Un iPhone Duo da oltre 2.300 euro può trasformarsi in un Macintosh del 1984, in un Commodore 64 o perfino in un PC con Windows XP. Tiny Computers sfrutta proprio la piega del nuovo telefono Apple per ricostruire dieci computer storici in miniatura, completi di tastiere, programmi, giochi e qualche inevitabile schermata blu.
Tra le prime app nate apposta per iPhone Duo, poche raccontano meglio il potenziale, e anche l’ironia, del nuovo formato di Tiny Computers: un telefono da oltre duemila euro trasformato in una piccola vetrina di computer d’epoca.
L’ha sviluppata lo studio britannico Fountain Interactive Ltd, che l’ha resa disponibile sull’App Store il 23 ottobre, lo stesso giorno in cui iPhone Duo è arrivato nei negozi. È, nelle parole degli sviluppatori, un piccolo museo di computer che invita esplicitamente a «toccare i pezzi esposti».
La cerniera diventa quella di un portatile
L’idea funziona soprattutto grazie al design pieghevole. Appoggiando il telefono parzialmente aperto in modalità tabletop, il computer viene visualizzato nella parte superiore mentre quella inferiore ospita la tastiera: si scrive quindi esattamente dove ci si aspetterebbe di trovare i tasti di un portatile.
A telefono chiuso si può invece sfogliare la collezione e scegliere la macchina successiva. È uno degli esempi più immediati di come gli sviluppatori possano sfruttare caratteristiche che vanno oltre il semplice adattamento delle app al display interno di iPhone Duo.
In questo caso entra in gioco soprattutto la cerniera. Nei test effettuati da HTX Studio il Duo riesce a mantenere la posizione fra circa 15 e 165 gradi, permettendo di regolare l’inclinazione dello schermo quasi come quello di un piccolo notebook.
Dieci macchine, quattro con la Mela senza la Mela
La collezione attraversa circa vent’anni di storia dell’informatica personale. Tra i computer ispirati ad Apple ci sono il Macintosh originale del 1984, reinterpretato qui come una minuscola macchina da tavolo, iMac G3, iBook G3 e PowerBook G4.
Fuori dal mondo Apple si incontrano invece Commodore 64, IBM PC, Amiga 500, ThinkPad e due PC ispirati rispettivamente alle epoche di Windows 95 e Windows XP.
Un dettaglio interessante, notato anche da iGeneration, è l’assenza dei marchi originali. Le macchine sono immediatamente riconoscibili, ma l’app evita per esempio di mostrare il logo Apple e altri elementi protetti.
Cosa si può fare davvero
Tiny Computers non è un emulatore e non cerca di riprodurre integralmente il funzionamento delle macchine originali. Ogni computer è piuttosto una piccola scenografia interattiva che riprende alcuni elementi caratteristici del sistema e dell’epoca.
Le tastiere fanno clic, alcune righe di comando funzionano, si possono utilizzare semplici programmi di disegno, inserire floppy disk virtuali, aprire finestre, scrivere una nota oppure cimentarsi nei classici giochi da scrivania.
Ogni macchina nasconde inoltre file e comandi da scoprire e propone un gioco che permette di conquistare una medaglia. E, coerentemente con la ricostruzione dell’epoca, qualche versione di Windows ogni tanto va anche in crash.
Le possibilità sono volutamente limitate, ma proprio questo evita che l’app si trasformi in una complicata raccolta di emulatori. Bastano suoni, animazioni e riferimenti nascosti per trascorrere qualche minuto dentro ciascuna macchina e riconoscere particolari che molti utenti hanno realmente incontrato trent’anni fa.
L’idea è piaciuta anche a John Gruber di Daring Fireball, che ha liquidato la questione con una raccomandazione molto netta: chi possiede un Duo dovrebbe almeno provarla.
Non serve necessariamente iPhone Duo
Tiny Computers nasce attorno al pieghevole Apple, ma funziona anche su iPhone e iPad. In questo caso i computer vengono ricostruiti attraverso una prospettiva simulata, mantenendo le stesse tastiere, applicazioni e giochi.
Su iPhone si utilizza il telefono in orizzontale passando dallo schermo alla tastiera, mentre sull’iPad l’intero computer può essere visualizzato contemporaneamente sul display.
L’App Store indica inoltre la compatibilità con Mac dotati di chip Apple M1 o successivo e macOS 27 e con Apple Vision con visionOS 27.
Prezzo e requisiti
Tiny Computers costa 3,99 euro sull’App Store e comprende tutti e dieci i computer con un unico acquisto. Non ci sono pubblicità, abbonamenti o acquisti in-app.
L’app occupa 634,6 MB e richiede almeno iOS 27 o iPadOS 27. Lo sviluppatore dichiara inoltre di non raccogliere dati e l’app supporta la Condivisione in famiglia fino a sei persone.
È probabilmente una di quelle applicazioni nelle quali non si trascorreranno ore, ma chiarisce molto bene un punto ancora più interessante: quando uno smartphone cambia forma, gli sviluppatori possono iniziare a immaginare interfacce che con un normale rettangolo di vetro semplicemente non avrebbero senso.
E se per dimostrarlo bisogna trasformare un iPhone Duo in un Commodore 64 o aspettare che Windows XP vada in crash, tanto meglio.

















