Un vecchio iMac da 27 pollici può diventare il secondo schermo di un Mac mini, MacBook o Mac Studio, senza smontarlo o modificare l’hardware. È quanto permette di fare RetinaRelay, un’utility per macOS che sfrutta il display integrato nei vecchi computer Apple per visualizzare la scrivania di un altro Mac, con la possibilità di estenderla oppure duplicarla.
Il software supporta anche gli iMac Retina 5K, con risoluzione fino a 5120 × 2880 pixel e 60 fotogrammi al secondo, sfruttando una connessione Thunderbolt, USB o Ethernet. La qualità dipende dal modello utilizzato e dalla velocità del collegamento.
Abbiamo provato RetinaRelay con un Mac mini M4 e un iMac 27″ del 2013, verificando quanto sia semplice recuperare uno schermo ancora utilizzabile per lavorare con più finestre, affiancare applicazioni e aumentare lo spazio disponibile sulla scrivania.
RetinaRelay, quali Mac sono compatibili
RetinaRelay utilizza due applicazioni distinte: Host, da installare sul Mac principale che invia le immagini, e Viewer, destinata al vecchio iMac che funzionerà come monitor.
L’applicazione Host richiede macOS 13 Ventura o successivi e funziona sui Mac compatibili con processori Intel e chip Apple Silicon.
Viewer richiede invece macOS 10.15 Catalina o successivi e può funzionare sugli iMac dalla fine del 2012 in avanti, oltre che su altri modelli Intel indicati nell’elenco ufficiale.
Non tutti gli iMac supportati offrono però una risoluzione 5K. I modelli da 27 pollici del 2012 e del 2013, per esempio, hanno un pannello da 2560 × 1440 pixel. Gli iMac Retina 5K da 27 pollici, introdotti successivamente, possono invece mettere a disposizione una superficie di lavoro da 5120 × 2880 pixel.
| Caratteristica | Requisito o funzione |
|---|---|
| Mac principale | Mac Intel o Apple Silicon compatibile |
| Sistema Host | macOS 13 Ventura o successivi |
| Mac utilizzato come schermo | iMac Intel da fine 2012 o altri Mac supportati |
| Sistema Viewer | macOS 10.15 Catalina o successivi |
| Risoluzione massima dichiarata | 5120 × 2880 pixel a 60 fps sui pannelli 5K compatibili |
| Collegamenti | Thunderbolt, USB SuperSpeed, Gigabit Ethernet, Wi-Fi |
| Modalità | Scrivania estesa o duplicazione |
| Audio | Riproduzione opzionale dagli altoparlanti dell’iMac |
La lista completa dei Mac compatibili è disponibile sul sito dello sviluppatore.
Occorre fare attenzione anche al sistema operativo installato: un iMac 2013, per esempio, non supporta ufficialmente macOS Ventura. Per utilizzare versioni più recenti di macOS su queste macchine possono essere necessarie soluzioni come OpenCore Legacy Patcher, che lo sviluppatore di RetinaRelay considera sperimentali e non ufficialmente supportate.
Thunderbolt, USB o Ethernet: come collegare i due Mac
RetinaRelay permette di utilizzare diversi collegamenti tra il Mac principale e quello destinato a funzionare come schermo.
Thunderbolt è la soluzione consigliata per ottenere le prestazioni migliori, grazie alla larghezza di banda disponibile e alla possibilità di realizzare una connessione diretta tra i due computer.
Il collegamento richiede però attenzione alle porte presenti sulle diverse generazioni di Mac. Gli iMac dal 2012 al 2015 utilizzano Thunderbolt 1 o Thunderbolt 2 con connettore dalla forma Mini DisplayPort. Per collegarli a un Mac moderno con porte Thunderbolt USB-C occorrono un adattatore Thunderbolt 3 (USB-C)–Thunderbolt 2 e un cavo Thunderbolt compatibile.
Un semplice cavo USB-C o un adattatore Mini DisplayPort non sostituiscono automaticamente questi accessori.
