Comprare uno smartphone nuovo nel 2026 sta diventando più costoso, soprattutto per chi cerca un modello economico. I dati del mercato mondiale confermano che qualcosa sta cambiando: nel terzo trimestre dell’anno, le spedizioni di smartphone sono diminuite del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo il livello più basso per un terzo trimestre dal 2012.
La causa principale è la crisi delle memorie, che sta facendo aumentare i costi di produzione e riducendo la disponibilità dei componenti. Samsung e Apple riescono a difendere le proprie posizioni, mentre Xiaomi, OPPO e vivo risentono maggiormente delle difficoltà dei telefoni economici e di fascia media.
I numeri arrivano da Counterpoint Research e sono preliminari. Riguardano le spedizioni dei produttori ai canali commerciali, quindi non coincidono direttamente con gli smartphone venduti ai consumatori. Mostrano però con chiarezza come si stanno modificando gli equilibri tra i marchi.
La crisi delle memorie fa aumentare i prezzi degli smartphone
Il problema parte da due componenti presenti in qualsiasi smartphone: la memoria RAM, utilizzata per eseguire applicazioni e sistema operativo, e la memoria NAND, nella quale vengono conservati foto, video, applicazioni e altri dati.
Entrambe sono diventate più costose e difficili da reperire. I produttori devono quindi decidere come distribuire le forniture disponibili e su quali modelli concentrare la produzione. Quando i margini di guadagno sono ridotti, come accade per molti smartphone economici, assorbire gli aumenti diventa particolarmente difficile.
Secondo Counterpoint, i prezzi al dettaglio degli smartphone sono aumentati complessivamente del 20% su scala mondiale nel corso del 2026. Si tratta di una media globale che comprende mercati e fasce di prezzo molto differenti: non significa che tutti i telefoni siano aumentati nella stessa misura.
La situazione potrebbe durare ancora a lungo. Come abbiamo spiegato parlando delle previsioni di Micron, la domanda di memorie potrebbe continuare a superare l’offerta anche nel 2027 e nel 2028.
Le quote di mercato: Samsung prima, Apple a un solo punto
La classifica mondiale mostra quanto i produttori stiano affrontando in modo diverso questa fase. Samsung mantiene il primato con il 23% delle spedizioni, seguita da Apple al 22%. A distanza maggiore troviamo Xiaomi, OPPO e vivo.
| Produttore | Quota | Spedizioni YoY |
|---|---|---|
| Samsung | 23% | -3% |
| Apple | 22% | In calo* |
| Xiaomi | 10% | Oltre -30% |
| OPPO | 9% | Oltre -20% |
| vivo | 8% | Oltre -20% |
Fonte: Counterpoint Research, Market Monitor Q3 2026, dati preliminari sulle spedizioni. YoY indica la variazione rispetto allo stesso trimestre del 2025. *Il rapporto non quantifica nel testo pubblico la flessione Apple. OPPO comprende anche OnePlus e realme. Quote arrotondate.
Samsung resiste grazie ai pieghevoli Galaxy Z8 e alla serie A
Samsung ha registrato una flessione delle spedizioni del 3%, molto più contenuta rispetto a quella del mercato complessivo. La buona partenza dei nuovi pieghevoli Galaxy Z8, soprattutto Galaxy Z Fold8, ha contribuito a sostenere il risultato.
Il nuovo Fold8 è uno dei dispositivi con cui Samsung sta cercando di ampliare il pubblico dei pieghevoli: lo schermo interno permette di lavorare su più applicazioni, leggere documenti e utilizzare il telefono quasi come un piccolo tablet. Abbiamo provato la nuova gamma Galaxy Z8 durante la presentazione a Milano.

Samsung ha beneficiato anche di una maggiore stabilità nelle forniture per la gamma Galaxy A, particolarmente importante nei mercati emergenti. Modelli come Galaxy A57 e Galaxy A37 permettono al produttore coreano di mantenere una presenza significativa nella fascia media, dove alcuni concorrenti hanno invece ridotto le spedizioni.
Apple raggiunge il 22%, iPhone 18 Pro parte meglio del predecessore
Apple conquista il 22% del mercato mondiale, superando per la prima volta la soglia del 20% in un terzo trimestre. La distanza da Samsung si riduce così a un solo punto percentuale.
Il risultato va interpretato considerando il nuovo calendario commerciale di Apple. A settembre 2026 non è arrivato il modello base di iPhone 18, per cui i distributori hanno ricevuto una gamma di nuovi telefoni più limitata rispetto a quella disponibile al lancio degli iPhone 17.
Gli iPhone 18 Pro sono invece partiti meglio dei predecessori, soprattutto in Cina e India. Nei primi tre giorni di vendita in Cina, come abbiamo già raccontato su Macitynet, la domanda dei nuovi modelli Pro ha mostrato risultati incoraggianti.

