorante è possibile chiedere indicazioni per raggiungerlo. Da una pagina web si può ottenere un riassunto e salvarlo in una nota. Davanti alla fotografia di uno zaino si può chiedere se le sue dimensioni sono compatibili con quelle previste per il bagaglio a mano di un prossimo volo.

Pogue è inoltre riuscito ad avviare una videoconferenza Zoom semplicemente dicendo a Siri di aprire la riunione prevista per le 13, senza cercare manualmente il relativo link nel Calendario.

L’assistente può anche spiegare il significato di una voce nelle Impostazioni mentre questa è visibile sullo schermo.

Siri AI, 125 test dimostrano tutto quello che può fare - macitynet.it

Dove Siri AI ancora non riesce ad arrivare

I 125 test non sono andati tutti a buon fine.

Uno dei limiti più evidenti riguarda Salute. Alla richiesta di indicare quanti passi avesse compiuto nella settimana precedente, Siri si è limitata a proporre l’apertura dell’app perché Salute non è ancora integrata con le nuove capacità dell’assistente.

Siri non è riuscita neppure ad annullare direttamente l’iscrizione a una newsletter, aggiungere una foto ai preferiti, passare al capitolo successivo di un audiolibro o eliminare un’applicazione. In alcuni di questi casi ha comunque indicato la procedura da seguire manualmente.

Sono limiti importanti perché mostrano che la possibilità di agire sul dispositivo dipende ancora dalle funzioni che ogni applicazione espone al nuovo sistema.

Le app di terze parti sono il prossimo ostacolo

La stessa situazione si presenta con le applicazioni non sviluppate da Apple.

Nel test di Pogue Siri non è stata in grado di chiamare direttamente un’auto Uber o inviare 20 dollari tramite Venmo. In entrambi i casi manca il supporto necessario da parte dell’app.

Altre applicazioni hanno invece già adottato le nuove integrazioni. Pogue cita Audible, WhatsApp, Spotify, Lightroom e Notion, mentre Gmail non risulta ancora compatibile.

È un elemento da tenere d’occhio nei prossimi mesi. Se l’utente può ottenere un’informazione o impartire un comando attraverso Siri senza aprire direttamente un’app, cambia anche il rapporto tra applicazione e utente.

Per i servizi finanziati dalla pubblicità questo passaggio può diventare particolarmente delicato: meno aperture dell’app possono significare anche meno occasioni per mostrare inserzioni. Pogue ipotizza che questo possa rappresentare uno dei motivi per cui alcuni sviluppatori potrebbero procedere con maggiore cautela.

Quando arriverà Siri AI in Europa?

Per chi usa iPhone o iPad in Italia c’è però un problema molto più immediato: Siri AI non è attualmente disponibile nell’Unione Europea su iOS 27, iPadOS 27 e watchOS 27.

È invece accessibile nell’UE su macOS 27 e visionOS 27, utilizzando una lingua supportata. Siri AI rimane una funzione beta e, al momento, la documentazione Apple indica ancora l’inglese come lingua disponibile.

Apple attribuisce il ritardo europeo al Digital Markets Act e in particolare agli obblighi di interoperabilità che riguardano gli assistenti virtuali.

Secondo Cupertino, per rispettare l’interpretazione del DMA adottata dai regolatori europei dovrebbe consentire anche ad assistenti di terze parti di accedere ai dati personali dell’utente e controllare altre applicazioni con capacità paragonabili a quelle offerte a Siri AI.

Apple sostiene che questo tipo di accesso possa introdurre rischi per privacy e sicurezza e ha proposto un sistema chiamato Trusted System Agent, pensato come intermediario tra gli assistenti virtuali e le funzioni più sensibili del dispositivo.

La Commissione Europea non ha accettato le soluzioni proposte finora da Apple. Le due parti restano quindi su posizioni differenti e non esiste al momento una data ufficiale per l’arrivo di Siri AI su iPhone e iPad nell’Unione Europea.

Conclusioni

Pogue ritiene che Siri possa diventare rapidamente una delle intelligenze artificiali più utilizzate al mondo. Una previsione che andrà verificata, soprattutto considerando la disponibilità geografica ancora frammentata e il fatto che i suoi 125 test rappresentano comunque l’esperienza di un singolo utente con i propri messaggi, documenti, fotografie e abitudini.

Il dato più interessante dei test è però più semplice.

La nuova Siri riduce il numero di volte in cui bisogna chiedersi “in quale app si trova questa informazione?”. Un numero di volo può essere in Mail, l’indirizzo di una festa in Messaggi, una patente dentro una fotografia e un impegno dimenticato distribuito tra Calendario, Promemoria e una conversazione.

Se il sistema funziona come nei test di Pogue, per recuperare questi dati basta formulare la domanda ed  è probabilmente questo il cambiamento che un utente avvertirebbe di più nell’uso quotidiano di iPhone: meno ricerca manuale tra le applicazioni e più richieste formulate direttamente all’assistente.

Per gli utenti italiani di iPhone e iPad, però, questo scenario rimane per ora qualcosa da osservare da fuori.

Offerte Apple e Tecnologia

Le offerte dell'ultimo minuto le trovi nel nostro canale Telegram

Offerte Speciali

Amazon offerte weekend su Macitynet

Offerte Amazon Weekend 3 ottobre: Apple, Samsung, Redmi, Dyson, Sonos, TCL, Switchbot, LEGO, Marshall

Le migliori offerte Amazon del 3 ottobre 2026: dispositivi tech e accessori per la vita di tutti i giorni, selezionati da Macitynet.

Ultimi articoli