Un’alternativa più economica è USB SuperSpeed. Il produttore dichiara che anche un collegamento USB 3 adeguato può trasportare immagini 5K a 60 fps. Bisogna però utilizzare un cavo dati compatibile con la modalità prevista dal software, evitando quelli destinati esclusivamente alla ricarica.
È supportata anche Gigabit Ethernet, presente sugli iMac di quegli anni. Si può utilizzare un normale cavo di rete tra i computer, senza dover necessariamente passare attraverso un router. In questo caso la larghezza di banda è inferiore e, nelle immagini particolarmente complesse o nei video, il software può ridurre alcuni dettagli per mantenere la fluidità.
Infine, è prevista una connessione Wi-Fi, da considerare soprattutto quando non è possibile utilizzare un cavo. La stabilità e la latenza dipendono maggiormente dalle condizioni della rete wireless.
La nostra prova con Mac mini M4 e iMac 27″ del 2013
Abbiamo effettuato alcune prove con un Mac mini M4 con macOS 27 e un iMac 27″ del 2013 con macOS Ventura, utilizzando una connessione Thunderbolt.
Il vecchio iMac dispone di un display IPS da 2560 × 1440 pixel: una risoluzione inferiore a quella dei successivi Retina 5K, ma ancora adeguata per molte attività quotidiane.
La procedura di installazione è semplice. Sul Mac mini abbiamo scaricato RetinaRelayHost e copiato l’applicazione nella cartella Applicazioni. Al primo avvio è necessario autorizzare la registrazione dello schermo nelle Impostazioni di sistema, nella sezione dedicata alla privacy e alla sicurezza.
Questo permesso permette all’applicazione di acquisire le immagini della scrivania da inviare al secondo computer.
Una volta avviato Host, compare un’icona nella barra dei menu di macOS.
Sull’iMac abbiamo installato e avviato RetinaRelayViewer, collegando quindi i due computer. Il software ha individuato il Mac principale e abbiamo potuto utilizzare il vecchio iMac come schermo secondario.
La configurazione ha richiesto pochi minuti e non è stato necessario intervenire sulle impostazioni del monitor o configurare manualmente indirizzi di rete.

Come si utilizza il vecchio iMac come secondo schermo
Dalla barra dei menu del Mac principale è possibile scegliere tra duplicazione dello schermo e scrivania estesa.
Nel primo caso l’iMac mostra gli stessi contenuti del monitor principale. È una soluzione utile per visualizzare una presentazione o avere una seconda riproduzione della scrivania.
Con la modalità estesa, invece, il vecchio iMac diventa un’ulteriore superficie di lavoro. Possiamo trascinare una finestra dal monitor principale al secondo schermo, tenere aperti documenti di riferimento oppure spostare posta elettronica e messaggistica fuori dall’area utilizzata per lavorare.
La disposizione dei monitor può essere regolata dalle impostazioni di macOS, indicando se l’iMac si trova a destra, a sinistra o sopra lo schermo principale. In questo modo il cursore si sposta da un display all’altro seguendo la disposizione fisica della postazione.
È disponibile anche la possibilità di riprodurre l’audio del Mac principale attraverso gli altoparlanti dell’iMac. Alla prima attivazione della funzione può essere richiesta l’installazione di un componente audio aggiuntivo.
RetinaRelay supporta inoltre l’utilizzo di un MacBook con il coperchio chiuso, purché siano rispettate le condizioni di alimentazione e collegamento previste.
Qualità dell’immagine e prestazioni
Nella nostra prova con collegamento Thunderbolt il funzionamento è risultato soddisfacente. Il vecchio iMac ha potuto ospitare finestre e applicazioni del Mac mini, comportandosi nell’uso ordinario come uno schermo aggiuntivo.
L’aspetto da sottolineare è la gestione automatica della qualità: RetinaRelay misura la capacità della connessione e adatta il flusso delle immagini alla banda disponibile.
Secondo lo sviluppatore, la versione 2 del software impiega un sistema di trasferimento basato su texture grafiche compresse, sfruttando la GPU per ricostruire l’immagine sul computer ricevente. L’obiettivo è contenere la latenza ed evitare i ritardi tipici di alcune soluzioni di condivisione dello schermo.