La domanda ancora sostenuta per la serie iPhone 17 ha inoltre contribuito a contenere la diminuzione delle spedizioni. Per Apple conta anche la composizione della gamma: vendere una percentuale maggiore di modelli Pro permette di sostenere il fatturato e assorbire più facilmente l’aumento del costo dei componenti.
Xiaomi, OPPO e vivo: i rincari colpiscono le fasce più economiche
Per i produttori cinesi, particolarmente presenti nei segmenti economici e intermedi, il trimestre è stato più difficile.
Xiaomi ha registrato una contrazione delle spedizioni superiore al 30%, scendendo al 10% del mercato mondiale. L’azienda sta riducendo la propria esposizione ai modelli meno redditizi e ad alcuni mercati esteri, concentrando maggiormente gli investimenti sui dispositivi di fascia medio-alta e premium.
Il recente Xiaomi 18 Fold, presentato in Cina a settembre, è un esempio di questa strategia: si tratta di un pieghevole con schermo interno da 7,58 pollici, processore sviluppato internamente e un prezzo di partenza equivalente a circa 1.410 euro nel mercato cinese. Per il momento non è stata annunciata una distribuzione italiana.

Anche OPPO e vivo hanno perso oltre il 20% delle spedizioni rispetto al terzo trimestre del 2025, raggiungendo rispettivamente il 9% e l’8% del mercato.
Entrambi i produttori hanno aumentato i prezzi di diversi modelli economici e di fascia media per compensare i maggiori costi delle memorie. OPPO sta razionalizzando le attività dei marchi OPPO, OnePlus e realme, mentre vivo concentra maggiormente la propria attenzione sui mercati di Cina e India.
In pratica, alcuni telefoni che fino a poco tempo fa potevano essere proposti a prezzi particolarmente aggressivi oggi lasciano margini troppo ridotti. I produttori preferiscono allora alzare i listini, limitare le forniture oppure concentrare gli investimenti su dispositivi più costosi.
Chi compra uno smartphone aspetta gli sconti o rinvia la sostituzione
La crisi si sta facendo sentire anche sulle abitudini degli acquirenti. Un’indagine di Counterpoint, condotta su oltre 5.000 persone intenzionate ad acquistare uno smartphone nei successivi sei mesi, ha rilevato che il 63% degli intervistati ha già notato un aumento dei prezzi.
La metà programma di acquistare il nuovo telefono in occasione di promozioni e grandi eventi commerciali. Altri preferiscono rimandare la sostituzione o cercare un dispositivo che rientri nel budget disponibile.
| Comportamento | Intervistati | Cosa emerge |
|---|---|---|
| Ha notato rincari | 63% | Prezzi in crescita |
| Aspetta promozioni | 50% | Acquisti concentrati negli eventi di sconto |
| Supererebbe il budget | 44% | Spesa superiore per il modello desiderato |
| Rinvierebbe l’acquisto | 37% | Telefono attuale utilizzato più a lungo |
| Cercherebbe alternative | 35% | Modelli entro il budget disponibile |
Fonte: Counterpoint Research, indagine pubblicata l’8 ottobre 2026 su oltre 5.000 consumatori in Cina, India, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. Le percentuali si riferiscono a domande e possibili comportamenti differenti e non devono essere sommate.
I modelli premium resistono, quelli economici perdono terreno
Il mercato sta così prendendo due direzioni diverse. Chi cerca uno smartphone di fascia alta continua ad acquistare, sostenuto anche da finanziamenti, permute e programmi di sostituzione. Chi dispone di un budget più limitato tende invece a rimandare la spesa.
La tendenza era già emersa nel primo semestre del 2026, quando il segmento premium aveva raggiunto il 29% delle vendite mondiali, contro il 25% dello stesso periodo del 2025.
La crisi delle memorie potrebbe accentuare ulteriormente questa differenza nei prossimi mesi. Counterpoint prevede che i produttori continueranno a privilegiare i dispositivi più remunerativi, anche a costo di distribuire meno telefoni.
Conviene cambiare smartphone oppure aspettare?
Per chi vuole spendere poco, il consiglio è di confrontare i modelli di generazione precedente con quelli appena presentati. Un dispositivo uscito nel 2025, se ancora supportato dal produttore, potrebbe offrire caratteristiche simili a quelle di un nuovo modello e costare meno durante una promozione.
Occorre però controllare quanti anni di aggiornamenti software rimangono, la capacità della memoria e la disponibilità di assistenza e ricambi. Un risparmio iniziale può perdere significato se il telefono diventa obsoleto troppo presto.
Chi cerca un modello di fascia alta può valutare anche programmi di permuta e finanziamenti, tenendo presente il costo complessivo dell’operazione. Nel caso di un dispositivo ricondizionato, è opportuno verificare soprattutto le condizioni della batteria, la garanzia e l’affidabilità del venditore.
Per chi possiede già uno smartphone ancora efficiente, la scelta più semplice potrebbe essere continuare a utilizzarlo. Sostituire una batteria deteriorata, liberare spazio di archiviazione o verificare la disponibilità degli ultimi aggiornamenti può permettere di rimandare l’acquisto senza rinunciare alle funzioni utilizzate ogni giorno.
È quanto emerge dal rapporto Counterpoint Research pubblicato il 12 ottobre 2026: con memorie ancora costose e produttori sempre più concentrati sui modelli redditizi, la scelta di uno smartphone richiederà maggiore attenzione al prezzo e alla durata nel tempo.
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