Sui modelli Retina 5K compatibili, il produttore dichiara di aver ottenuto una risoluzione nativa di 5120 × 2880 pixel a 60 fps, anche con collegamenti USB SuperSpeed.
Si tratta di risultati dichiarati dallo sviluppatore: la nostra prova con l’iMac del 2013 non permette di verificare direttamente le prestazioni di un pannello 5K.
Per attività come scrittura, navigazione Web, gestione di documenti e consultazione di pagine affiancate, la possibilità di recuperare uno schermo da 27 pollici offre comunque un vantaggio immediato in termini di spazio disponibile.
Per applicazioni che richiedono una latenza particolarmente bassa, come alcuni videogiochi competitivi, oppure per lavori di grafica con esigenze rigorose di fedeltà cromatica, è opportuno verificare personalmente le prestazioni prima di acquistare la licenza.
Quali vantaggi rispetto a un monitor esterno tradizionale
Il vantaggio principale è poter riutilizzare un display che si possiede già, evitando l’acquisto di un nuovo monitor.
Chi ha conservato un iMac 27″ Retina 5K può recuperare un pannello ad alta risoluzione, adatto a visualizzare testi molto nitidi, fotografie e numerose finestre contemporaneamente.
Anche i modelli precedenti, come il 27″ del 2013, offrono una superficie di lavoro da 2560 × 1440 pixel, utile come secondo schermo per un Mac mini o un portatile.
La soluzione presenta però alcune differenze rispetto a un monitor tradizionale.
L’iMac deve rimanere acceso, perché è il computer stesso a ricevere e visualizzare le immagini. Continuano quindi a funzionare la sua scheda logica, il sistema operativo e gli altri componenti necessari.
Questo comporta un consumo elettrico superiore a quello del solo pannello, variabile a seconda del modello e della configurazione.
RetinaRelay richiede inoltre che entrambi i computer eseguano software compatibile. Non funziona come un semplice ingresso HDMI o DisplayPort e non consente di collegare direttamente qualsiasi dispositivo esterno, come una console o un lettore video.
Per chi utilizza il secondo schermo diverse ore al giorno, il consumo aggiuntivo dell’iMac è un elemento da considerare insieme al risparmio iniziale.
Quanto costa RetinaRelay e dove scaricarlo
RetinaRelay si può scaricare dal sito ufficiale e provare gratuitamente per sette giorni, con tutte le funzionalità disponibili.
È un periodo sufficiente per verificare la compatibilità tra i due Mac, valutare la fluidità del collegamento e capire se la soluzione si adatta alla propria postazione.
La licenza personale è proposta a 49 dollari con pagamento una tantum, senza abbonamento.
L’acquisto permette di utilizzare un Mac principale come Host e un numero illimitato di iMac compatibili come Viewer. La licenza dell’Host può essere trasferita e comprende gli aggiornamenti futuri, incluse le versioni principali, secondo le condizioni attualmente pubblicate dallo sviluppatore.
Il prezzo finale in euro può variare in base al cambio e alle imposte applicate durante l’acquisto.
Quando conviene recuperare un vecchio iMac
RetinaRelay può essere una soluzione utile soprattutto per chi possiede già un iMac inutilizzato, magari sostituito da un Mac mini o da un MacBook più recente.
Il vantaggio aumenta con gli iMac Retina 5K, perché permettono di riutilizzare un pannello da 27 pollici con una risoluzione ancora adatta a postazioni di lavoro impegnative.
Prima di acquistare il software conviene però controllare tre elementi: la compatibilità del sistema operativo, il tipo di collegamento disponibile e il consumo elettrico del vecchio computer.
La prova gratuita permette di effettuare queste verifiche senza acquistare subito una licenza. Se l’iMac funziona ancora correttamente e può rimanere sulla scrivania senza particolari problemi di ingombro, RetinaRelay offre un modo pratico per prolungarne la vita e recuperare spazio di lavoro.
Per informazioni, download e requisiti aggiornati si può consultare il sito ufficiale RetinaRelay.












